Lo Studio 54 rimanda quasi sempre alla discoteca aperta nel 1977 da Ian Schrager e Steve Rubell, alle notti con Andy Warhol, Cher, Elizabeth Taylor e Michael Jackson, e a un’idea molto precisa della città: più libera, più caotica, più mondana. Oggi però l’edificio al 254 West 54th Street è soprattutto un teatro di Broadway, di proprietà della Roundabout Theatre Company dal 2003, e ha un problema che va ben oltre la nostalgia: in quasi un secolo non è mai stato ristrutturato davvero.
La Roundabout sta portando avanti un progetto da circa 100 milioni di dollari per ristrutturare in modo profondo lo Studio 54 e adattarlo alle esigenze di un teatro contemporaneo. L’edificio fu costruito nel 1927 come Gallo Opera House, poi divenne uno studio televisivo della CBS negli anni Cinquanta e infine la discoteca che lo rese famoso nel mondo. Nel 1998 il teatro tornò nello spazio con il revival di Cabaret, dopo il crollo di una gru che costrinse la produzione a spostarsi. Quella soluzione, nata come emergenza, finì per riportare la programmazione teatrale dentro un luogo che nel frattempo era diventato un pezzo di immaginario newyorkese.
I lavori serviranno soprattutto a risolvere alcuni limiti della struttura. Oggi la platea e il palcoscenico sono allo stesso livello, una condizione che obbliga a costruire strutture temporanee per le produzioni e complica il lavoro tecnico. Il progetto prevede la demolizione dell’attuale assetto della platea, la costruzione di una nuova inclinazione per migliorare la visibilità, il ripristino della buca d’orchestra e la realizzazione di un palcoscenico permanente. Saranno rivisti anche gli spazi per il pubblico: ingresso, bar, aree commerciali e bagni, oggi insufficienti per un teatro molto frequentato.
Una parte centrale dell’intervento riguarda l’accessibilità. Lo Studio 54 ha una balconata ripida, percorsi interni complicati e non è pienamente adatto alle persone con mobilità ridotta. La ristrutturazione prevede un nuovo ascensore che servirà tutti i livelli e l’inserimento di nuovi posti accessibili. La capienza complessiva cambierà poco, ma la disposizione sarà diversa: l’obiettivo non è avere soltanto più sedute, ma rendere il teatro più comodo e più utilizzabile, sia per chi assiste agli spettacoli sia per chi li produce.
Il punto più delicato resta il finanziamento. Roundabout ha già raccolto una parte consistente dei fondi attraverso la campagna Next Stage, ma per completare l’operazione punta anche su risorse pubbliche e su una modifica alle regole urbanistiche. Poiché intorno al teatro non ci sono lotti su cui usare direttamente i diritti edificatori disponibili, la società ha chiesto alla città di poterli trasferire ad altri siti del Theater District. Questo permetterebbe di trasformare quei diritti in risorse per pagare i lavori.




