L’idrovolante finito nell’East River

Tornava dagli Hamptons verso Manhattan, ha colpito l’acqua durante l’atterraggio ed è rimasto inclinato su un lato: le otto persone a bordo sono state salvate in pochi minuti

Il volo dagli Hamptons a Manhattan doveva essere la parte più semplice del rientro dopo il lungo weekend del 4 luglio: una mezz’ora scarsa sopra Long Island, poi l’arrivo sull’East River, davanti allo Skyport di East 23rd Street. Domenica 5 luglio, poco dopo mezzogiorno, un idrovolante Kodiak 100 è invece atterrato con forza sull’acqua, si è inclinato su un lato e ha lasciato una delle ali parzialmente sommersa. A bordo c’erano otto persone, tra passeggeri ed equipaggio. Sono state tutte recuperate; due hanno riportato ferite lievi.

Secondo la Federal Aviation Administration, l’aereo ha fatto un “hard landing”, cioè un atterraggio molto brusco, abbastanza violento da rompere uno dei montanti dell’ala, la struttura che collega e sostiene l’ala rispetto alla fusoliera. L’aereo era diretto allo Skyport, il terminal per idrovolanti sulla riva est di Manhattan, all’altezza della 23esima strada e della FDR Drive. Le autorità stanno indagando sulla dinamica: dalle prime ricostruzioni, l’idrovolante avrebbe toccato l’acqua in condizioni mosse, colpendo un’onda durante la fase finale dell’atterraggio.

Tra i passeggeri c’erano Ada Todd, 75 anni, e la nipote sedicenne Khloe Todd. Erano state a East Hampton e avevano scelto l’idrovolante per evitare il rientro in auto, una decisione abbastanza comune per chi può permettersi i collegamenti rapidi tra Manhattan e gli Hamptons. Blade, la società da cui avevano comprato i biglietti, promuove quella tratta come alternativa al traffico, con voli tra Manhattan e gli Hamptons da 795 dollari a posto e durata indicata in 39 minuti. Il volo, secondo le ricostruzioni disponibili, era operato da Acadian Seaplanes.

Il momento più delicato è durato poco. In un video girato dall’interno della cabina si sente l’impatto sull’acqua, poi il sobbalzo dell’aereo e le voci dei passeggeri. Il pilota ha lanciato un mayday mentre l’idrovolante restava in acqua, inclinato ma non capovolto. Se l’aereo si fosse ribaltato, l’evacuazione sarebbe stata più complicata. Invece alcune persone sono riuscite a portarsi sui galleggianti, mentre le imbarcazioni dei soccorsi si avvicinavano.

La risposta dei soccorsi è stata molto rapida. FDNY e NYPD sono arrivati con barche di emergenza, insieme ad alcune imbarcazioni private che si trovavano già in zona. L’aereo è stato poi rimesso in posizione e trainato verso il molo. L’East River, nonostante il nome, non è propriamente un fiume: è uno stretto di marea, attraversato da correnti, traghetti, barche turistiche e traffico commerciale. Per un idrovolante, questo significa che l’acqua può cambiare molto in pochi minuti, soprattutto quando vento, onde e scie delle imbarcazioni si sommano nello stesso tratto.

Alcuni testimoni hanno paragonato il pilota a Chesley “Sully” Sullenberger, che nel 2009 ammarò un Airbus A320 sull’Hudson dopo l’impatto con uno stormo di uccelli, salvando tutte le 155 persone a bordo. E ci può stare, visto che a New York quella scena è diventata iconica, ed ogni incidente simile riporta subito a quel momento.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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