Bending Spoons ha raggiunto un accordo per comprare Airtable, una delle aziende di software più note tra quelle nate durante la diffusione degli strumenti “no-code”, ovvero che permettono agli di costruire applicazioni senza saper programmare. È la prima acquisizione annunciata dalla società milanese dopo la quotazione al Nasdaq dello scorso primo luglio. L’operazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2026, dopo le autorizzazioni delle autorità competenti.
I comunicati e i primi articoli sull’accordo riportano soprattutto un prezzo di 1,285 miliardi di dollari. La cifra indica però l’enterprise value, cioè il valore attribuito alle attività di Airtable dopo aver sottratto la liquidità netta posseduta dall’azienda. Il valore complessivo delle azioni è invece di circa 2,25 miliardi di dollari, secondo l’annuncio diffuso da Bending Spoons.
La differenza tra le due somme è di circa 965 milioni di dollari. In pratica, Bending Spoons pagherà agli azionisti una cifra vicina ai 2,25 miliardi, ma insieme all’azienda acquisirà anche il denaro presente nei suoi conti. Il costo netto attribuito al prodotto, ai clienti e ai ricavi ricorrenti di Airtable è quindi di 1,285 miliardi. Presentare quest’ultima cifra come l’intero prezzo dell’azienda rende il confronto con le precedenti valutazioni più drastico di quanto sia realmente.
Airtable fu fondata nel 2013 e costruì il proprio successo su un prodotto che ha l’aspetto di un foglio di calcolo, ma organizza le informazioni come un database. Le celle possono contenere tipi di dati diversi, le tabelle possono essere collegate tra loro e gli utenti possono creare interfacce, automazioni e piccole applicazioni interne. Il sistema viene usato, per esempio, per gestire calendari editoriali, cataloghi, inventari, campagne pubblicitarie e avanzamento dei progetti.
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Secondo i dati forniti dalle due società, Airtable è utilizzata da oltre 500 mila organizzazioni, comprese 80 delle cento maggiori aziende statunitensi della classifica Fortune. A giugno del 2026 i suoi ricavi ricorrenti annuali erano arrivati a circa 480 milioni di dollari, con una crescita superiore al 20 per cento rispetto all’anno precedente. Il prezzo concordato assegna quindi al business operativo un valore pari a circa 2,7 volte i ricavi ricorrenti.
Nel dicembre del 2021 lo stesso business veniva valutato in modo molto diverso. Airtable raccolse 735 milioni di dollari in un solo round di finanziamento, portando a 1,36 miliardi il capitale ottenuto fino a quel momento. La valutazione dichiarata dalla società era di 11 miliardi prima dell’ingresso dei nuovi capitali e di circa 11,7 miliardi dopo il finanziamento. Rispetto ai 2,25 miliardi riconosciuti oggi agli azionisti, la riduzione è di circa l’80 per cento.
Le due valutazioni derivano da operazioni diverse. Nel 2021 alcuni investitori comprarono una quota minoritaria durante una fase in cui i tassi di interesse erano molto bassi e le aziende di software venivano valutate sulla base di crescite future molto ottimistiche. L’accordo con Bending Spoons stabilisce invece un prezzo per tutte le azioni e per il controllo dell’azienda. Già all’inizio del 2026 alcune transazioni sul mercato secondario avevano ridotto la valutazione indicativa di Airtable a circa 4 miliardi.
Airtable aveva cominciato a ridimensionarsi prima dell’accordo. Nel dicembre del 2022 licenziò 254 persone, circa un quinto dei dipendenti. Nel settembre successivo ne licenziò altre 237, pari al 27 per cento dell’organico rimasto, e concentrò più risorse sui grandi clienti aziendali. Il fondatore e amministratore delegato Howie Liu disse allora che la società aveva assunto troppo rapidamente durante la pandemia e doveva controllare meglio le spese. Dopo il secondo taglio Airtable prevedeva di tornare a generare cassa.
All’inizio di quest’anno Liu sosteneva che l’azienda conservasse ancora circa metà degli 1,4 miliardi raccolti e che le sue attività producessero liquidità. I numeri comunicati in occasione della vendita confermano che Airtable continuava a crescere e disponeva di quasi un miliardo di dollari netti. Aveva quindi risorse sufficienti per proseguire autonomamente: la cessione dipende soprattutto dal prezzo che gli azionisti ritenevano ancora raggiungibile per un’azienda di software tradizionale, mentre gli investimenti si stanno spostando verso società costruite fin dall’inizio intorno all’intelligenza artificiale.
Proprio la parte relativa all’intelligenza artificiale contiene uno degli aspetti meno evidenti dell’operazione. A gennaio Airtable aveva presentato Superagent, il suo primo prodotto autonomo rispetto alla piattaforma principale: un sistema capace di distribuire un incarico fra più agenti AI e ricomporne i risultati. Nei mesi successivi l’azienda aveva sviluppato Hyperagent, una piattaforma con cui creare e coordinare agenti collegati ai dati e agli strumenti di lavoro.
Prima di firmare l’accordo con Bending Spoons, Airtable ha trasferito le attività e le passività della linea Hyperagent a una società separata, chiamata Hyperagent Inc. Il passaggio è indicato nel documento depositato da Bending Spoons presso la SEC, ma i termini completi della separazione e la futura distribuzione delle quote di Hyperagent non sono stati resi pubblici. Bending Spoons sta quindi acquistando la piattaforma principale di Airtable, mentre il progetto più autonomo e sperimentale sugli agenti AI rimane fuori dal perimetro dell’acquisizione. Airtable conserva comunque altre funzioni di intelligenza artificiale integrate nel prodotto.
L’acquisto rientra nel metodo seguito da Bending Spoons negli ultimi anni. La società compra servizi digitali già molto conosciuti, interviene sull’organizzazione, riduce i costi e modifica tecnologia, interfacce, prezzi e marketing. Nel suo portafoglio ci sono tra gli altri Evernote, WeTransfer, Vimeo, Eventbrite, AOL, Meetup e Brightcove. Bending Spoons dice di voler conservare a lungo le aziende acquistate, invece di rivenderle dopo averle ristrutturate.
La quotazione al Nasdaq ha dato alla società nuove risorse per proseguire con le acquisizioni. Bending Spoons e alcuni suoi azionisti hanno venduto 58 milioni di titoli a 29 dollari ciascuno, raccogliendo complessivamente 1,68 miliardi. Il primo giorno le azioni hanno chiuso a 40,50 dollari, portando il valore di mercato dell’azienda a 25,7 miliardi. In quell’occasione Luca Ferrari, cofondatore e amministratore delegato, disse a Reuters che la società aveva già individuato oltre mille possibili obiettivi.
Le ristrutturazioni di Bending Spoons hanno spesso comportato molti licenziamenti. Dopo l’acquisto di WeTransfer, Ferrari annunciò il taglio del 75 per cento dei dipendenti. All’inizio del 2026 anche Vimeo ha licenziato una parte consistente del personale pochi mesi dopo essere stata comprata; Bending Spoons confermò i tagli senza comunicarne il numero. Per Airtable, al momento, non sono stati annunciati interventi sull’organico, sui prezzi o sui piani gratuiti.




