A pochi mesi dalla conclusione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina, il Villaggio olimpico dell’ex scalo di Porta Romana cambierà destinazione d’uso. La struttura che ha ospitato gli atleti diventerà la più grande residenza studentesca convenzionata d’Italia, un intervento di riuso urbano pensato fin dalla fase di progettazione per lasciare un’eredità concreta alla città.
L’obiettivo? Trasferire lo spirito di comunità, il rispetto e la condivisione tipici del contesto sportivo all’interno di una dimensione urbana e accademica permanente.
L’Università Bocconi, per l’anno accademico 2026-2027, ha riservato 730 dei circa 1.700 posti totali disponibili nel complesso. Offerta che si aggiunge ai circa 2.000 posti letto già presenti nelle Residenze Bocconi, rafforzando ulteriormente l’esperienza abitativa proposta dall’Ateneo. La precedenza per le sistemazioni all’interno del Villaggio olimpico sarà data alle matricole iscritte al primo anno dei corsi di laurea triennale, di Giurisprudenza e delle magistrali biennali, con la possibilità di aprire gli eventuali posti residui agli studenti degli anni successivi. La permanenza coprirà il periodo compreso tra la fine di agosto e la fine di luglio.
Non si tratterà di una sistemazione rinnovabile per il secondo anno, ma chi risiederà al Villaggio otterrà una corsia preferenziale per le assegnazioni future nelle altre residenze dell’ateneo, come quelle di Isonzo, Dubini e Spadolini, che già ospitano circa 900 studenti.
Il complesso è formato da sei palazzine di nuova costruzione e due edifici industriali storici recuperati. Poiché la parte residenziale era stata progettata fin dall’inizio in funzione del suo utilizzo successivo, i lavori di riconversione richiederanno soltanto circa quattro mesi dalla fine delle Paralimpiadi. Gli interventi principali riguardano l’adeguamento dei piani terra e delle aree esterne, dove verranno allestiti servizi come sale studio, palestre, ristoranti e negozi, insieme a spazi verdi pubblici pensati per favorire l’integrazione della nuova comunità studentesca nel quartiere.
Per gli studenti fuori sede e per le loro famiglie, la disponibilità di un alloggio organizzato fin dal momento dell’arrivo punta a ridurre l’impatto logistico e burocratico legato alla ricerca di una casa sul mercato libero. La struttura consentirà alle matricole di vivere un primo anno di transizione protetto e integrato nel tessuto accademico, lasciando loro il tempo necessario per orientarsi nella metropoli e individuare una sistemazione definitiva per gli anni successivi.




