La nuova Ferrari Luce, tra immagini e diverse polemiche

È la prima auto elettrica dell'azienda storica modenese, ed anche per questo era un progetto visto con una certa diffidenza dal pubblico

Ferrari ha presentato martedì a Roma la sua prima auto elettrica. Si chiama Luce e, già dalle caratteristiche di base, non assomiglia molto all’idea più tradizionale che molti hanno di una Ferrari: non solo perché non ha un motore a benzina, ma anche perché è omologata per cinque persone. Le Ferrari in produzione sono quasi sempre a due posti, o al massimo a quattro. Anche il prezzo la colloca in una fascia molto alta: costa 550mila euro, più di tutti gli altri modelli acquistabili nuovi, esclusi quelli speciali e in serie limitata, come la F80 da 3,6 milioni di euro.

La Luce è diversa anche per il modo in cui è stata disegnata. Il progetto è stato affidato a LoveFrom, l’agenzia fondata da Jony Ive, il designer che per molti anni ha guidato l’aspetto dei prodotti Apple e ha lavorato a dispositivi come iPod, MacBook e iPhone. È una scelta insolita per Ferrari, che ha una tradizione molto sedimentata anche nel design delle sue auto. La società ha però precisato che l’auto è stata costruita usando soltanto componenti realizzati internamente, in modo che manutenzione e riparazioni restino dentro il sistema Ferrari.

Gli interni sono stati descritti da chi ha provato l’auto durante la presentazione come molto più vicini a quelli di una grande macchina di lusso che a quelli di una sportiva classica. La Luce ha cinque posti, un bagagliaio capiente, quattro porte ad apertura controvento e un abitacolo in pelle e alluminio. Il volante riprende nella forma quello disegnato da Enrico Nardi per Ferrari tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ma il resto dell’impostazione è più essenziale rispetto alle Ferrari a cui il pubblico del marchio è abituato.

Uno dei punti su cui Ferrari ha insistito riguarda l’accelerazione. L’amministratore delegato Benedetto Vigna ha detto che le auto elettriche possono accelerare così rapidamente da «disturbare il cervello», perché la spinta arriva in modo molto diverso rispetto a un motore tradizionale. Per questo l’azienda ha lavorato con esperti e centri medici, oltre che con la NASA, per rendere l’accelerazione meno brusca per i passeggeri. È un dettaglio tecnico, ma serve anche a spiegare il tipo di auto che Ferrari sta cercando di costruire: non solo una sportiva elettrica, ma un modello pensato per essere usato con più persone a bordo e in condizioni meno estreme.

La presentazione era attesa anche perché ogni deviazione dall’immagine classica di Ferrari viene osservata con molta diffidenza dagli appassionati. Le prime critiche erano arrivate già mesi fa, quando erano stati mostrati alcuni dettagli dell’auto, soprattutto il volante e la plancia, giudicati troppo lontani dalla tradizione del marchio. Ora molte discussioni riguardano l’esterno, che alcuni trovano tozzo e poco coerente con le linee più basse e sinuose associate alle Ferrari. Non è però la prima volta che l’azienda si allontana dalla sportiva a due posti: la Purosangue, oggi in produzione, è un SUV ed è stata la prima Ferrari con quattro porte e quattro posti.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »

Il Met Museum si allarga

Dal 2028 la Neue Galerie di New York entrerà a far parte del Metropolitan Museum of Art, che ne assumerà la proprietà e la gestione. È una fusione insolita perché riguarda due istituzioni fisicamente molto vicine: il Met si trova

Leggi Tutto »
Torna in alto