Un incontro tra Italia e Stati Uniti per parlare di sanità, innovazione ed etica

Al Consolato italiano un convegno mette a confronto modelli diversi per costruire sistemi sanitari più sostenibili e attenti alla persona

Nel pomeriggio di lunedì 13 aprile, presso il Consolato italiano a New York, si è tenuto il convegno: “Ethics, Innovation, Care: The Italy–USA Dialogue for a More Human-Centered Healthcare System”, parte di una missione istituzionale pensata per rafforzare il dialogo tra Italia e Stati Uniti su uno dei temi più complessi degli ultimi anni: come costruire sistemi sanitari sostenibili senza perdere di vista la dimensione umana della cura. L’iniziativa è stata promossa da due intergruppi parlamentari italiani: “Progetto Italia” e “Sanità e Ripresa” con l’obiettivo di avviare un confronto strutturato tra modelli diversi, ma sempre più interconnessi.

Ad aprire l’incontro è stato il Console Generale d’Italia a New York, Giuseppe Pastorelli, seguito dai saluti istituzionali, in collegamento, del ministro della Salute Orazio Schillaci. Già dai primi interventi è emersa subito la necessità di ripensare i modelli sanitari non solo in termini di efficienza, ma anche di accessibilità e qualità della relazione tra medico e paziente.

Tra interventi istituzionali e contributi più tecnici, il convegno è proseguito grazie alla partecipazione di rappresentanti del mondo accademico e sanitario. I temi più discussi sono stati soprattutto la gestione delle risorse, l’impatto delle tecnologie digitali e le prospettive della medicina di precisione. Un altro punto ricorrente è stato quello della cosiddetta “umanizzazione della cura”, che significa principalmente ripensare i percorsi di assistenza mettendo al centro la persona, non solo come paziente ma come individuo con bisogni complessi, che non si esauriscono nella dimensione clinica.

Non a caso, tra gli interventi è stato incluso anche quello di rappresentanti del mondo ecclesiastico per sottolineare la dimensione etica della questione. La chiusura dei lavori è stata affidata a Monsignor Hilary Franco, advisor della Missione Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, che ha richiamato la necessità di mantenere un equilibrio tra progresso tecnologico e responsabilità sociale.

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