New York è una città sorprendentemente adatta ai pipistrelli

Vivono nei parchi, cacciano sui tetti verdi e usano gli edifici come rifugi: ora una nuova ricerca suggerisce che il cambiamento climatico potrebbe portare presto in città nuove specie

Di notte, sopra il traffico di New York, c’è un frequente via vai che quasi nessuno nota. Non si tratta di quello, più ad alta quota, di aerei ed elicotteri, ma di quello spazio lì nel mezzo: è quello occupato dai pipistrelli, che volano tra gli alberi dei parchi, lungo i corsi d’acqua e intorno agli edifici abbastanza velocemente da essere scambiati per piccoli uccelli. Nello Stato di New York vivono nove specie: alcune migrano verso sud durante l’inverno, mentre altre restano e vanno in letargo. In città sono state osservate in tutti e cinque i borough; una ricerca condotta nel Bronx ne ha identificate cinque attraverso la registrazione dei richiami ultrasonici.

Studiare questi animali è complicato. I loro versi hanno frequenze che l’orecchio umano non riesce a percepire e la maggior parte della loro attività si svolge quando è troppo buio per distinguerli. I ricercatori usano quindi microfoni capaci di registrare gli ultrasuoni e programmi che confrontano la forma dei richiami con quelli delle diverse specie.

Uno di questi dispositivi è rimasto per poco più di un anno a Madison Square Park, uno spazio verde di appena 2,5 ettari circondato dagli edifici di Midtown Manhattan. Tra gennaio del 2022 e gennaio del 2023 ha registrato 10.936 passaggi di pipistrelli, distribuiti tra marzo e novembre. Sono state individuate quattro specie: il pipistrello rosso orientale, quello argentato, il serotino bruno e il pipistrello canuto. Il dato misura il numero di sequenze sonore captate, quindi uno stesso animale può essere stato registrato molte volte: non è un censimento della popolazione. Mostra però che anche un parco piccolo e molto frequentato può essere usato con regolarità per cacciare o come tappa durante le migrazioni.

Lo stesso succede sopra il Javits Center, il grande centro congressi vicino all’Hudson River. Il suo tetto verde, realizzato durante la ristrutturazione conclusa nel 2014, è diventato una specie di prato sopraelevato tra le infrastrutture di Manhattan. I monitoraggi della NYC Bird Alliance vi hanno osservato cinque specie di pipistrelli, oltre a 65 specie di uccelli e centinaia di artropodi. Le registrazioni hanno mostrato che l’attività dei pipistrelli aumenta insieme alla presenza delle falene, una delle loro principali fonti di cibo.

La città offre ai pipistrelli due risorse che nelle aree più urbanizzate sembrerebbero scarse: luoghi dove riposare e insetti da mangiare. I parchi, i cimiteri alberati, i giardini e i tetti verdi formano una rete discontinua di zone di caccia. Gli edifici, i ponti e le fessure nelle strutture possono sostituire le cavità degli alberi e, per alcune specie, le grotte. Gli spazi costruiti tendono inoltre a essere più caldi durante l’inverno, una caratteristica utile agli animali che tollerano poco le basse temperature.

Questo non rende New York un ambiente favorevole a ogni pipistrello. Le specie capaci di convivere con la luce artificiale, il rumore e la frammentazione degli habitat sono avvantaggiate; quelle che dipendono da grandi boschi o da particolari siti di ibernazione restano più vulnerabili. A Madison Square Park, per esempio, il 96 per cento dei richiami identificati apparteneva al pipistrello rosso orientale, una specie migratrice che si rifugia sugli alberi e sembra tollerare meglio l’illuminazione urbana.

La composizione della fauna cittadina dipende anche dalle conseguenze della sindrome del naso bianco, una malattia provocata da un fungo individuata per la prima volta nello Stato di New York nel 2006. Durante il letargo il fungo irrita la pelle dei pipistrelli, li fa svegliare ripetutamente e li costringe a consumare le riserve di grasso prima della fine dell’inverno. In alcune specie che ibernano nelle grotte, come il piccolo pipistrello bruno e il vespertilio settentrionale, le popolazioni sono diminuite del 75-90 per cento.

Un cucciolo di pipistrello con la sindrome del naso bianco

Gli ambienti urbani non fermano la malattia, ma possono favorire specie che ne sono meno colpite o che seguono strategie diverse, come i pipistrelli migratori che trascorrono l’inverno altrove. Per questo una maggiore attività registrata in città non significa necessariamente che tutti i pipistrelli della regione si stiano riprendendo. Può indicare anche un cambiamento nella composizione delle specie, con quelle più adattabili che occupano gli spazi lasciati liberi dalle altre.

I pipistrelli presenti nell’area di New York mangiano soprattutto insetti. Una ricerca pubblicata nel 2025 ha trovato nel guano del serotino bruno e del pipistrello rosso orientale il DNA della lanterna maculata, l’insetto invasivo arrivato negli Stati Uniti dall’Asia e diffusosi rapidamente anche a New York e nel New Jersey. Le tracce erano più frequenti nel periodo in cui gli insetti raggiungevano lo stadio adulto, mostrando che i pipistrelli avevano cominciato a inserirli nella propria dieta. Non basteranno a eliminare l’infestazione, ma possono contribuire a contenerla e aiutare i ricercatori a capire dove si sta diffondendo.

La loro utilità ecologica non rende consigliabile avvicinarli. I pipistrelli possono trasmettere la rabbia e non è possibile capire dall’aspetto se un animale è infetto. Tra il 2014 e il 2023, poco più del 3 per cento degli esemplari inviati alle autorità sanitarie dello Stato per essere analizzati è risultato positivo. È un campione composto soprattutto da animali che avevano già avuto contatti sospetti con persone o animali domestici, e quindi non rappresenta la percentuale nella popolazione generale. Le indicazioni restano comunque semplici: non toccare un pipistrello e chiedere assistenza medica dopo un possibile contatto, anche quando non si vede un morso.

Nei prossimi anni la comunità di pipistrelli della città potrebbe cambiare ancora. Uno studio pubblicato a giugno sull’American Museum Novitates ha documentato nei Meadowlands del New Jersey la presenza del pipistrello brasiliano dalla coda libera, una specie che sulla costa orientale degli Stati Uniti era stata osservata più a sud. I ricercatori hanno collegato la sua progressiva espansione verso nord all’aumento delle temperature invernali. Circa l’85 per cento dei richiami registrati nello studio proveniva dai Meadowlands, una grande zona umida restaurata inserita nell’area metropolitana di New York.

Questa specie usa spesso ponti ed edifici come rifugi, vola per lunghe distanze e può cercare cibo nei grandi spazi verdi anche quando sono circondati dalla città. I modelli dello studio prevedono un aumento delle osservazioni sopra il quarantesimo parallelo, che attraversa anche l’area di New York. La sua comparsa a Manhattan o negli altri borough non è ancora documentata, ma il tratto di Hudson che la separa dal New Jersey non sarebbe un ostacolo rilevante per un animale capace di percorrere più di cento chilometri in una notte.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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