Nel suo ufficio a New York, Marco Lastrico conserva tutte le 19 medaglie delle maratone corse. Tra queste, nove hanno un significato speciale: sono quelle conquistate nelle ultime nove edizioni della Maratona di New York. Domenica 1° novembre punta ad aggiungerne una decima, raggiungendo contemporaneamente il traguardo della sua ventesima maratona.
«È un traguardo che mi rende particolarmente orgoglioso, soprattutto perché rappresenta un percorso fatto di passione, disciplina e continuità. Dieci anni sono tanti, e riuscire a mantenere lo stesso entusiasmo è forse la soddisfazione più grande».
Lastrico è CEO e Partner di Barabino & Partners USA, parte di Excellera Advisory Group, dove guida le attività americane della società di consulenza strategica e comunicazione, affiancando aziende italiane e internazionali nelle loro sfide di reputazione e posizionamento. Vive a New York da dodici anni, la città in cui ha costruito una parte importante della propria carriera e della propria vita familiare e dove ha scoperto una passione che oggi fa parte della sua vita quotidiana.
Tutto è cominciato con il suo primo viaggio di lavoro a New York, dove la sua società stava valutando di aprire il proprio ufficio. Dopo un passato nel calcio agonistico, Lastrico rimase colpito dal numero di persone che correvano per le strade e nei parchi della città. Decise di provare anche lui, inizialmente per esplorarla. La prima gara fu una dieci chilometri a Central Park. Poi arrivarono il trasferimento definitivo e, nel 2016, la prima maratona di New York. Da allora le ha corse tutte, con l’unica pausa del 2020, quando la gara fu cancellata a causa della pandemia.
«Sono arrivato negli Stati Uniti 12 anni fa e New York è diventata la città in cui ho costruito una parte fondamentale della mia vita, sia professionale sia personale. È la città dove sono nati i miei figli».
Quest’anno la maratona celebra i cinquant’anni del percorso attraverso i cinque borough, introdotto nel 1976. Si parte da Staten Island, si passa per Brooklyn e il Queens, si attraversano Manhattan e il Bronx e si torna a Manhattan, fino al traguardo a Central Park. Per Lastrico sono «cinque anime diverse della città», con un pubblico che considera unico al mondo. Ogni partecipazione è anche un’occasione per ritrovare luoghi, persone e ricordi della sua vita americana.
«New York è una città che ti mette continuamente alla prova. Ti offre opportunità incredibili, ma ti chiede anche moltissimo. In fondo è un po’ come una maratona: devi imparare a gestire le energie e a non mollare nei momenti difficili».
La parte più impegnativa, però, arriva molto prima della gara. Preparare una maratona significa allenarsi cinque o sei giorni alla settimana, con lunghi da 27 a 32 chilometri, circa tre ore di corsa, e trovare il tempo tra lavoro e famiglia. È ancora più duro quando si prepara una maratona di primavera: l’allenamento cade in inverno, si esce di casa alle cinque o alle sei del mattino, al buio, con il freddo e talvolta la neve.
«La prima cosa che ho imparato è che non esistono scorciatoie. Una maratona non si improvvisa: il risultato è la conseguenza di mesi di preparazione, allenamenti e sacrifici».
La stessa disciplina Lastrico la applica al lavoro. Da quasi vent’anni si occupa di comunicazione strategica e affianca aziende italiane e internazionali nella costruzione della reputazione e nei percorsi di crescita. Come nella corsa, servono preparazione, una strategia chiara e la capacità di adattarsi agli imprevisti senza perdere di vista l’obiettivo.
«Nel nostro settore si parla spesso di risultati immediati, ma la reputazione di un’azienda non si costruisce con uno sprint. Richiede tempo, coerenza e credibilità. Esattamente come preparare una maratona».
«Un’altra cosa che la corsa mi ha insegnato è il valore delle persone. La maratona è uno sport apparentemente individuale, ma dietro ogni traguardo ci sono tante persone. Nel lavoro questo è ancora più evidente: i risultati più importanti si costruiscono sempre insieme a una squadra.»
Correre è anche il suo modo di ritrovare equilibrio. Si allena senza telefono e senza musica, lasciando spazio ai pensieri e alle idee. Una passione così impegnativa richiede anche il sostegno delle persone più vicine.
«Quando prepari una maratona, soprattutto nei mesi più intensi, non sei l’unico a fare dei sacrifici. Il sostegno della famiglia è indispensabile, per questo ogni traguardo è anche loro».
Domenica la giornata inizierà prima dell’alba: traghetto per Staten Island, trasferimento verso la partenza, una lunga attesa prima di raggiungere il ponte di Verrazzano. Poi l’inno, il colpo di cannone e «New York, New York» di Frank Sinatra accompagneranno i primi passi di decine di migliaia di corridori.
È anche il momento in cui è più facile sbagliare. L’entusiasmo può spingere a partire troppo veloci e a consumare energie che serviranno per i ponti, per First Avenue e per gli ultimi chilometri a Central Park. A chi corre New York per la prima volta, Lastrico consiglia di godersi l’esperienza.
«E poi, ogni tanto, alzare lo sguardo dal cronometro e guardarsi intorno: il pubblico, i quartieri, l’atmosfera. Sono queste le cose che rendono New York speciale e che ti rimangono dentro anche dopo aver tagliato il traguardo».
Tre settimane fa ha corso anche la maratona di Chicago, ma domenica Lastrico vuole soprattutto divertirsi. Il cronometro, questa volta, conta meno del significato di un traguardo costruito in dieci anni.
Quanto al futuro, ha già fatto una promessa alla famiglia. «Ho un obiettivo numerico, che la mia famiglia sa, al quale ho promesso che poi mi sarei fermato. Non sono neanche a metà».
Conosce bene quello che succede negli ultimi chilometri di una maratona: si finisce per maledire il giorno in cui ci si è iscritti. Poi si taglia il traguardo, la soddisfazione cancella la stanchezza e viene subito voglia di ricominciare.
«Ogni maratona è una storia a sé. Anche dopo tante gare, quando sei sulla linea di partenza sai che ti aspettano 42 chilometri in cui può succedere di tutto. Ed è proprio questo che continua ad affascinarmi».
Domenica, quando il colpo di cannone darà il via alla Maratona di New York, Marco Lastrico sarà ancora una volta tra migliaia di corridori pronti a mettersi alla prova. Diciannove maratone alle spalle, 42 chilometri davanti e una decima medaglia newyorkese da conquistare.




