Nessun compromesso: la sfida di Sita Food

Il conto alla rovescia per il Fancy Food 2026 è ufficialmente finito. Alessandro Sita, alla guida di Sita Food Inc., si prepara ad arrivare a Manhattan con una strategia solida e una visione chiara: consolidare la presenza del marchio Sita nel mercato statunitense portando direttamente ai buyer d’oltreoceano l’autenticità più pura delle tradizioni gastronomiche italiane.

Alessandro, con quale spirito ti avvicini a questa nuova edizione del Fancy Food Show?

Con enorme entusiasmo e massima concentrazione. Il Fancy Food non è solo una routine aziendale: è una dichiarazione di identità in un contesto molto competitivo. La parte più gratificante resta incontrare di persona i nostri clienti storici, ma il nostro obiettivo principale è conoscere nuovi distributori, per far arrivare la linea Sita a un numero sempre maggiore di consumatori americani. Per noi esserci è indispensabile, sia per sostenere la crescita del marchio sia per restare aggiornati sulle tendenze del mercato. I nostri prodotti sono percepiti come autentici ed esclusivi, al punto che sempre più catene specializzate stanno riservando spazio ai nostri prodotti sugli scaffali.

Spedire prodotti alimentari negli Stati Uniti richiede una preparazione complessa. Qual è l’ostacolo principale?

La burocrazia doganale e la conformità normativa. Molte aziende si concentrano solo sull’aspetto commerciale, sottovalutando la conformità degli stabilimenti alle norme FSMA, il Food Safety Modernization Act. Oggi la FDA richiede una documentazione completa dell’intera filiera, con piena tracciabilità e verifiche rigorose sulla sicurezza alimentare. Bisogna sistemare tutta la documentazione prima, per evitare blocchi in dogana. La lezione più importante che abbiamo imparato dalle edizioni precedenti è che serve una pianificazione impeccabile per trasformare i contatti raccolti in veri contratti di vendita.

Quali novità presenterete quest’anno per sorprendere il pubblico americano?

Quest’anno puntiamo sulla fedeltà assoluta alle tradizioni artigianali italiane. Presenteremo la nuova linea artigianale di salumi Sita: un vero ritorno all’autenticità, in una categoria che ormai è molto affollata da prodotti industriali. Questi salami sono fatti come si facevano una volta da noi, in Calabria: carni di alta qualità, spezie naturali, budello naturale e una stagionatura lenta. Accanto a questa linea e alla nuova mozzarella fresca fior di latte Sita, organizzeremo dimostrazioni dal vivo per mostrare come comporre il perfetto tagliere italiano di salumi e formaggi.

Il mercato statunitense si muove tra benessere, praticità e il rischio delle imitazioni “Italian Sounding”. Come rispondete?

Il Fancy Food è un sovraccarico sensoriale, ed è per questo che facciamo assaggiare quasi esclusivamente le nostre novità. Questo ci permette di restare focalizzati e di rimanere impressi nella memoria dei buyer, soprattutto quando proponiamo abbinamenti semplici tra i nostri formaggi e i nostri salumi. Rispondiamo al doppio tema benessere-praticità con prodotti “clean label”, cioè con liste ingredienti molto brevi e trasparenti, confezionati in formati pratici e comodi.

Quando si parla di promuovere prodotti autentici Made in Italy, l’unica strada è farli assaggiare nei punti vendita, proponendo una qualità premium importata a prezzi accessibili e sostenendola con una comunicazione semplice e diretta. Per convincere anche i buyer più scettici, punto sul nostro Parmigiano Reggiano Sita, che ora è disponibile anche in un pratico formato snack, e sulla nuova spianatina calabrese dolce. La nostra regola d’oro è semplice: «Vendiamo solo ciò che mangeremmo anche noi a casa».

Quali sono le prossime frontiere commerciali per Sita Food?

Negli Stati Uniti vogliamo ampliare la distribuzione in Texas, Arizona e California, ma stiamo valutando anche partnership importanti in Canada e Messico. Ci posizioniamo come un partner solido e affidabile sia per il banco gastronomia sia per i banchi self-service. Quando la fiera sarà finita e le luci si spegneranno, il successo si misurerà dalla nostra capacità di generare vero interesse intorno ai prodotti Sita e di aver convinto nuovi clienti a unirsi a noi in questo percorso.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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