Due simboli dell’Italia nel mondo, uno sopra l’altro. La nave più bella del mondo e il vino italiano si sono incontrati il 5 luglio a New York, quando a bordo di Nave Amerigo Vespucci, ormeggiata al Pier 86, Veronafiere, Vinitaly e l’Italian Trade Agency hanno presentato la prima edizione newyorkese di Vinitaly.USA, in programma il 26 e 27 ottobre. Un incontro che ha unito la Nave scuola della Marina Militare, in città per le celebrazioni dei duecentocinquanta anni dell’indipendenza americana, e la fiera del vino italiano più importante degli Stati Uniti.
«Il Vespucci come Made in Italy nel mondo e il vino come grande arte di eccellenza italiana, due ambasciatori a confronto», ha detto Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, che ha presentato l’evento proprio in occasione dell’arrivo della Nave a New York. «È un’Italia, la migliore Italia possibile, quella che viaggia, che crea nuove relazioni e che alla fine aiuta anche noi che facciamo attività di promozione a promuovere al meglio il Made in Italy nel mondo».
Bricolo ha raccontato la prossima edizione, la terza di Vinitaly.USA e la prima a New York. Non sarà solo una fiera classica, ha spiegato, ma un hub del vino italiano, con momenti formativi, wine talk, confronti con gli operatori del settore, la Vinitaly International Academy e un’area dedicata all’enoturismo, in compartecipazione con il Ministero del Turismo.
Sul mercato americano e sull’impatto dei dazi, il presidente di Veronafiere non ha nascosto le difficoltà, ma ha rivendicato la tenuta del vino italiano. «Il mercato americano resta e resterà ancora per tantissimo tempo il mercato più importante, di riferimento per il Made in Italy e per il mondo del vino», ha detto. «Le tariffe hanno creato problemi, come anche un euro molto forte, e hanno contribuito a un momento di tensione delle vendite, non solo del vino italiano ma di tutti i paesi produttori. In questo momento di difficoltà, però, l’Italia è riuscita a dare risultati migliori degli altri paesi, e ci sono denominazioni che sono anche in crescita».
La forza, ha spiegato Bricolo, è nella determinazione dei produttori e nella capacità italiana di innovare. «C’è la grande voglia e la grande determinazione dei produttori italiani, che credono molto in questo mercato», ha detto, ricordando come le adesioni alla fiera fossero già vicine al tutto esaurito. «A differenza magari di altri paesi, l’Italia sa capire come innovare e sa quali sono i prodotti giusti da presentare a un mercato che sta cambiando».
A chiudere, gli abbiamo chiesto quale vino sceglierebbe il Vespucci per celebrare un momento come questo. «Per celebrare serve un vino frizzante, una bolla italiana, ce ne sono tantissime, un’eccellenza», ha risposto Bricolo, indicando nel Prosecco e nelle bollicine italiane il brindisi giusto per un’occasione simile.
All’evento è intervenuta anche Erica Di Giovancarlo, direttrice dell’Italian Trade Agency di New York, che ha portato i saluti del presidente dell’ICE Matteo Zoppas, assente. «È un onore partecipare al Tour Mondiale Amerigo Vespucci 2026, ed è emozionante essere su questa nave, la nave più bella del mondo», ha detto, raccontando di aver visto le imbarcazioni arrivare a New York da Governors Island. Di Giovancarlo ha ricordato il recente Summer Fancy Food Show, dove l’Italia ha avuto ancora una volta il padiglione più grande, e ha collegato il vino al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO. «Non può esserci cucina italiana senza vino italiano», ha osservato, annunciando che a Vinitaly.USA l’ITA ospiterà un proprio padiglione dedicato alle cantine italiane e accoglierà i principali buyer americani.
A guidare la presentazione è stata Stevie Kim, della Vinitaly International Academy, che ha illustrato il programma della manifestazione, articolato tra la parte espositiva, l’academy che forma gli ambasciatori del vino italiano e il forum wine2wine, quest’anno dedicato al tema della formazione come strumento di influenza sul mercato. Un modo, ha spiegato, per mettere al centro i professionisti che traducono il vino italiano per il mondo, dai sommelier agli importatori, fino ai giornalisti e ai creatori di contenuti.
Dopo la presentazione, come da tradizione di ogni evento del vino, gli ospiti hanno potuto degustare a bordo un assaggio della grande varietà enologica italiana, con il mosaico dei vitigni autoctoni che restano il tratto distintivo dell’Italia nel mondo.




