Da oggi 26 gennaio è disponibile su Sky e NOW, la piattaforma di streaming di Sky, The Paper, la serie ambientata nello stesso universo narrativo di The Office, altra serie divenuta poi un cult della commedia con protagonista Steve Carell nei panni dell’impacciato capoufficio Michael Scott. The Paper sposta sposta l’attenzione dalla noiosissima azienda della serie originale ad un piccolo giornale del Midwest, con l’intento di fare luce su quello che è il mondo dell’editoria locale statunitense. Quella di The Paper è una delle tante redazioni alle prese con una crisi strutturale che negli ultimi vent’anni ha colpito migliaia di giornali cartacei negli Stati Uniti. Secondo i dati del Pew Research Center, infatti, dal 2005 a oggi oltre un terzo dei quotidiani locali ha chiuso o ridotto drasticamente la propria attività, travolto dal calo delle vendite e dal trasferimento della pubblicità verso il digitale.
La storia ruota attorno al Toledo Truth Teller, quotidiano locale dell’Ohio che rischia la chiusura. A guidarne il rilancio viene chiamato Ned Sampson, interpretato da Domhnall Gleeson, un caporedattore idealista con una visione fortemente legata alla funzione pubblica e tradizionale del giornalismo, orientato più all’informazione che alla visibilità. Al suo fianco – e spesso in aperto contrasto – c’è la managing editor Esmeralda Grand, interpretata da Sabrina Impacciatore. Il personaggio della Impacciatore incarna invece un’idea opposta all’informazione di Sampson, più orientata alla visibilità personale, ai ricavi pubblicitari e, quindi, alla logica spietata del clickbait. Presto detto, la rappresentazione su schermo è quella del conflitto tra giornalismo tradizionale e modelli digitali aggressivi, oggi pressoché centrale nel mondo dell’informazione.

The Paper, come detto, è uno spin-off di The Office, pertanto la serie è ambientata nello stesso universo narrativo e riprende il formato del mockumentary già utilizzato: una troupe, la stessa della serie originale, segue la vita quotidiana della redazione, documentando riunioni, scelte editoriali e tensioni interne. Lo showrunner Greg Daniels, già autore di The Office, ha dichiarato che The Paper nasce come una “comedy basata sui personaggi”, più interessata alle dinamiche umane che a mettere su una satira del sistema mediatico. In questo senso, Ned Sampson rappresenta una figura riconoscibile per chiunque abbia lavorato in una redazione prima dell’affermazione dei social network: un professionista convinto che l’informazione locale sia un servizio essenziale per la comunità, anche a costo del bilancio economico.
Il personaggio di Esmeralda Grand, al contrario, è costruito per mettere in evidenza alcune derive dell’editoria contemporanea: l’attenzione ossessiva alla visibilità, l’uso strategico dei social e la confusione tra informazione e autopromozione tipica degli autori digitali. Michael Koman e Daniels hanno adattato il ruolo sull’interpretazione di Impacciatore, conquistati dall’accento italiano e dai tratti più istrionici del personaggio, presentando al pubblico americano un personaggio decisamente diverso rispetto all’Impacciatore conosciuta in The White Lotus.
Come in The Office, accanto ai protagonisti si muove un cast corale che, in The Paper, riflette la composizione di una redazione: reporter di lungo corso, figure amministrative, consulenti esterni e responsabili commerciali, che in questa prima stagione restano più sullo sfondo ma contribuiscono a restituire l’immagine di un ecosistema editoriale in cui le decisioni non sono mai solo giornalistiche.




