Stanno sparendo i negozi nelle metropolitane di New York

Secondo la Metropolitan Transportation Authority (MTA), quasi tre quarti degli spazi commerciali nella rete di transito sono vuoti, una tendenza negativa iniziata prima della pandemia di coronavirus ma aggravata dall'aumento del lavoro remoto e ibrido.

Un tempo vivace e trafficato centro commerciale sotterraneo, oggi il sistema metropolitano di New York sta affrontando un declino preoccupante per quanto riguarda il numero di negozi attivi. Al Columbus Circle, di 40 negozi aperti otto anni fa ne rimane soltanto uno attivo; al Fulton Center di Lower Manhattan, in quasi dieci anni, si sono svuotate tutte le saracinesche. E anche le stazioni del Rockfeller Center e di Port Authority presentano gran parte delle vetrine in stano di abbandono.

Secondo la Metropolitan Transportation Authority (MTA), quasi tre quarti degli spazi commerciali nella rete di transito sono vuoti, una tendenza negativa iniziata prima della pandemia di coronavirus ma aggravata dall’aumento del lavoro remoto e ibrido. Questo calo non solo crea un’atmosfera desolante e degradante per i viaggiatori, ma rappresenta anche una significativa perdita di entrate per l’azienda dei trasporti. Nel 2023, l’MTA ha raccolto quasi 53 milioni di dollari in entrate da retail, rispetto ai 72 milioni del 2019.

I negozi nelle metropolitane, che un tempo prosperavano vendendo di tutto, dalle bevande agli articoli regalo, ora faticano a sopravvivere. Molti commercianti riferiscono che i passeggeri moderni non sono interessati a fare acquisti durante il loro tragitto, preferendo ordinare online. Alcuni commercianti hanno visto i loro clienti abituali diminuire drasticamente con la diffusione del lavoro da remoto, che ha ridotto ulteriormente il traffico pedonale nelle stazioni.

Per contrastare questo declino, l’MTA sta cercando soluzioni innovative, inclusa l’introduzione di opzioni non commerciali come esposizioni d’arte e spazi per musicisti di strada. Sono partiti anche degli investimenti infrastrutturali, con riammodernamenti e riadattamenti dei locali per renderli più adatti ai negozi di cibo e bevande, sperando di attrarre nuovi affittuari. Ma la strada verso la ripresa è lunga e complessa, con molte proposte di locazione bloccate dall’inizio della pandemia.

Nonostante le difficoltà, alcuni negozi continuano a resistere. Evan Feldman, proprietario del negozio di ciambelle Doughnuttery a Columbus Circle, ha beneficiato di una riduzione dell’affitto e ha diversificato la sua attività con ordini di catering e consegne online. Tuttavia, casi di successo come il suo sono rari e la sfida per rianimare il commercio nelle metropolitane di New York rimane complicata.

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