Elena Ketra tra la residenza all’ISCP e la mostra Rebel a Brooklyn

Dallo sdoganamento della Sologamia in Italia e il progetto Luchadoras: l’artista multidisciplinare Elena Ketra e i codici dell’attivismo sociale nel cuore della scena artistica statunitense

L’artista multidisciplinare italiana Elena Ketra è attualmente a New York per una residenza presso l’ISCP (International Studio & Curatorial Program), istituzione d’eccellenza per lo sviluppo delle carriere artistiche globali, con il supporto di Fondazione Solares per le Arti e Alle Fondazioni. L’artista, già vincitrice dell’Exibart Prize, prosegue negli Stati Uniti la propria ricerca focalizzata sui temi dei diritti civili e dell’empowerment femminile, estendendo la sua indagine oltre i confini nazionali per confrontarsi con un contesto internazionale su temi di stretta attualità. Parallelamente alla residenza, Ketra è stata selezionata dalla fondazione non-profit The Kollection per la collettiva annuale Rebel, inaugurata il 2 maggio presso il caratteristico spazio industriale al 53 di Scott Avenue, Brooklyn. Tra i venticinque artisti internazionali in mostra, l’italiana spicca con il progetto multidisciplinare Luchadoras, ispirato alle leggendarie lottatrici della lucha libre messicana.

L’opera esposta, il manifesto in serie limitata Robotona, trasforma l’iconografia della lotta in un santuario di forza e consapevolezza. Attraverso maschere cucite a mano, divenute totem di resistenza contro la violenza di genere, e workshop di autodifesa, Ketra trasforma il pubblico da spettatore passivo a protagonista attivo della propria emancipazione.

La ricerca di Elena Ketra a New York non si ferma al ring. L’artista porta negli Stati Uniti anche l’evoluzione di Sologamy, il fenomeno sociale e artistico basato sull’autodeterminazione e l’amore verso sé stessi, approfondita nel saggio Sologamia. L’arte di sposare sé stessə per Exibart Edizioni. La sua performance ha recentemente alimentato un ampio dibattito pubblico in Italia, ponendo il tema della sologamia sotto i riflettori della cronaca e della critica sociologica. L’eco mediatica suscitata dall’evento ha sollecitato l’analisi di diverse istituzioni ed esperti di settore, con approfondimenti dedicati anche da parte dell’Istituto Treccani, che hanno esaminato il fenomeno come espressione delle nuove dinamiche di autodeterminazione e dei mutamenti nei paradigmi relazionali contemporanei.

Elena Ketra, artista multidisciplinare formatasi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, sviluppa una ricerca incentrata su empowerment femminile, inclusione e processi di autocoscienza. La sua pratica intreccia estetica pop, cultura queer e critica sociale per proporre modelli alternativi che scardinano stereotipi di genere e narrazioni mainstream. Tra i lavori più noti: Girlpower, tirapugni a dondolo per bambine; Serialmirrors, specchi che riflettono storie di donne ribelli; Utereyes, simbolo di autodeterminazione. Nel 2023 realizza la performance digitale Sologamy, approfondita nel saggio Sologamia. L’arte di sposare sé stessə. Nel 2025 il termine “sologamia” è entrato ufficialmente come neologismo nella Treccani. Ha esposto in istituzioni nazionali e internazionali tra cui Museo Madre di Napoli, MAM di Mantova, Silesian Museum di Katowice, Stichting Artes di Amsterdam. Vincitrice dell’Exibart Prize 2024, è stata selezionata per la residenza internazionale ISCP di New York. Sue opere figurano in collezioni pubbliche e private.

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