Che cosa è diventata New York dopo l’11 settembre

Nel nuovo libro Da Giuliani a Mamdani, Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi raccontano venticinque anni di amministrazioni, crisi e trasformazioni attraverso la storia della città in cui vivono dal 2000

L’11 settembre del 2001 Maria Teresa Cometto e Glauco Maggi abitavano con la figlia Francesca a Gateway Plaza, un complesso residenziale di Battery Park City a poche centinaia di metri dalle Torri Gemelle. Lasciarono il quartiere a piedi mentre la Torre Nord era ancora in piedi e la videro crollare durante la fuga lungo Hudson Street. Il loro appartamento rimase inagibile, la scuola della figlia fu trasferita e la famiglia dovette lasciare definitivamente quella parte di Manhattan.

Da questa esperienza comincia Da Giuliani a Mamdani. New York 25 anni dopo l’11 settembre, il nuovo libro di Cometto e Maggi, pubblicato da Mind Edizioni e in libreria dal 28 agosto. Sono 208 pagine, al prezzo di 19 euro, divise in tre parti: i giorni dell’attentato e la ricostruzione di Ground Zero; i cinque sindaci che hanno governato la città tra il 2000 e il 2026; i cambiamenti avvenuti nell’economia, nella sicurezza, nella casa, nelle scuole e nella vita culturale. Cometto e Maggi, moglie e marito, vivono a New York dal 2000 e sono cittadini statunitensi dal 2018. Lei scrive per il Corriere della Sera, lui si occupa soprattutto di politica ed economia: una biografia più completa di entrambi è stata pubblicata dall’Istituto Italiano di Cultura di New York.

I capitoli iniziali hanno la forma di un archivio personale. Riprendono le cronache scritte dai due giornalisti nei giorni dell’attentato per il Corriere della Sera e La Stampa, insieme ai ricordi della loro famiglia. C’è il disegno fatto da Francesca al ritorno a scuola, con una torre già caduta e l’altra in fiamme. Ci sono gli sfollati di Battery Park City, le polveri penetrate negli appartamenti e la decisione dei due autori di restare a New York proprio quando la città sembrava diventata invivibile.

Da allora Cometto e Maggi tornano quasi ogni 11 settembre a Ground Zero. Questa abitudine permette al libro di seguire la ricostruzione attraverso edifici e luoghi precisi: le vasche costruite sul perimetro delle Torri, il Memoriale aperto nel 2011, il Museo inaugurato nel 2014, il One World Trade Center e l’Oculus di Santiago Calatrava. Il nuovo complesso del World Trade Center comprende oggi uffici, trasporti, negozi, spazi pubblici e il Perelman Performing Arts Center. Il progetto vincitore del Memoriale, scelto nel 2004, ha lasciato vuoto il punto occupato dalle Torri e ha scritto i nomi delle vittime sui parapetti che circondano le due vasche, come ricorda il National September 11 Memorial & Museum.

Il titolo usa i sindaci come degli estremi cronologici. Rudy Giuliani era alla fine del suo secondo mandato quando furono attaccate le Torri Gemelle; Zohran Mamdani si è insediato all’inizio del 2026, alla vigilia del venticinquesimo anniversario. Tra loro ci sono stati Michael Bloomberg, Bill de Blasio ed Eric Adams, con idee e priorità spesso molto distanti. Attraverso queste amministrazioni il libro segue il modo in cui sono cambiate le preoccupazioni dei newyorkesi, il rapporto con la sicurezza e le discussioni sulla casa, sui servizi pubblici e sul costo della vita.

La New York del 2026 è molto diversa anche nella sua economia. Wall Street continua a essere uno dei suoi centri di potere, mentre la crescita tecnologica ha ridotto la dipendenza della città dalla finanza. Secondo la New York City Economic Development Corporation, l’ecosistema cittadino comprende più di 25 mila startup e circa 360 mila lavoratori. Nel libro questa trasformazione passa attraverso aziende nate in città, nuovi campus universitari e quartieri industriali riconvertiti.

Anche i dati sulla criminalità descrivono una città lontana da quella degli anni Ottanta e Novanta. Gli omicidi sono passati dai 673 del 2000 ai 309 del 2025, secondo la serie storica della polizia di New York. La sicurezza continua però a occupare una parte importante della discussione politica, soprattutto quando riguarda la metropolitana, la gestione delle persone con disturbi psichiatrici e quei problemi quotidiani che incidono sulla percezione della città più dei dati complessivi.

La questione diventata più urgente è il costo dell’abitare. Nel 2023 il tasso di appartamenti disponibili per l’affitto è sceso all’1,4 per cento, il livello più basso da oltre cinquant’anni. Più della metà delle famiglie in affitto spende oltre il 30 per cento del proprio reddito per la casa. È anche su questa difficoltà che Mamdani ha costruito la campagna elettorale che lo ha portato a City Hall.

Il libro collega questi grandi cambiamenti alla vita degli autori: la ricerca di una casa, le scuole frequentate dalla figlia, i quartieri trasformati dall’arrivo di nuovi residenti e la crescita della comunità italiana. Il risultato alterna memoria, dati e osservazioni raccolte in ventisei anni trascorsi nella stessa città. Lo sguardo di Cometto e Maggi rimane personale e riconoscibile, perché molte delle vicende raccontate coincidono con passaggi della loro storia familiare.

L’arrivo di Mamdani chiude il periodo esaminato e apre una fase ancora difficile da valutare. Il nuovo sindaco ha promesso di intervenire sugli affitti, sui trasporti, sulla spesa alimentare e sull’assistenza all’infanzia. La sua elezione mostra quanto siano cambiate le priorità rispetto al 2001: allora New York doveva ricostruire una parte della città e recuperare un senso di sicurezza; oggi deve capire come mantenere accessibile una metropoli diventata più ricca, più tecnologica e molto più costosa.

Il 10 settembre, alla vigilia dell’anniversario dell’attentato, Cometto e Maggi parleranno del loro libro all’evento “Quel giorno… 25 anni fa”, all’Istituto Italiano di Cultura di New York, in conversazione con il Direttore Claudio Pagliara. Da Giuliani a Mamdani parte dalla giornata che cambiò la loro vita e segue la città fino al momento in cui si trova a discutere una domanda diversa: dopo essere riuscita a ripartire, come può New York continuare a crescere senza diventare un posto riservato a chi può permetterselo?

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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