New York ha un problema con i clacson

Nel cuore di Manhattan il traffico mattutino scorre come una sinfonia dissonante di clacson e bip bip. New York, in fondo, è conosciuta per il suo rumore incessante, ma negli ultimi anni l’inquinamento acustico generato delle automobili sembra aver raggiunto livelli esasperanti. A volte, non passa nemmeno un istante dopo che il semaforo diventa verde che già un coro di clacson si alza dalle auto incolonnate, incoraggiando il traffico a procedere freneticamente. Un’immagine tipica di una mattina feriale, dove il frastuono delle strade è la colonna sonora ininterrotta della vita cittadina.

Tuttavia, dietro a questo costante ronzio c’è di più. Secondo il codice del rumore della città di New York, l’uso del clacson quando non c’è “pericolo imminente” è vietato. Eppure, nonostante gli sforzi delle autorità locali nel corso degli anni per far rispettare questa legge, sembra che il suonare dei clacson sia diventato una prassi comune, e sono davvero pochi i conducenti che prendono sul serio le leggi al riguardo.

Le lamentele riguardo all’inquinamento acustico sono aumentate in modo significativo negli ultimi anni, e le autorità municipali stanno cercando nuovi modi per affrontare il problema. Un passo avanti è stato l’introduzione delle “telecamere sonore”, utilizzate dal Dipartimento della Protezione Ambientale per multare coloro che guidano auto con silenziatori modificati o che suonano eccessivamente il clacson. Ma nonostante questi sforzi, sembra che strombazzare per strada rimanga una caratteristica intrinseca della cultura di New York e neanche le multe spaventano gli automobilisti. Molti lo giustificano come un modo per comunicare in modo rapido ed efficace con gli altri utenti della strada, ad esempio per indicare velocemente ad un utente “distratto” che il semaforo è verde, ma spesso diventa invece un’espressione di frustrazione che finisce per disturbare chiunque si trovi nei paraggi.

Tutto ciò solleva interrogativi sulla qualità della vita nelle città rumorose come New York. Gli esperti avvertono: l’esposizione costante al rumore può avere effetti nocivi sulla salute mentale e fisica, contribuendo alla generazione dello stress ed al suo accumulo. Alcuni studi dimostrano anche la connessione tra l’abitare in zone molto rumorose e l’aumento significativo del rischio di ipertensione ed infarto; altri attribuiscono bassi livelli di apprendimento ed un aumento dell’iperattività nei bambini delle scuole in aree particolarmente soggette all’inquinamento acustico.

A prescindere da ciò, per alcuni il rumore dei clacson si confonde fino a divenire parte del sottofondo cittadino, al punto da non farci più caso. Per molti, invece, New York deve continuare a combattere contro gli automobilisti come fa da cento anni a questa parte. Anche se, alla fine, potrebbe semplicemente essere il posto sbagliato nel quale cercare un po’ di tranquillità.

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Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, è laureato in Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Studi Europei all'Università degli studi di Bari Aldo Moro. Ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. Appassionato di musica e grande fruitore di rap, attualmente collabora come project manager per l'etichetta discografica DIGA Records ed è autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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