Le votazioni per la settantottesima edizione degli Emmy si sono chiuse mercoledì 26 agosto alle 22 di Los Angeles, quando in Italia erano già le sette del mattino del giorno successivo. I membri della Television Academy hanno quindi scelto i vincitori che saranno annunciati durante due fine settimana: il 5 e 6 settembre verranno assegnati i Creative Arts Emmy, che comprendono gran parte dei premi tecnici e alcune categorie per gli attori ospiti, mentre la cerimonia principale sarà lunedì 14 settembre al Peacock Theater di Los Angeles, nella notte tra il 14 e il 15 per chi la seguirà dall’Italia. Il calendario ufficiale della Television Academy prevedeva il voto finale dal 17 al 26 agosto.
A condurre la serata sarà Mariska Hargitay, che da quasi trent’anni interpreta Olivia Benson in Law & Order: Unità vittime speciali. È una scelta abbastanza insolita per gli Emmy, che negli ultimi anni si sono affidati soprattutto a comici e conduttori televisivi: Hargitay sarà la prima donna a presentare da sola la cerimonia dai tempi di Jane Lynch nel 2011. La scelta ha anche una ragione molto televisiva: gli Emmy saranno trasmessi da NBC nell’anno del centenario del network, e Hargitay è da tempo uno dei volti più riconoscibili della rete.
Il nome da cui partire per capire i premi di quest’anno è però HBO Max. La piattaforma ha raccolto 122 candidature, più delle 111 di Netflix e delle 87 di Apple TV, soprattutto grazie a due serie. La seconda stagione di The Pitt è quella con più candidature in assoluto, 25 secondo il conteggio della Television Academy, mentre la quinta e ultima stagione di Hacks ne ha ottenute 24, stabilendo il nuovo record per una comedy in una singola edizione degli Emmy. Il precedente primato, 23, apparteneva a The Bear e The Studio.
The Pitt è anche il favorito più chiaro delle categorie principali. Il medical drama ambientato durante un unico turno di quindici ore nel pronto soccorso di Pittsburgh ha già vinto come miglior serie drammatica l’anno scorso, alla sua prima stagione, e i principali osservatori degli Emmy prevedono un secondo premio consecutivo. La candidatura riguarda una seconda stagione che ha allargato molto il peso del cast: oltre a Noah Wyle, nuovamente candidato come protagonista, quattro attrici della serie sono contemporaneamente in gara come non protagoniste e diversi altri membri del cast sono presenti nelle categorie guest. Anche Wyle, vincitore lo scorso anno, è considerato il favorito per ripetersi. La concorrente con maggiori possibilità di interrompere la serie di vittorie di The Pitt sembra Pluribus, la fantascienza di Vince Gilligan, arrivata alla sua prima edizione degli Emmy con 18 candidature.
Da Pluribus potrebbe arrivare uno dei premi più attesi della serata. Rhea Seehorn è candidata come miglior attrice protagonista per Carol Sturka e parte davanti alle altre secondo diversi pronostici. Sarebbe il suo primo Emmy: ai tempi di Better Call Saul era stata candidata due volte per Kim Wexler senza vincere. Tra le sue avversarie c’è Zendaya, che ha già vinto due volte nella stessa categoria interpretando Rue in Euphoria. La serie HBO ha avuto sette candidature per la sua ultima stagione, ma gran parte del suo cast è rimasto fuori: Sydney Sweeney, già candidata in passato, è uno degli esclusi più commentati. È andata ancora peggio nelle categorie principali a Stranger Things: la stagione conclusiva ha ricevuto sette nomination, tutte per aspetti tecnici come effetti visivi, scenografia, trucco e sonoro, senza candidature come miglior drama o per i suoi attori.
La gara più interessante potrebbe essere quella delle comedy. Per diversi mesi Hacks è sembrata la candidata naturale: è alla sua ultima stagione, è una delle serie preferite dagli elettori degli Emmy e Jean Smart ha vinto il premio come miglior attrice protagonista per tutte e quattro le stagioni precedenti. Nelle ultime settimane però Widow’s Bay è diventata una concorrente molto più seria. La horror comedy di Apple TV ha ottenuto 19 candidature e pochi giorni fa ha vinto tre Television Critics Association Awards, compreso quello per la miglior comedy. Anche i pronostici si sono spostati: alcuni panel di critici e le quote raccolte da Gold Derby la danno ormai davanti a Hacks. È una delle poche categorie importanti in cui il numero di candidature dice solo una parte della storia.
