L’Italia si pone all’avanguardia nel panorama internazionale con la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG), uno strumento normativo che trasforma la tutela dei giovani da principio astratto a legge dello Stato. Durante il recente punto stampa, la Ministra per le riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati ha illustrato come il nostro Paese sia l’unico ad aver attuato concretamente il “Patto per le future generazioni” del 2024, un impegno che ha già ottenuto il riconoscimento del Segretario Generale dell’ONU, António Guterres, il quale ha definito l’Italia un vero e proprio “pioniere”.
La VIG non si configura come un mero adempimento procedurale, bensì come un profondo cambiamento di paradigma culturale. L’obiettivo è obbligare il legislatore a valutare, in fase di formazione delle norme, gli effetti che queste avranno sulle generazioni future, permettendo ai giovani di programmare il proprio avvenire e di esprimere i propri talenti all’interno del Paese. L’applicazione pratica è già in fase avanzata: sono stati istituiti l’Osservatorio e la Consulta dei giovani, organismi che garantiscono il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni nei processi decisionali, con l’iter attuativo ormai prossimo alla conclusione.
Sul fronte del disagio giovanile e delle recenti proteste, la Ministra ha ribadito la necessità di ascolto, distinguendo nettamente tra l’espressione di un’idea – legittima e parte del confronto democratico – e la violenza, che deve essere condannata con forza poiché mette in pericolo la sicurezza pubblica e danneggia cittadini estranei alle manifestazioni. Le norme, in questo contesto, assumono anche una valenza pedagogica, assumendosi la responsabilità di guardare oltre il contingente per costruire una prospettiva di lungo periodo.
Il modello italiano è ormai oggetto di interesse globale. La Ministra ha annunciato una lectio magistralis presso l’Università di Philadelphia, nata in seguito a un confronto internazionale che ha visto coinvolti accademici e rappresentanti di diverse nazioni, tra cui Cile, Libia, Emirati Arabi e Argentina, tutti interessati a comprendere il sistema di semplificazione normativa e la VIG italiana.
In chiusura, una riflessione sulla società contemporanea: la Ministra ha evidenziato una contraddizione nel modo in cui comunichiamo. Se da un lato internet permette una “macro comunicazione” globale, dall’altro si registra una carenza di “micro comunicazione” interpersonale, con il rischio che l’uso dei social porti i giovani a chiudersi in una dimensione digitale, allontanandoli dal dialogo reale con le istituzioni, la scuola e la famiglia.




