Quando Francesco Felice Buonfantino è partito da Castellammare del Golfo, in Sicilia, era il 6 settembre del 2025. Quasi un anno dopo, il 10 agosto, è arrivato a New York a bordo di Nesea, una barca a vela di 13 metri, portando con sé la bandiera del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova, il MEI, destinata a Ellis Island.
Il viaggio ha messo insieme le due attività che hanno accompagnato gran parte della sua vita. Buonfantino è un architetto napoletano, socio fondatore e presidente di Gnosis Progetti, lo studio che ha lavorato alla realizzazione del MEI e che è coinvolto anche nel progetto del futuro Museo dell’Emigrazione di Napoli. Ma è anche un velista esperto: nella biografia pubblicata da Gnosis Progetti racconta di avere attraversato quattro volte l’Oceano Atlantico. Una sua precedente biografia editoriale gli attribuiva già oltre 50 mila miglia di navigazione e la partecipazione a diverse regate d’altura.

Questa volta l’Atlantico aveva soprattutto un significato simbolico. Quando Nesea ha lsciato il porto di Castellammare del Golfo, a bordo con Buonfantino c’erano la sua compagna e alcuni amici. La barca portava la bandiera del MEI con l’obiettivo, stabilito fin dalla partenza, di consegnarla a Ellis Island, uno dei luoghi più importanti nella storia dell’emigrazione europea negli Stati Uniti.
Il percorso non ha riprodotto quello delle navi che tra Ottocento e Novecento portavano gli emigranti italiani direttamente verso gli Stati Uniti. Nesea ha attraversato l’Atlantico fino alla Martinica, poi ha navigato verso nord attraverso i Caraibi e le Bahamas fino alla Florida. Da Miami ha imboccato l’Intracoastal Waterway, il sistema di canali, fiumi e tratti di mare protetti che corre lungo la costa orientale americana, e lo ha seguito fino a New York.
Durante le diverse tappe Buonfantino ha incontrato discendenti di emigrati italiani e raccolto racconti e memorie conservati nelle loro famiglie. L’ultima parte del viaggio lo ha portato a incontrare la comunità italoamericana di New York e infine a Ellis Island, dove è stata consegnata la bandiera del museo genovese.

La destinazione dà senso all’intero viaggio. Tra il 1892 e il 1954 passarono per Ellis Island circa 12 milioni di immigrati diretti negli Stati Uniti, tra cui moltissimi italiani. Per chi arrivava dall’Europa, l’isola nella baia di New York era il luogo dei controlli sanitari e amministrativi che precedevano l’ingresso nel paese. Oggi gli edifici del vecchio centro di immigrazione ospitano l’Ellis Island National Museum of Immigration.
Il legame di Buonfantino con questa storia passa soprattutto dal suo lavoro. Il MEI di Genova, inaugurato nel 2022, si trova nella Commenda di San Giovanni di Pré, vicino al porto da cui partirono molti italiani diretti verso le Americhe. Gnosis Progetti sta lavorando anche al museo dedicato all’emigrazione che dovrebbe sorgere nell’Immacolatella Vecchia, nel porto di Napoli.
Il viaggio di Nesea ha quindi collegato fisicamente tre luoghi legati alla stessa storia: il Sud Italia da cui partirono moltissimi emigranti, un museo italiano costruito per conservarne la memoria e Ellis Island, dove per molti cominciò la vita negli Stati Uniti.
La bandiera arrivata a New York resterà sull’isola come testimonianza del rapporto tra il MEI e il museo dell’immigrazione americano. Per Buonfantino l’arrivo ha concluso un viaggio durato undici mesi; non la sua prima traversata dell’Atlantico, ma quella in cui il mestiere di architetto e la passione per la vela hanno avuto la stessa destinazione.




