Whoopi Goldberg reciterà in Un posto al sole

Per l'occasione, l'attrice americana ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica dove ha spiegato come ha maturato la decisione e raccontato il suo rapporto con l'Italia

Nella carriera di Whoopi Goldberg ci sono film diventati riferimenti della cultura pop globale: Sister Act, Ghost, The Color Purple, nonché diversi premi: un Oscar, un Emmy, un Grammy e un Tony Award – il cosiddetto EGOT. A questi si sommano quasi vent’anni alla conduzione di The View, uno dei talk show più seguiti della televisione statunitense. È una carriera costruita tra cinema e tv americana, cui ora si aggiunge una tappa inattesa: l’ingresso nel cast di Un posto al sole, la soap opera italiana in onda dal 1996 e prodotta da Rai Fiction, Fremantle e dal Centro di Produzione Rai di Napoli.

Un posto al sole è la serie più longeva della televisione italiana, in onda da trent’anni precisi; Goldberg è chiamata ad interpretare Eleonor Price, imprenditrice americana che si trasferisce a Palazzo Palladini, il condominio fittizio che funge da ambientazione principale della soap opera. L’arrivo di una star Hollywoodiana all’interno di una serie come Un posto a sole è un evento in sé, visto il formato spesso considerato “minore”, sia in Italia sia, soprattutto, negli Stati Uniti. Allo stesso tempo, però, va ricordato che Un posto al sole è una produzione industriale con oltre 6.500 episodi trasmessi e una media di più di 1,5 milioni di spettatori a puntata – non noccioline, insomma.

Intervistata per l’occasione da Repubblica, Goldberg ha spiegato la scelta partendo dal molto tempo trascorso in Italia in passato, tra Sardegna e Sicilia, dove ha maturato il desiderio di lavorare ad un prodotto italiano. Dopo aver preso parte ad un film in America, l’occasione della soap le è sembrata la possibilità perfetta per rimettersi sul set dopo anni dedicati alla televisione e al suo talk show. Le soap, ha osservato, soffrono di un pregiudizio diffuso, ma richiedono agli attori una preparazione intensa, con la memorizzazione simultanea di più episodi e ritmi produttivi serrati.

Il periodo di riprese a Napoli è coinciso con le festività natalizie ed è stato vissuto dall’attrice come una parentesi più lenta rispetto alla routine americana. Goldberg ha raccontato di una città segnata dal maltempo, ma anche di un’accoglienza calorosa da parte del cast e della troupe. Tra le tappe che l’hanno colpita di più ci sono la Cattedrale di San Gennaro e la tradizione dei presepi monumentali.

Nel suo racconto dell’Italia, Goldberg ha richiamato spesso il cinema come primo canale di contatto con il paese. I film di Vittorio De Sica con Sophia Loren hanno rappresentato, per lei, un’immagine fondativa dell’italianità, capace di trasmettere all’estero un’idea di appartenenza e familiarità. Ha citato anche il rammarico di non aver mai potuto lavorare con Federico Fellini, morto nel 1993, rendendosi disponibile a collaborare oggi con registi italiani contemporanei.

Il ricordo più personale resta legato a Ghost e al rapporto con Patrick Swayze, che sostenne la sua candidatura durante il casting del film del 1990. Goldberg ha raccontato come quell’intervento sia stato decisivo per ottenere il ruolo che le valse l’Oscar come miglior attrice non protagonista, e ha ricordato anche l’amicizia con Robin Williams.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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