Lo US Open 2026, senza Jannik Sinner

Il numero uno al mondo si è ritirato per un problema al ginocchio, mentre a New York sono già cominciate qualificazioni e Fan Week prima del tabellone principale

Lo US Open 2026 è già cominciato, anche se le partite per cui il torneo di New York è conosciuto inizieranno domenica 30 agosto. Da qualche giorno al Billie Jean King National Tennis Center di Flushing Meadows, nel Queens, si stanno giocando le qualificazioni e gli eventi della Fan Week, la settimana che precede il tabellone principale. Il torneo andrà avanti fino al 13 settembre, quando è prevista la finale del singolare maschile.

Secondo il calendario ufficiale dello US Open, le qualificazioni dei singolari si disputano dal 24 al 27 agosto: 128 uomini e 128 donne cercano uno dei 16 posti disponibili per ciascun tabellone principale. La Fan Week proseguirà invece fino a sabato 29 agosto e permette di entrare gratuitamente nell’area del torneo, previa registrazione al Fan Access Pass, anche per assistere agli allenamenti dei giocatori e a molte delle partite di qualificazione. Alcuni eventi negli stadi principali richiedono invece un biglietto separato.

Una parte dello US Open, intanto, si è già conclusa. Mercoledì 26 agosto Karolina Muchova e Jakub Mensik hanno vinto il doppio misto battendo in finale Belinda Bencic e l’italiano Flavio Cobolli per 6-3, 1-6, 10-6. Il torneo di doppio misto viene ormai concentrato nella Fan Week e utilizza un formato più breve rispetto ai singolari: quest’anno aveva attirato parecchia attenzione anche per la presenza di coppie costruite con alcuni dei giocatori più conosciuti del circuito, tra cui Serena Williams e Carlos Alcaraz, Novak Djokovic e Aryna Sabalenka. Williams e Alcaraz erano stati eliminati proprio da Bencic e Cobolli nei quarti di finale.

Il tabellone principale inizierà domenica senza Jannik Sinner. Il numero uno del mondo ha annunciato il 21 agosto il proprio ritiro dal torneo a causa di un problema al ginocchio destro che gli aveva già impedito di giocare i tornei di Montreal e Cincinnati. Sinner aveva vinto lo US Open nel 2024 ed era arrivato in finale nel 2025, perdendo contro Carlos Alcaraz. La sua assenza cambia soprattutto la parte maschile del torneo: Alcaraz difenderà il titolo vinto un anno fa, mentre Novak Djokovic proverà ancora a conquistare il suo 25esimo Slam, che gli permetterebbe di superare Margaret Court nel numero complessivo di titoli major in singolare. Tra i giocatori che possono approfittare dell’assenza di Sinner ci sono Alexander Zverev, Taylor Fritz, Ben Shelton e anche Cobolli, arrivato quest’anno fino alla finale del Roland Garros.

Nel torneo femminile Aryna Sabalenka proverà invece a vincere a New York per il terzo anno consecutivo, cosa che tra le donne non succede dai tre titoli di Serena Williams tra il 2012 e il 2014. Tra le altre giocatrici più attese ci sono Elena Rybakina, Jessica Pegula, Coco Gauff e Amanda Anisimova. Il quadro completo degli accoppiamenti sarà definito con il sorteggio del main draw del 27 agosto.

Quella del 2026 sarà anche l’edizione con il montepremi più alto mai distribuito da un torneo di tennis. La USTA ha stanziato complessivamente 108 milioni di dollari, il 20 per cento in più rispetto ai 90 milioni del 2025. I vincitori dei due singolari riceveranno 5,5 milioni di dollari ciascuno, mentre un giocatore eliminato al primo turno guadagnerà 140 mila dollari. È un aumento che arriva dopo mesi di discussioni tra i migliori giocatori e gli organizzatori degli Slam sulla quota dei ricavi destinata agli atleti. La USTA ha introdotto anche un nuovo programma da due milioni di dollari per sostenere i giocatori.

Anche l’Arthur Ashe Stadium apparirà diverso rispetto allo scorso anno. È in corso un progetto di ristrutturazione da 800 milioni di dollari, finanziato dalla USTA e destinato a concludersi prima dello US Open del 2027. Per questa edizione sono stati aggiunti duemila posti al livello courtside, portandoli da 3 mila a 5 mila, ed è stato ampliato del 40 per cento lo spazio del concourse al livello promenade. Sono stati inoltre realizzati due nuovi livelli destinati alle suite. I lavori proseguiranno dopo il torneo e comprenderanno anche un nuovo Player Performance Center da 250 milioni di dollari.

Per chi vuole vedere le partite dal vivo, il torneo si disputa come sempre all’USTA Billie Jean King National Tennis Center, all’interno di Flushing Meadows-Corona Park. I biglietti ufficiali sono divisi principalmente tra Arthur Ashe Stadium, Louis Armstrong Stadium, Grandstand e Grounds Admission. Quest’ultimo permette di entrare nei campi secondari e, fino a esaurimento dei posti disponibili, nelle aree general admission di Louis Armstrong e Grandstand, ma non dà accesso all’Arthur Ashe Stadium. Un biglietto per l’Arthur Ashe comprende invece anche l’accesso agli altri campi.

Per arrivare da Manhattan la soluzione più semplice rimane la linea 7 della metropolitana, scendendo a Mets-Willets Point. Alla stessa stazione arriva anche la Long Island Rail Road, con collegamenti attraverso Woodside e Penn Station. Gli organizzatori consigliano il trasporto pubblico perché i parcheggi nell’area sono limitati. Negli Stati Uniti la copertura televisiva è affidata a ESPN: qualificazioni, doppio misto e Fan Week sono trasmessi tra ESPN, ESPN2 ed ESPN+, e la copertura proseguirà durante le due settimane del tabellone principale.

– Leggi anche: Per gli US Open la MTA aumenterà i treni della linea 7 e della LIRR

Negli ultimi anni la settimana che precede il main draw è diventata una parte sempre più importante dello US Open. Nel 2025 il torneo registrò 1.144.562 presenze complessive nelle tre settimane, con quasi 240 mila persone soltanto durante la Fan Week. Fu il secondo anno consecutivo sopra il milione di spettatori. Quest’anno le partite dei singolari cominceranno il 30 agosto, i tornei in carrozzina si giocheranno dall’8 al 12 settembre, la finale femminile sarà sabato 12 e quella maschile domenica 13 settembre.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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