Il piccolo villaggio inglese nascosto nell’Upper West Side

Pomander Walk è una strada privata costruita nel 1921 tra la 94esima e la 95esima strada: doveva durare pochi anni, mentre il suo proprietario raccoglieva i soldi per sostituirla con un grande albergo

Da West 95th Street si vede soprattutto il cancello. Dietro, però, ci sono alcuni gradini e una strada pedonale stretta, fiancheggiata da case basse con porte colorate, siepi, abbaini e travi di legno applicate alle facciate. Intorno, tra Broadway e West End Avenue, si alzano i grandi condomini dell’Upper West Side. Il complesso si chiama Pomander Walk, comprende 27 edifici ed è accessibile soltanto ai residenti e ai loro ospiti. Una cosiddetta gated community, come ve ne sono tante in America. Dalla strada se ne può osservare una parte attraverso le inferriate.

Secondo il rapporto della Landmarks Preservation Commission, sedici case di due piani si affacciano sul passaggio interno. Gli altri undici edifici guardano verso la 94esima e la 95esima strada e formano una specie di parete attorno al cortile. Pomander Walk è inoltre rialzata rispetto al livello dei marciapiedi: per entrare bisogna attraversare uno dei due cancelli e salire una breve scalinata.

Il paragone con le mews londinesi è utile per l’aspetto, ma un po’ meno per la storia. Le mews nacquero in genere come vicoli di servizio, con stalle e rimesse per le carrozze poi trasformate in abitazioni. Pomander Walk fu invece progettata direttamente come complesso residenziale. Era una piccola strada privata inserita deliberatamente nella griglia regolare di Manhattan, in un periodo in cui sull’Upper West Side si costruivano soprattutto edifici più grandi e redditizi.

Il modello arrivava dal teatro. Pomander Walk, una commedia di Louis N. Parker, debuttò a Broadway al Wallack’s Theatre il 20 dicembre del 1910 e rimase in scena per 143 rappresentazioni. La storia era ambientata in un immaginario gruppo di piccole case vicino a Chiswick, lungo il Tamigi. Quando nel 1921 l’imprenditore Thomas J. Healy incaricò lo studio King & Campbell di costruire il complesso, chiese agli architetti di riprodurre quella stessa atmosfera. Le case dello spettacolo erano descritte come piccole dimore in stile Queen Anne; quelle newyorchesi furono realizzate con una più libera estetica Tudor, allora piuttosto diffusa negli Stati Uniti.

Healy, un immigrato irlandese che aveva fatto fortuna con ristoranti, locali e investimenti immobiliari, aveva progetti più grandi per il terreno. Secondo la ricostruzione dello storico dell’architettura Christopher Gray, voleva costruirvi un albergo di sedici piani. Non riuscendo a trovare subito i finanziamenti, fece realizzare le abitazioni come soluzione provvisoria: gli affitti avrebbero prodotto entrate in attesa di demolire tutto e cominciare l’hotel. Healy morì nel 1927 e il progetto non fu portato avanti. La sistemazione temporanea rimase così al suo posto.

King & Campbell ottennero l’effetto desiderato usando soprattutto le proporzioni. Le case interne sono piccole e irregolari, con tetti inclinati, frontoni, intonaco, mattoni e finte intelaiature lignee. Porte, persiane e rifiniture furono dipinte di verde, rosso e blu. Davanti agli ingressi furono lasciati spazi sufficienti per aiuole e siepi, mentre gli edifici più robusti rivolti verso le strade proteggevano visivamente il passaggio. Il risultato era scenografico già nel 1921, quando Broadway correva a pochi metri di distanza; lo è diventato ancora di più con la costruzione dei palazzi che oggi sovrastano le case.

Negli anni Settanta Pomander Walk era però molto deteriorata e tornò a essere appetibile per chi voleva costruire sul lotto. Gli abitanti si organizzarono contro la demolizione e chiesero che il complesso fosse tutelato. Alle audizioni della Landmarks Preservation Commission del 1982 parlarono 71 persone favorevoli alla designazione e quattro contrarie. Il 14 settembre di quell’anno Pomander Walk diventò un landmark di New York; nel settembre del 1983 fu inserita anche nel National Register of Historic Places con il numero 83001739.

La tutela non ha trasformato Pomander Walk in un museo. È rimasta un complesso residenziale cooperativo, oggi composto da circa 61 appartamenti: alcune unità occupano un solo piano, altre sono state unite per ricavare duplex, triplex o intere case. Nel 2009 fu completato un restauro delle facciate durato quattro anni, con il recupero di dettagli architettonici scomparsi o modificati nel tempo. Persiane, fioriere e giardini dipendono invece in buona parte dalla manutenzione quotidiana dei residenti, che difendono con una certa attenzione anche la riservatezza del posto.

Pomander Walk sopravvisse prima perché morì l’uomo che voleva demolirla e poi perché, mezzo secolo dopo, chi ci abitava riuscì a proteggerla. Oggi la sua stranezza deriva soprattutto dalla scala: due file di case progettate per sembrare il fondale di una commedia sono rimaste ferme mentre l’Upper West Side cresceva tutto intorno. Per vederle da vicino serve un invito. Per capire quanto siano fuori posto basta guardare oltre il cancello della 95esima strada.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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