Un nuovo accordo potrebbe chiudere la lunga battaglia su Elizabeth Street Garden

Nel 2025 la città ha cancellato il progetto per costruire 123 alloggi sociali al posto del giardino di Nolita. Ora tratta con i costruttori, che potrebbero ricevere un altro terreno pubblico nel Lower East Side per realizzarne più di 180

La lunga disputa su Elizabeth Street Garden potrebbe avvicinarsi alla conclusione. La città di New York sta trattando con i tre costruttori selezionati nel 2017 attraverso un bando pubblico per costruire sul terreno di Elizabeth Street Garden, per chiudere la causa nata dopo la cancellazione del progetto. Al centro della trattativa c’è un altro terreno comunale, al 22 di Suffolk Street, nel Lower East Side, dove potrebbero essere realizzati più di 180 appartamenti a prezzi accessibili. Le parti torneranno davanti al giudice giovedì 13 agosto.

Per capire perché i costruttori abbiano fatto causa bisogna tornare indietro di alcuni anni. Elizabeth Street Garden occupa un terreno di proprietà della città tra Elizabeth e Mott Street, a Nolita, utilizzato dagli anni Novanta come giardino e spazio pubblico.

Nel 2017 l’amministrazione di Bill de Blasio scelse quel lotto per Haven Green, un progetto di edilizia sociale affidato a Pennrose, RiseBoro Community Partnership e Habitat for Humanity New York City. Il progetto prevedeva di costruire al posto del giardino un edificio residenziale, conservando una parte dell’area come nuovo spazio verde pubblico.

Haven Green prevedeva 123 appartamenti a prezzi accessibili per anziani, una parte dei quali destinata a persone precedentemente senza casa, oltre a spazi commerciali e per la comunità. Il progetto fu approvato dal City Council nel 2019, ma fu contestato da Elizabeth Street Garden, Inc., l’organizzazione non profit che gestisce lo spazio, e incontrò l’opposizione dei residenti e di numerosi gruppi del quartiere.

Gli oppositori sostenevano che la costruzione avrebbe eliminato uno dei pochi spazi verdi pubblicamente accessibili della zona e chiedevano alla città di utilizzare altri terreni per realizzare gli alloggi. La controversia arrivò fino alla Court of Appeals dello Stato di New York, che nel giugno del 2024 respinse il ricorso contro il progetto, permettendo alla città di procedere.

A quel punto Elizabeth Street Garden sembrava destinato a scomparire nella sua forma attuale. La città aveva anche avviato le procedure per liberare il terreno. Nel giugno del 2025 arrivò però il cambio di rotta: il sindaco Eric Adams annunciò un accordo per conservare il giardino e costruire gli alloggi su altri terreni di Lower Manhattan. In cambio, il consigliere Christopher Marte si impegnò a sostenere le modifiche urbanistiche necessarie per realizzare oltre 620 abitazioni a prezzi accessibili su tre siti, più di cinque volte le 123 previste da Haven Green.

La decisione salvò il giardino ma lasciò fuori i tre sviluppatori che avevano lavorato per anni a Haven Green e avevano ormai ottenuto le autorizzazioni necessarie per costruirlo. La controversia con i costruttori è proseguita fino a quest’anno. Ora una possibile soluzione passa dal 22 di Suffolk Street, un terreno comunale nel Lower East Side. Secondo Gothamist, la città potrebbe assegnarlo a Pennrose, Habitat for Humanity NYC e RiseBoro; City Hall sostiene che sul sito potrebbero essere costruiti più di 180 appartamenti a prezzi accessibili.

Suffolk Street è uno dei tre luoghi individuati nell’accordo del 2025 per compensare la cancellazione di Haven Green. Gli altri sono 156-166 Bowery e 100 Gold Street.

Se l’intesa su Suffolk Street verrà conclusa, i costruttori potrebbero quindi rinunciare alla battaglia giudiziaria su Elizabeth Street Garden e realizzare altrove un numero maggiore di alloggi rispetto a quelli previsti nel progetto originario. Il giardino resterebbe invece al suo posto.

Non tutti considerano questo esito un successo. Per chi ha difeso Elizabeth Street Garden dimostrerebbe che era possibile conservare uno dei pochi spazi verdi della zona e costruire più abitazioni altrove. I sostenitori di Haven Green fanno notare invece che i 123 appartamenti già approvati nel 2019 non sono mai stati costruiti, mentre quelli promessi in sostituzione esistono ancora soltanto sulla carta. È la questione che rimarrà aperta anche se città e sviluppatori troveranno un accordo giovedì.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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