Marco Giovanelli: «Piazza Italia è la casa delle imprese italiane a New York»

Il nuovo spazio al 10 Times Square nasce come un ecosistema aperto alle aziende, ai professionisti e alla comunità italiana: coworking, servizi, networking ed eventi per accompagnare il Made in Italy nel mercato americano

A New York, una piazza non è soltanto un luogo di passaggio. È uno spazio in cui persone, idee e attività si incontrano, si riconoscono e costruiscono nuove opportunità. È da questa idea che nasce Piazza Italia, il progetto ospitato al 10 Times Square e pensato per diventare un punto di riferimento per le imprese italiane che guardano agli Stati Uniti.

«Una piazza è molto più di uno spazio urbano. È il crocevia in cui commercio, cultura e relazioni si incontrano», racconta Marco Giovanelli, Vice President di Piazza Italia. «Abbiamo voluto ricreare questo concetto nel cuore di New York, trasformandolo in una casa per le imprese italiane in America».

La nuova sede, situata al 22° piano di 10 Times Square, riunisce uffici, showroom, spazi per la logistica e un’area pensata per la socialità e gli incontri. Non un semplice edificio per uffici, dunque, ma un luogo in cui le aziende possono entrare gradualmente nel mercato americano, trovando fin dal primo giorno una struttura flessibile e una comunità con cui confrontarsi.

«Il coworking è il punto di partenza più naturale», spiega Giovanelli. «Un’azienda può cominciare con una postazione condivisa, passare a un ufficio privato quando cresce oppure stabilire da subito una presenza permanente. L’importante è avere la possibilità di scegliere la soluzione più adatta alla propria fase di sviluppo».

A sostenere il lavoro quotidiano c’è anche un servizio concierge, pensato per occuparsi degli aspetti pratici legati alla gestione di un’attività a New York. «Chi arriva negli Stati Uniti deve concentrarsi sul proprio business, non sulle difficoltà organizzative del proprio ufficio. Per questo abbiamo costruito un sistema capace di semplificare la vita alle imprese».

Intorno agli spazi si sviluppa una comunità composta da imprenditori, professionisti e creativi italiani. Persone con esperienze diverse, ma unite dalla lingua, dalle radici e dalla volontà di costruire qualcosa negli Stati Uniti. «L’idea è che chi entra a Piazza Italia non resti un semplice cliente. Si arriva da estranei, ma in poco tempo si diventa parte di una famiglia».

Il secondo elemento del progetto riguarda i servizi. Entrare nel mercato americano significa confrontarsi con regole, procedure e requisiti spesso lontani da quelli italiani. Piazza Italia riunisce sotto lo stesso tetto competenze contabili, legali, finanziarie, logistiche, commerciali e di marketing.

«Non volevamo creare una lista di fornitori scollegati tra loro», chiarisce Giovanelli. «Abbiamo costruito un sistema integrato, nel quale il commercialista può dialogare con l’avvocato, la logistica coordinarsi con le vendite e il marketing tenere conto della realtà finanziaria dell’azienda. Tutti i professionisti coinvolti conoscono il modo di lavorare delle imprese italiane».

Un punto chiave della nuova sede di Piazza Italia è quello delle relazioni. «Nel business italiano, i rapporti personali sono una vera infrastruttura», afferma Giovanelli. Per questo Piazza Italia considera il networking una funzione centrale, non un’attività occasionale. Il progetto prevede presentazioni mirate con clienti, distributori, investitori, consulenti e altri imprenditori, selezionati in base al settore, agli obiettivi e alla fase di crescita dell’azienda.

Un ruolo importante è riservato anche alla partecipazione alle fiere B2B. Piazza Italia accompagna le imprese nella preparazione dello stand, nell’organizzazione degli incontri con i buyer, nella gestione della presenza in loco e nella trasformazione dei contatti raccolti in concrete opportunità commerciali.

«Una fiera non comincia il giorno in cui si apre lo stand e non finisce quando si chiudono le porte. Bisogna arrivare preparati, sapere con chi parlare e avere una strategia per trasformare le relazioni in risultati».

A completare il percorso c’è la Penthouse, lo spazio per eventi situato al trentaquattresimo piano di 10 Times Square, con una vista privilegiata sullo skyline newyorkese. Qui possono svolgersi lanci di prodotto, eventi stampa, ricevimenti con i clienti e incontri professionali.

«Per un marchio italiano che entra in America, una serata alla Penthouse può cambiare il modo in cui viene percepito. Può trasformare un’azienda ancora sconosciuta in una realtà impossibile da dimenticare», sottolinea Giovanelli.

Il modello è pensato come un percorso progressivo. Un’azienda manifatturiera può iniziare con una postazione e un indirizzo prestigioso, utilizzare i servizi professionali per organizzare il proprio ingresso nel mercato, incontrare distributori attraverso il network, partecipare a una fiera e concludere il percorso con un evento di lancio affacciato su Times Square.

«Spazi, servizi e relazioni devono aprire l’uno la porta all’altro. È questa la logica di Piazza Italia. Il nostro obiettivo è ridurre i costi di ingresso, accorciare il percorso verso i primi ricavi e offrire alle aziende la comunità e la credibilità necessarie per competere nel mercato più difficile del mondo».

La visione, in fondo, è racchiusa in una frase semplice: «Le imprese italiane meritano una vera casa a New York. La piazza è aperta».

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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