A New York gli asili convenzionati stanno aspettando i soldi della città

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, molti centri non hanno ancora ricevuto i fondi necessari per pagare insegnanti e spese, proprio mentre parte il nuovo programma gratuito per i bambini di due anni

A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, molti dei centri che gestiscono i programmi pubblici per l’infanzia di New York non hanno ancora ricevuto i soldi necessari per pagare gli insegnanti, comprare il materiale per le classi e coprire le normali spese di gestione. Alcuni hanno anticipato decine di migliaia di dollari, altri hanno chiesto prestiti personali o denaro ai familiari. Almeno per ora, il sindaco Zohran Mamdani assicura che il 10 settembre riusciranno ad aprire.

Lunedì la sua amministrazione ha annunciato una serie di misure per evitare che alcuni centri rimangano chiusi: accelerare la concessione di prestiti ponte senza interessi, spostare temporaneamente dipendenti comunali sul lavoro di registrazione dei contratti e consegnare direttamente ai centri ciò che manca nelle aule. Il materiale comprende giocattoli, pannolini e prodotti per l’igiene, oltre a matite colorate, cartoncini e rotoli di carta. I prestiti dovrebbero essere processati entro cinque giorni lavorativi, se la documentazione presentata è completa.

Il problema è che gran parte dell’educazione pubblica per i bambini più piccoli viene infatti svolta fuori dagli edifici delle scuole pubbliche, attraverso asili e organizzazioni private che firmano contratti con il Department of Education. Secondo Chalkbeat, circa 150 mila bambini sotto i cinque anni ricevono servizi sovvenzionati attraverso questo sistema. I centri assumono gli insegnanti, pagano gli affitti e organizzano le classi, e vengono poi finanziati dalla città.

Da anni, però, il passaggio tra queste due cose – fornire il servizio e ricevere i soldi – funziona abbastanza male. Perché un centro possa essere pagato, il suo contratto deve completare una lunga procedura amministrativa e arrivare all’ufficio del Comptroller per la registrazione. Quando questo succede dopo l’inizio delle attività, il centro comincia di fatto a lavorare anticipando i costi. Nel 2024 il 90,7 per cento dei contratti comunali per i servizi alla persona fu registrato in ritardo; più in generale, l’ufficio del Comptroller ha rilevato casi in cui le prime erogazioni arrivavano oltre sei mesi dopo l’inizio formale dei contratti.

Nell’educazione per l’infanzia il problema è particolarmente vecchio. Era emerso già nel 2014, durante l’introduzione del Pre-K universale voluto da Bill de Blasio, quando circa due terzi dei nuovi contratti non erano pronti all’inizio delle lezioni. È tornato con particolare gravità durante l’amministrazione di Eric Adams, dopo una riorganizzazione della divisione che gestisce l’early childhood education e la riduzione del personale incaricato di seguire i centri. Nel 2022 i ritardi erano diventati abbastanza seri da costringere il Department of Education a creare un gruppo di intervento dedicato ai pagamenti.

Questa volta la situazione è diventata più delicata perché coincide con l’avvio di uno dei progetti più importanti dell’amministrazione Mamdani. Da settembre New York offrirà per la prima volta il 2-K, un programma gratuito per i bambini di due anni. Si parte con poco più di 2 mila posti in cinque distretti scolastici, tra Washington Heights, Inwood, alcune zone del Bronx, Brooklyn e Queens. Le domande sono state oltre 5.700. L’obiettivo dichiarato è arrivare a 12 mila posti nel 2027 e rendere il servizio universale entro quattro anni.

Alcuni degli stessi centri scelti per il nuovo 2-K sono però quelli che nelle ultime settimane hanno avuto difficoltà a ottenere risposte sui finanziamenti. Theresa Hyland, che gestisce il Little Tots Red Wagon nel Queens e dovrebbe aprire una classe per dodici bambini di due anni, aveva chiesto un prestito ponte da 80 mila dollari. Inizialmente il Department of Education gliene aveva offerti 29 mila. Dopo le sue proteste, venerdì l’agenzia le ha comunicato che avrebbe ricevuto l’intera cifra: «Potrò pagare i miei dipendenti», ha detto al New York Times. A Brooklyn, Olena Olson del centro Let’s Play and Learn ha invece ricevuto la promessa che un prestito da 76.316 dollari arriverà questa settimana. Ha detto di voler aspettare prima di crederci.

La risposta annunciata da Mamdani è un investimento da 43 milioni di dollari nella Division of Early Childhood Education. Servirà, tra le altre cose, ad assumere più di 200 persone, rafforzare gli uffici che seguono i contratti e creare procedure con scadenze più definite. Negli ultimi giorni la città dice di avere già triplicato il numero di dipendenti impegnati sui contratti dei centri. Il problema economico dei gestori va comunque oltre i ritardi di queste settimane: nel 2024 il Comptroller aveva rilevato differenze salariali anche superiori ai 30 mila dollari tra alcuni insegnanti dei centri convenzionati e colleghi con qualifiche analoghe assunti direttamente dal Department of Education.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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