Un murale di San Gennaro per collegare Little Italy e Napoli

È l'iniziativa partita dalla città partenopea e che presto vedrà sorgere l'opera anche a Manhattan, in ricordo della diaspora italiana

C’è chi dice che, ormai, Little Italy è più un involucro vuoto creato ad hoc per i turisti più che il quartiere etnico che una volta rappresentava il fulcro della comunità italiana a New York. Alcuni dei locali storici di Little Italy sono passati di mano più e più volte, perdendo il contatto con i discendenti originari, e spesso anche con le radici italiane che contraddistinguevano quegli stessi luoghi. Quale che sia la verità o la ragione, va detto comunque che un legame con l’Italia resta, nella memoria di quegli stessi luoghi e nelle connessioni che Little Italy continua a cercare con l’Italia contemporanea. Anche per questo, presto, sorgerà un nuovo murale dedicato a San Gennaro e alla memoria dell’emigrazione italiana. Si chiamerà In Sanguine Foedus. Il Santo e sarà la prosecuzione americana di un’opera inaugurata il 22 maggio al porto di Napoli, davanti al Molo San Vincenzo: uno dei luoghi da cui, tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, partirono migliaia di italiani diretti negli Stati Uniti.

Il progetto parte da Napoli ma guarda soprattutto a New York, perché è lì che molte di quelle storie sono arrivate, si sono trasformate e sono diventate parte della storia italoamericana. Il primo murale, intitolato In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo, è stato realizzato dall’artista napoletano Vittorio Valiante e ricostruisce i volti di uomini, donne e bambini emigrati oltreoceano. L’opera nasce da fotografie storiche, memorie familiari e biografie. Ogni volto è accompagnato da un QR code che permette di leggere la storia della persona rappresentata, così l’opera continua oltre l’immagine.

Il murale previsto a Manhattan sarà invece dedicato a San Gennaro, il santo più legato alla devozione popolare napoletana e anche uno dei simboli più utilizzati dalla comunità italiana a New York. Del resto, proprio a Little Italy si tiene ogni anno la Feast of San Gennaro, una festa nata nel 1926 tra gli immigrati napoletani e diventata nel tempo uno degli eventi più importanti del quartiere. Sarà anche un modo per dare un nuovo significato e nuova importanza alla memoria dell’emigrazione in un luogo dove quella memoria è ancora presente ma a volte è ridotta a folklore, insegne e richiamo meramente turistico.

A collegare le due opere sarà il “filo rosso” che attraversa il progetto. A Napoli richiama il legame tra chi partiva e chi restava, ma anche il sangue di San Gennaro, patrono della città e figura centrale per molti emigranti. A New York quel filo assumerà un altro significato che non riguarda soltanto la partenza, ma l’arrivo, l’adattamento, il modo in cui una comunità ha cercato di conservarsi cambiando lingua, lavoro, quartiere e abitudini. Il progetto prevede anche una copia in bronzo della statua storica di San Gennaro presente sul Molo San Vincenzo, destinata a Manhattan come segno del rapporto tra le due città.

L’iniziativa è nata da un’idea di Francesco Andoli e Germana Valentini, con INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana, il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e il patrocinio, tra gli altri, del Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli e del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana. È previsto anche un documentario sulla realizzazione delle opere e sulle famiglie coinvolte.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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