Il New Jersey ha reintrodotto ufficialmente l’insegnamento del corsivo nelle scuole elementari. La legge, firmata lunedì da Philip D. Murphy nel suo ultimo giorno da governatore, rende obbligatorio per tutti gli studenti di terza, quarta e quinta elementare imparare a scrivere in corsivo a partire dal prossimo anno scolastico. Il provvedimento entra in vigore da subito, e non si tratta del primo stato a cercare di reintrodurre il corsivo a scuola: lo hanno fatto già circa due dozzine di altri stati americani.
Per oltre un decennio, nelle scuole americane, si è assistito ad un progressivo abbandono della scrittura corsiva nei programmi scolastici. Nel 2010, infatti, il corsivo era stato escluso dai Common Core Standards, le linee guida federali per l’istruzione dalla scuola dell’infanzia alle superiori, lasciando agli stati ampia discrezionalità. Da allora, la diffusione di computer, tablet e tastiere aveva reso la scrittura manuale sempre meno centrale nella didattica quotidiana.
I sostenitori della legge richiamano soprattutto studi che collegano la scrittura a mano a una migliore memorizzazione delle informazioni e a una maggiore velocità nella produzione del testo. Murphy ha sottolineato che il corsivo consente agli studenti di leggere documenti storici nella loro forma originale, come la Costituzione degli Stati Uniti, oltre a mantenere competenze pratiche come la firma o la compilazione di assegni.
Secondo il commissario all’istruzione del New Jersey, Kevin Dehmer, l’obiettivo non è solo preservare una tradizione, ma rafforzare abilità di base legate allo sviluppo motorio fine, alla alfabetizzazione e alla sicurezza degli studenti. La norma, ha spiegato, si applicherà a tutte le scuole pubbliche dello stato già dal prossimo anno scolastico completo.
Non tutti però sono convinti dell’utilità dell’obbligo. Morgan Polikoff, professore di politiche educative alla University of Southern California, ha osservato che molti studi citati a favore della scrittura manuale non distinguono in modo specifico tra corsivo e scrittura in stampatello. Secondo Polikoff, il ritorno del corsivo risponde più a una nostalgia culturale che a una necessità didattica, un fenomeno trasversale che unisce stati politicamente molto diversi come Arkansas e California.
Una lettura simile arriva anche dalla storica Tamara Plakins Thornton, già docente alla State University of New York at Buffalo, che ha studiato il ruolo culturale della scrittura negli Stati Uniti. Secondo Thornton, il corsivo è tecnicamente superato da oltre un secolo, ma tende a riemergere nei momenti di cambiamento sociale come simbolo di ritorno al passato. Nonostante le critiche, la nuova legge trova già sostenitori tra studenti e famiglie: in New Jersey esistono competizioni nazionali di calligrafia, come quelle promosse dall’editore didattico Zaner-Bloser, che continuano ad attirare l’interesse anche delle generazioni più giovani.




