Trovata legionella in un impianto dello Yankee Stadium

È una delle dieci torri di raffreddamento da disinfettare nel South Bronx, dove sono stati accertati nove casi e un decesso

Il dipartimento della Salute di New York ha annunciato domenica 13 settembre di aver rilevato legionella in una torre di raffreddamento dello Yankee Stadium, nel South Bronx. L’impianto è tra i dieci risultati positivi ai primi controlli avviati dopo la scoperta di un focolaio nei quartieri di Melrose e Morrisania. Secondo il bilancio ufficiale diffuso domenica, aggiornato al giorno precedente, le persone a cui è stata diagnosticata la malattia sono nove, compreso un decesso. Tre sono ancora ricoverate. Tra gli impianti da bonificare c’è anche quello del Lincoln Hospital, un ospedale pubblico della zona.

La presenza del batterio non dimostra ancora che i contagi siano partiti da uno di questi edifici. I test preliminari, eseguiti con la tecnica PCR, rilevano il DNA della legionella ma non distinguono i batteri vivi da quelli morti: soltanto i primi possono provocare la malattia. Per verificarne la presenza servono esami colturali, nei quali i campioni vengono lasciati in condizioni che consentono ai batteri di crescere. I risultati possono richiedere fino a due settimane. Nel frattempo il Comune ha ordinato di svuotare, pulire e disinfettare tutti e dieci gli impianti entro lunedì 14 settembre.

Gli Yankees hanno dichiarato di aver completato la pulizia domenica mattina. La società ha spiegato di aver installato nuove torri di raffreddamento nel 2024 e di svolgere controlli settimanali sui batteri e sulla qualità dell’acqua. Ha inoltre precisato che nessun caso è stato associato allo stadio e che il dipartimento della Salute non ha chiesto di rinviare le partite: nel fine settimana si sono disputati i tre incontri della serie contro i Mets. Secondo le autorità sanitarie, chi è stato allo stadio non corre un rischio maggiore rispetto alle altre persone che hanno frequentato l’area interessata dal focolaio, compresa nei codici postali 10451 e 10456. Anche il Lincoln Hospital ha comunicato di aver svuotato, pulito e disinfettato la propria torre.

Le torri di raffreddamento fanno parte dei grandi sistemi di climatizzazione o refrigerazione degli edifici. Usano acqua per disperdere il calore e rilasciano all’esterno minuscole goccioline, che possono trasportare il batterio se l’impianto è contaminato. La legionellosi, detta anche malattia del legionario, è una forma di polmonite che si può contrarre respirando queste goccioline. I normali condizionatori domestici non funzionano nello stesso modo. Le autorità hanno confermato che nei quartieri coinvolti resta sicuro usare l’aria condizionata, fare la doccia e bere acqua del rubinetto.

La raccomandazione ai residenti e a chi frequenta la zona è di contattare subito un medico in caso di febbre, tosse o difficoltà respiratorie, segnalando di aver vissuto, lavorato o trascorso del tempo nell’area dalla fine di agosto. La malattia si cura con antibiotici e una diagnosi precoce permette di iniziare tempestivamente il trattamento. La maggior parte delle persone esposte non si ammala: il rischio è maggiore dai cinquant’anni in su, per chi fuma o usa sigarette elettroniche e per chi ha malattie croniche o un sistema immunitario indebolito. La trasmissione non avviene normalmente da persona a persona.

Il focolaio arriva poche settimane dopo quello dell’Upper East Side, a Manhattan, che secondo il bilancio aggiornato al 31 agosto ha causato 94 casi e 11 morti. Il Comune aveva dichiarato conclusa l’esposizione al batterio il 31 luglio. A New York gli obblighi di registrazione e manutenzione delle torri risalgono a un grande focolaio nel South Bronx del 2015; dall’8 maggio di quest’anno i campionamenti per la legionella devono essere effettuati almeno ogni 31 giorni. Dopo l’episodio dell’Upper East Side, l’amministrazione ha annunciato ulteriori interventi, tra cui l’incrocio dei registri degli impianti con i permessi edilizi per individuare le torri non registrate e procedure più rapide per le udienze sulle violazioni.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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