Il progetto per ridisegnare la mobilità newyorkese

Si chiama NYC DOT, e adesso si concentrerà sulla 72esima strada: servirà principalmente a favorire il traffico ciclistico

C’è chi sogna una New York green, e chi sogna una New York con meno auto. Spesso le due cose si incrociano, e non stupisce sapere che la direzione che ha intrapreso la città potrebbe prima o poi portarci a vedere più bici che auto per le strade newyorkesi. I dati del Dipartimento dei Trasporti indicano che nel 2023 si sono registrati circa 620 mila spostamenti giornalieri in bici, con un aumento di oltre il 60% rispetto a dieci anni prima.

Se questi sono numeri che fanno ben sperare i sognatori di cui sopra, ci sono ovviamente anche dei limiti strutturali che sono emersi man mano che la diffusione delle biciclette ha preso piede: in particolare, la difficoltà di attraversare Manhattan da est a ovest in condizioni di sicurezza, in un sistema progettato soprattutto lungo direttrici nord-sud.

Anche per questo nasce NYC DOT per la riqualificazione della 72nd Street, uno degli assi trasversali più trafficati dell’Upper West Side. Il piano prevede la riduzione delle corsie per le auto da quattro a due nel tratto occidentale, tra Riverside Boulevard e Central Park West, per fare spazio a una pista ciclabile protetta a doppio senso. La corsia sarà separata dal traffico grazie a una barriera costituita dalle auto in sosta. L’intervento include anche modifiche alla viabilità e allo spazio pubblico: ampliamenti dei marciapiedi con segnaletica orizzontale, miglioramento della visibilità agli incroci, nuove isole di fermata per gli autobus in cemento e aree dedicate al carico e scarico merci, pensate per ridurre la doppia fila, una delle principali cause di congestione nel quartiere.

Se l’Upper West Side dispone di una rete relativamente estesa di piste protette lungo l’asse nord-sud, collegamenti trasversali sicuri sono rimasti rari. La 72esima strada, in particolare, è oggi percepita come uno dei punti più problematici per i ciclisti, a causa dell’intenso traffico veicolare e della frequente occupazione irregolare della carreggiata.

Studi citati dallo stesso Dipartimento dei Trasporti mostrano che le piste ciclabili protette possono ridurre gli incidenti che coinvolgono ciclisti di circa un terzo e contribuire a una diminuzione significativa degli infortuni gravi anche tra i pedoni. Il sostegno al progetto arriva sia da rappresentanti istituzionali, come il deputato Jerry Nadler, sia da organizzazioni come Transportation Alternatives e Bike New York, che da anni chiedono interventi strutturali per rendere la rete più continua e accessibile.

L’iter amministrativo è già in fase avanzata. La commissione trasporti del Community Board 7 di Manhattan ha votato a favore del progetto con sette voti contro due, mentre il voto dell’intero consiglio di quartiere è previsto per l’inizio di maggio. Secondo quanto riportato da Streetsblog, il Dipartimento dei Trasporti intende procedere comunque con la realizzazione. I lavori per il tratto occidentale potrebbero iniziare già nell’estate del 2026. In parallelo, è attesa per l’autunno una proposta per estendere l’intervento anche sul lato est, tra Fifth Avenue e York Avenue. Se completato, il corridoio ciclabile permetterebbe per la prima volta un attraversamento continuo e protetto tra Hudson River Greenway e Central Park, con una prospettiva di connessione futura alla East Side Greenway, ridisegnando in modo significativo la mobilità trasversale dell’isola.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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