Per migliaia di newyorkesi che ricevono i sussidi pubblici per acquistare generi alimentari, i soldi caricati sulle loro carte elettroniche sono spariti prima che potessero utilizzarli. In alcuni casi, i beneficiari hanno scoperto di avere il conto completamente svuotato il giorno stesso dell’accredito. Secondo la procura di Manhattan, dietro questi furti ci sarebbe un’organizzazione che, nell’arco di due anni e mezzo, avrebbe sottratto oltre 7 milioni di dollari al programma federale di assistenza alimentare.
Giovedì 29 ottobre, il procuratore distrettuale di Manhattan Alvin Bragg ha annunciato l’incriminazione di otto persone, accusate a vario titolo di furto aggravato, furto d’identità e associazione per commettere reati. L’indagine, condotta insieme al Department of Investigation della città, ha ricostruito un sistema che sarebbe rimasto operativo dall’aprile del 2023 al settembre del 2025, coinvolgendo migliaia di beneficiari del Supplemental Nutrition Assistance Program (SNAP).
Lo SNAP, conosciuto anche come food stamps, è il principale programma statunitense di assistenza alimentare per le persone con redditi bassi. È finanziato dal governo federale e permette ai beneficiari di acquistare determinati prodotti alimentari attraverso una carta elettronica chiamata EBT (Electronic Benefits Transfer), che funziona in modo simile a una carta di debito. I fondi vengono caricati periodicamente e possono essere utilizzati nei negozi autorizzati.
Il sistema descritto dagli investigatori sfruttava proprio il funzionamento di queste carte. Secondo l’accusa, il gruppo avrebbe ottenuto i numeri delle carte e i relativi codici PIN, principalmente attraverso lo skimming, una tecnica che permette di copiare i dati delle carte mediante dispositivi applicati ai terminali di pagamento. Con le informazioni rubate sarebbero state poi realizzate delle carte clonate, utilizzabili senza che i legittimi proprietari si accorgessero del furto.
Per incassare il denaro, gli indagati avrebbero aperto diversi account commerciali utilizzando i nomi di deli, bodega e negozi di alimentari, alcuni realmente esistenti e altri inventati. A questi account erano associati terminali POS e conti bancari controllati dal gruppo. Le carte clonate venivano quindi utilizzate per effettuare transazioni che risultavano come normali acquisti nei negozi, ma che in realtà trasferivano i fondi verso i conti dell’organizzazione.
Gli investigatori sostengono inoltre che il gruppo controllasse le date di accredito dei sussidi, in modo da effettuare le transazioni subito dopo il caricamento del denaro. In questo modo riusciva a svuotare le carte prima che i beneficiari potessero utilizzarle per fare la spesa.
Una parte delle operazioni sarebbe stata organizzata nel retro di una gastronomia di Yonkers, città della contea di Westchester, a nord del Bronx, e in alcune camere d’albergo. Le fotografie raccolte durante l’indagine mostrerebbero numerosi terminali POS, lunghe sequenze di ricevute e decine di carte EBT clonate. Durante l’udienza di giovedì, i procuratori hanno descritto questi ambienti come una vera e propria fabbrica delle frodi.
Secondo la ricostruzione della procura, a dirigere l’organizzazione sarebbe stato Belal Hauter, 34 anni, che avrebbe coordinato l’apertura degli account commerciali. Gregory Fabiani, 46 anni, e Abdulla Aezah, 35, avrebbero invece contribuito alla gestione dei conti e al funzionamento tecnico dei terminali. Anche Milton Rios, 53 anni, e Yvette Rivera, 58, sono accusati di aver aperto ulteriori conti bancari e commerciali utilizzati nel sistema.
Parte del denaro sottratto sarebbe stata utilizzata per acquistare automobili di lusso, mentre decine di migliaia di dollari sarebbero stati trasferiti all’estero, anche in Yemen. Hauter, Fabiani e Aezah si sono dichiarati non colpevoli durante la prima udienza e sono rimasti in custodia. I difensori di Fabiani e Aezah hanno contestato la ricostruzione dell’accusa, sostenendo che i loro assistiti avessero avuto ruoli più limitati rispetto a Hauter. Il legale di Fabiani ha inoltre affermato che il suo cliente gestiva legalmente le proprie attività di elaborazione dei pagamenti.
Il caso si inserisce in un problema più ampio, che riguarda la sicurezza delle carte utilizzate per distribuire gli aiuti alimentari negli Stati Uniti. Secondo un rapporto del Government Accountability Office, l’organismo federale che controlla l’utilizzo delle risorse pubbliche, tra ottobre 2022 e dicembre 2024 gli Stati americani hanno rimborsato oltre 320 milioni di dollari in sussidi sottratti attraverso frodi elettroniche. È una cifra che riguarda soltanto i benefici rimborsati e che quindi non rappresenta l’ammontare complessivo dei furti.
Anche ottenere un rimborso è diventato più complicato. Il programma federale che consentiva di risarcire i beneficiari per i furti elettronici non è stato prorogato per le somme sottratte dopo il 20 dicembre 2024. Lo Stato di New York ha inoltre interrotto il 30 settembre 2025 la raccolta delle richieste di rimborso per i benefici SNAP rubati. Secondo la procura, molte delle persone coinvolte nella frode appena scoperta non hanno mai recuperato il denaro perduto.
Per ridurre il rischio di nuovi furti, lo scorso luglio la governatrice Kathy Hochul ha annunciato l’introduzione di nuove carte EBT dotate di microchip, più difficili da clonare rispetto a quelle attuali, che utilizzano ancora la banda magnetica. La distribuzione dovrebbe cominciare nei primi tre mesi del 2027.
Nel frattempo, l’accesso agli stessi sussidi alimentari è diventato più restrittivo. Le nuove regole federali sui requisiti lavorativi, introdotte dalla legge di bilancio voluta dall’amministrazione Trump, hanno portato circa 26.500 residenti di New York a perdere i benefici SNAP nel corso del 2026, secondo i dati diffusi dal Comune. L’amministrazione del sindaco Zohran Mamdani ha avviato una campagna per aiutare queste persone a presentare nuovamente domanda.
Per chi è stato coinvolto nella frode contestata dalla procura di Manhattan, invece, il problema è stato spesso immediato: presentarsi alla cassa di un supermercato con una carta ancora fisicamente valida, ma senza più i soldi necessari per pagare la spesa.