Dentro la stessa categoria c’è poi Harrison Ford, candidato per il secondo anno consecutivo come miglior attore non protagonista di una comedy per Shrinking. Ford ha 84 anni, una candidatura all’Oscar per Witness e una carriera che comprende Han Solo, Indiana Jones e alcuni dei film americani più famosi degli ultimi cinquant’anni, ma finora non ha mai vinto un Emmy. Diversi pronostici lo indicano come favorito per il ruolo di Paul, lo psicoterapeuta della serie che convive con il Parkinson.
Proprio Shrinking metterà insieme due dei momenti più particolari di questi Emmy. Nella terza stagione Michael J. Fox è tornato a recitare dal vivo per la prima volta dal suo ritiro nel 2020, interpretando Gerry, un altro paziente con Parkinson. Fox aveva visto la serie e aveva chiamato Bill Lawrence, con cui aveva già lavorato in Spin City, chiedendogli sostanzialmente perché non gli avesse ancora trovato una parte. Nella serie il suo personaggio incontra quello di Ford in una sala d’attesa e il Parkinson diventa qualcosa che i due possono discutere partendo da due esperienze molto diverse, quella reale di Fox e quella interpretata da Ford. Fox è stato candidato come guest actor per quel ruolo.
Durante la cerimonia principale riceverà inoltre il Bob Hope Humanitarian Award, premio che la Television Academy assegna solo occasionalmente a personalità della televisione con una lunga attività filantropica. Fox, a cui il Parkinson fu diagnosticato nel 1991 quando aveva 29 anni, fondò nel 2000 la Michael J. Fox Foundation, che negli anni ha finanziato oltre tre miliardi di dollari di ricerca sulla malattia. Prima di lui il riconoscimento era stato assegnato, tra gli altri, a Oprah Winfrey, George Clooney e Sean Penn.
Un’altra candidatura ha assunto un significato diverso dopo la morte della persona che l’ha ricevuta. Rob Reiner è candidato postumo come miglior guest actor in una comedy per The Bear, dove nella quarta stagione aveva interpretato Albert Schnurr, consulente che aiuta Ebra a organizzare e sviluppare il banco dei panini dell’Original Beef. Reiner e sua moglie Michele furono trovati uccisi nella loro casa di Los Angeles il 14 dicembre del 2025; il figlio Nick è accusato dei due omicidi e si è dichiarato non colpevole. La candidatura è la prima per una sua interpretazione dal 1978, quando vinse per All in the Family. Nell’ultima stagione di The Bear, realizzata dopo la sua morte, Albert viene ancora coinvolto nella storia senza essere mostrato né sentito e la serie gli dedica un piccolo riferimento a La storia fantastica, uno dei film più conosciuti diretti da Reiner.
Quella di Reiner è una categoria dei Creative Arts Emmy, quindi verrà assegnata prima della diretta televisiva del 14 settembre. Nello stesso weekend saranno decise anche alcune gare che riguardano le miniserie, dove quest’anno non c’è un favorito altrettanto netto. La seconda incarnazione di Beef, con 16 candidature, e DTF St. Louis, che ne ha 13, si sono divise gran parte dei pronostici: Oscar Isaac e Carey Mulligan sono tra i favoriti per Beef, mentre David Harbour e Linda Cardellini hanno buone possibilità nelle categorie non protagoniste per DTF St. Louis.
Il risultato più prevedibile rimane quindi The Pitt. Quelli più interessanti sono tutti attorno: se Widow’s Bay riuscirà a superare l’ultima stagione di Hacks, se gli elettori daranno finalmente un Emmy a Harrison Ford, se Rhea Seehorn vincerà dopo gli anni di Better Call Saul. E poi ci sarà Michael J. Fox, che agli Emmy ha già vinto cinque volte e quest’anno tornerà sul palco per qualcosa che riguarda molto più della sua carriera televisiva.




