Ieri mattina il traffico aereo nel Nord-Est degli Stati Uniti si è quasi fermato per un problema alle comunicazioni della Federal Aviation Administration, l’agenzia federale che gestisce il controllo del traffico aereo. Gli aeroporti di Newark, John F. Kennedy, LaGuardia, Philadelphia e Teterboro hanno imposto per ore il ground stop, cioè il blocco degli arrivi e delle partenze, con effetti anche su Boston e altri scali della costa orientale.
Il problema è cominciato attorno alle 9:45 con il guasto di un circuito di comunicazione del Philadelphia Terminal Radar Approach Control, la struttura che coordina una parte importante dei voli diretti verso l’area di New York e Philadelphia. Quando i controllori hanno provato a passare al sistema di riserva, hanno scoperto che anche quello non poteva funzionare: un tratto della fibra ottica era stato danneggiato durante lavori nel New Jersey.
La conseguenza più evidente si è vista a Newark Liberty, dove i voli commerciali in arrivo sono rimasti sospesi per quasi otto ore, dalla mattina fino a dopo le 17:20. In serata gli aeroporti hanno ripreso gradualmente le operazioni, ma con una lunga coda di cancellazioni, aerei dirottati e equipaggi fuori posizione. Il Dipartimento dei Trasporti ha avvertito i passeggeri che il ritorno alla normalità avrebbe richiesto tempo.
Secondo i dati dei siti di monitoraggio dei voli, nell’arco della giornata circa 7mila collegamenti negli Stati Uniti hanno subito ritardi o cancellazioni. Nei tre principali aeroporti dell’area di New York i voli coinvolti sono stati circa 1.400. A Newark, hub di United Airlines, più della metà dei voli programmati è stata cancellata; oltre cento aerei diretti nello scalo sono stati dirottati verso altri aeroporti, anche a Chicago e Washington.
Il blocco è arrivato in una momento particolarmente delicato per New York, dove in questi giorni sono attesi capi di Stato, ministri e delegazioni per l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il primo ministro canadese Mark Carney ha dovuto rinunciare a un summit e a un intervento previsti per ieri sera, dopo che il ritardo del suo volo gli ha impedito di raggiungere la città in tempo.
Sulla responsabilità del cavo tagliato non c’è ancora una versione condivisa. Il segretario ai Trasporti Sean Duffy ha inizialmente attribuito il danno a una squadra di Amtrak; Amtrak ha risposto che il lavoro si stava svolgendo su una proprietà di New Jersey Transit e che era coinvolto un suo appaltatore. New Jersey Transit ha spiegato che la squadra stava lavorando a circa tre metri dalle indicazioni dei sottoservizi e sta ancora verificando se l’errore dipenda dalla segnalazione del tracciato o dal cantiere. Verizon, che aveva installato la linea, ha confermato che il cavo è stato reciso durante lavori di scavo.
L’episodio ha riportato al centro un problema noto: il sistema di controllo del traffico aereo statunitense continua a dipendere, in diversi punti, da infrastrutture vecchie e da reti di riserva che non sempre sono isolate dai guasti della rete principale. Il Congresso aveva già stanziato 12,5 miliardi di dollari per l’ammodernamento. Duffy ha detto che ne servirebbero altri 17,5 per completarlo. Il punto emerso lunedì non è soltanto che un cavo possa essere tagliato durante un lavoro: è che il sistema pensato per assorbire quel guasto non era disponibile quando è servito.




