Le immagini intense della fotografa raccontano la vita quotidiana e gli angoli meno visibili di New York, offrendo un’alternativa più intima alla consueta immagine da cartolina della città.
La mostra “New York” di Matilde Damele è visitabile al Museo di Roma in Trastevere fino al 13 settembre. Matilde, appena laureata, partì per New York nel 1999 per inseguire la sua passione, la fotografia. Lì trovò un universo che, per certi aspetti, somigliava alla sua interiorità. Da quell’incontro nacque un progetto di ricerca fotografica durato quindici anni, che ha dato vita al lavoro esposto in gran parte a Roma e pubblicato integralmente nel volume New York, 1999-2014, edito dalla casa editrice berlinese DCV.
Matilde Damele, nata a Bologna nel 1969 e adottata da Roma dopo un periodo trascorso a Londra, ha ritrovato un accenno dell’atmosfera newyorkese anche nella periferia della capitale, a Porta Maggiore. «È una zona che rispecchia il mio stato d’animo, quello di una persona che, appena arriva, vuole già ripartire e fatica ad appartenere a un luogo», ha spiegato la fotografa durante l’inaugurazione, riferendosi alle immagini di tram e fermate dell’autobus presenti nel suo lavoro su Roma.
Anche nelle fotografie di New York compaiono uomini e donne sui mezzi pubblici o in attesa di un autobus, sospesi in una pausa. La mostra include inoltre immagini di Coney Island, la celebre spiaggia popolare di New York, dove le persone prendono il sole dove possono e si riparano sotto gli ombrelli quando piove: una scena molto distante dalla rappresentazione glamour della città a cui cinema e serie televisive hanno abituato il pubblico.
Il fascino di queste fotografie sta proprio nel loro punto di vista non convenzionale, lontano anche dai racconti legati al crollo delle Torri Gemelle, evento che Damele documentò nel volume Here is New York: A Democracy of Photographs del 2003.
News Source: 9Colonne




