La Second Avenue Subway è uno dei progetti più lunghi e complicati nella storia dei trasporti di New York. Se ne parla, in forme diverse, dalla fine degli anni Venti, quando la città cominciò a immaginare una nuova linea lungo l’East Side di Manhattan. Per decenni è rimasta una promessa intermittente: annunciata, rinviata, ridimensionata, poi ripresa. Ora la MTA ha avviato i lavori della Fase 2, che porterà la linea Q dalla 96ª Strada fino a East Harlem, con tre nuove stazioni e un collegamento più diretto con una zona della città che da molto tempo dipende quasi solo dalla Lexington Avenue Line.
L’avvio dei lavori è stato annunciato ad Harlem dalla governatrice Kathy Hochul insieme ai responsabili dei trasporti. L’ultimo tentativo di estendere la metropolitana della Second Avenue verso nord risaliva agli anni Settanta. Nel 1972 erano iniziati alcuni lavori, poi interrotti dopo la crisi fiscale che colpì New York nel 1975. Di quel periodo sono rimasti alcuni tunnel incompleti, costruiti e poi lasciati inutilizzati per decenni. La nuova fase del progetto riparte anche da lì.
La Fase 1 della Second Avenue Subway era stata aperta nel 2017 e aveva esteso la linea Q fino alla 96ª Strada, alleggerendo in parte il traffico sull’Upper East Side. La Fase 2 proseguirà per circa 1,5 miglia verso nord (circa 2,5 chilometri), lungo la Second Avenue, fino alla 125ª Strada. Sono previste tre nuove stazioni: alla 106ª Strada, alla 116ª Strada e alla 125ª Strada, all’altezza di Lexington Avenue. Tutte saranno accessibili secondo gli standard ADA, quindi progettate anche per persone con disabilità motorie.
Il punto più importante sarà probabilmente la stazione della 125ª Strada, che dovrebbe diventare un nodo di scambio tra la linea Q, le linee 4, 5 e 6 della metropolitana, la Metro-North Railroad e il servizio di autobus M60 Select Bus Service per l’aeroporto LaGuardia. Per chi vive a East Harlem, il progetto non significa soltanto avere qualche fermata in più, ma poter raggiungere più facilmente altre parti di Manhattan e della città senza dover dipendere quasi sempre dalla linea Lexington Avenue, una delle più utilizzate e congestionate del sistema.

In questa prima fase i lavori riguardano soprattutto lo spostamento dei sottoservizi, la preparazione dei cantieri e l’organizzazione delle aree da cui partiranno gli scavi. La MTA prevede di calare nel terreno, all’inizio del 2027, le frese meccaniche che scaveranno i nuovi tunnel sotto la Second Avenue. Una parte del lavoro userà anche il metodo “cut-and-cover”, cioè lo scavo dall’alto, per costruire il tratto tra la 105ª e la 110ª Strada e preparare la futura stazione della 106ª Strada. È una tecnica invasiva per la superficie, ma in alcuni tratti resta più pratica rispetto allo scavo profondo.
Uno degli elementi più particolari del progetto è il riuso dei vecchi tunnel costruiti negli anni Settanta tra la 110ª e la 120ª Strada. Invece di scavare tutto da zero, la MTA intende adattare quelle strutture alla nuova linea e alla futura stazione della 116ª Strada. Secondo i responsabili del progetto, questa scelta, insieme a procedure di appalto e costruzione riviste dopo l’esperienza della Fase 1, dovrebbe permettere risparmi superiori a un miliardo di dollari. È un dato importante perché la Second Avenue Subway è spesso citata come esempio dei costi molto alti delle grandi opere pubbliche a New York.
L’apertura della nuova tratta non è vicina: al momento è prevista per settembre 2032. Una volta completata, l’estensione dovrebbe servire, insieme alla Fase 1, circa 300mila passeggeri al giorno e ridurre fino a 20 minuti alcuni spostamenti tra East Harlem, l’Upper East Side, West Midtown e le zone raggiunte dalla linea Q fino a Brooklyn. Intanto lo Stato ha stanziato 25 milioni di dollari per studiare un possibile prolungamento verso ovest lungo la 125ª Strada, fino a Broadway. Sarebbe un’altra estensione, con tre stazioni aggiuntive, ma per ora resta una fase preliminare: il cantiere vero è quello che deve portare finalmente la Q a East Harlem.




