Oggi il Palazzo di Vetro ha riaperto le sue porte per l’81esima Assemblea Generale Onu che quest’anno ha scelto come tema “Restoring trust, managing transformation: A United Nations that delivers for all”. Per l’evento sono attesi quasi 130 capi di Stato e di governo che si alterneranno sul podio fino a sabato 26 settembre per poi chiudere lunedì 28. Una scelta ponderata quella di aggiungere la seduta di sabato, che l’Assemblea ha preso accogliendo la raccomandazione del Segretario Generale di tenere il dibattito anche quel giorno, per dare la parola al maggior numero possibile di oratori.
Ad aprire ufficialmente i lavori è stato Antonio Guterres, con quello che è, di fatto, l’ultimo discorso del suo mandato da Segretario Generale. Ha scelto di concentrarsi sul Medio Oriente, dove, ha detto, “i conflitti si stanno moltiplicando a catena”. Rivolgendosi direttamente ai leader presenti in aula, li ha invitati a “sfruttare al meglio questa settimana di alto livello per favorire la de-escalation e il dialogo”, chiedendo che “i combattimenti devono cessare, gli aiuti umanitari devono poter fluire, e i diritti e le libertà di navigazione devono essere pienamente ripristinati, in conformità con il diritto internazionale”.
Dopo Guterres, a prendere la parola è stato il Presidente dell’Assemblea Generale, il diplomatico del Bangladesh Khalilur Rahman, che ha dato formalmente il via al dibattito.
Il primo paese a intervenire è stato il Brasile, che dal 1955 apre per tradizione le dichiarazioni nazionali, seguito dagli Stati Uniti, paese ospitante, con il Presidente Donald Trump, intervenuto in mattinata. Nella sessione di martedì mattina si sono alternati anche Re Abdullah II di Giordania, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan e l’Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad al-Thani.
L’agenda di questa 81ª sessione tocca alcuni dei temi più caldi dell’attualità internazionale: le guerre in Ucraina e in Medio Oriente, l’azione per il clima, la preparazione alle pandemie, le armi nucleari, oltre alla corsa alla successione dello stesso Guterres come prossimo Segretario Generale. Tra questi, un posto centrale lo occupa quest’anno l’intelligenza artificiale, con approcci diversi emersi tra i vari leader.
Interpellato sulla posizione italiana, il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, alla guida della delegazione italiana, ha spiegato nel punto stampa che si è tenuto a margine dei lavori dell’Assemplea: “Noi siamo a favore dell’intelligenza artificiale, è uno strumento utilissimo per la crescita, però diciamo anche che non bisogna essere sottomessi all’intelligenza artificiale. Deve essere sempre la persona a guidare l’intelligenza artificiale, e non viceversa”.
Il quartiere di Turtle Bay, che ospita la sede delle Nazioni Unite, torna a essere il centro nevralgico della diplomazia mondiale e la città intorno se ne accorge subito. Infatti, le strade attorno al Palazzo di Vetro sono transennate, il traffico su gran parte dell’East Side rallenta fino quasi a fermarsi, e i cortei di auto blu con scorta diventano parte del paesaggio quotidiano per chi lavora o vive da quelle parti. È lo stesso rituale che si ripete ogni anno a settembre: un pezzo di Manhattan che per una settimana smette di essere solo newyorkese e diventa, letteralmente, il centro del mondo.




