Luca Parmitano scelto come pilota della missione spaziale Artemis III

Sarà il primo astronauta europeo a partecipare ad una missione di Artemis, il programma della NASA col quale si punta a tornare sulla Luna dopo quarant'anni

L'equipaggio di Artemis III in posa. Da sinistra a destra: Andre Douglas, Luca Parmitano, Randy Bresnik e Frank Rubio. Per quelli a cui piacciono i dettagli: Parmitano è l'unico dei tre - ovviamente - con il logo dell'agenzia spaziale europea, l'ESA, sul petto. | Via: NASA

Martedì la NASA ha annunciato l’equipaggio di Artemis III, la missione prevista per il 2027 che servirà a provare alcuni dei passaggi più delicati che renderanno possibile tornare sulla Luna dopo cinquant’anni dall’ultima volta. A bordo di Artemis III ci saranno quattro astronauti: il comandante statunitense Randy Bresnik, gli specialisti Andre Douglas e Frank Rubio, e l’italiano Luca Parmitano, che sarà il pilota della missione.

Parmitano, 49 anni, è stato pilota collaudatore e colonnello dell’Aeronautica militare italiana, e ha già trascorso 366 giorni nello spazio in due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale. Sarà il primo astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea assegnato a una missione Artemis. Per l’Italia è una partecipazione di alto profilo in un programma che, pur essendo guidato dalla NASA, dipende sempre più da una rete di agenzie e aziende private.

Artemis III durerà circa due settimane e non arriverà fino alla Luna. La missione si svolgerà intorno alla Terra, dove l’equipaggio dovrà testare manovre di aggancio, separazione e coordinamento tra veicoli spaziali diversi. Sono operazioni abbastanza tecniche, ma comunque fondamentali: prima di portare astronauti verso la superficie lunare, la NASA vuole verificare che Orion, la capsula dell’equipaggio, possa lavorare insieme ai moduli lunari sviluppati da Blue Origin e SpaceX, rispettivamente le due agenzie spaziali private di Jeff Bezos, il proprietario di Amazon, ed Elon Musk, il proprietario – tra le altre cose – di Tesla.

Secondo il piano illustrato dal responsabile del programma Artemis, Jeremy Parsons, il primo a partire sarà il modulo lunare di Blue Origin. In seguito partirà Orion, montata sul razzo Space Launch System, con i quattro astronauti a bordo. Una volta raggiunta l’orbita, Orion e il modulo lunare dovranno agganciarsi e svolgere una serie di prove per alcuni giorni. Dopo lo sgancio, sarà lanciata anche Starship, l’enorme astronave di SpaceX, che dovrà a sua volta raggiungere Orion e collegarsi alla capsula.

La Starship di Space X sulla piattaforma di decollo | via Shutterstock

Il senso della missione è proprio mettere insieme pezzi diversi di un sistema che non è mai stato usato prima con esseri umani a bordo. Il ritorno sulla Luna previsto per il 2028 non dipenderà soltanto dal razzo della NASA o dalla capsula Orion, ma anche dalla capacità dei lander privati di arrivare nello spazio, agganciarsi correttamente, supportare l’equipaggio e poi permettere la discesa verso la superficie lunare.

Parmitano ha commentato la nomina dicendo di sentirsi onorato e ha ringraziato l’Italia, l’ESA, la NASA e il resto dell’equipaggio. Ha usato una metafora spaziale per raccontare il proprio percorso: l’Italia come base di lancio, l’ESA come torre di lancio, la NASA come razzo.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

Condividi questo articolo sui Social

Facebook
WhatsApp
LinkedIn
Twitter

Post Correlati

Ritorna il camping di lusso a Governors Island

Se stai cercando una fuga perfetta dalla frenesia della città senza allontanarti troppo, Governors Island potrebbe essere la tua destinazione ideale. E se desideri trasformare questa breve fuga in un’esperienza indimenticabile, Collective Retreats è pronto ad accoglierti con le sue

Leggi Tutto »
Torna in alto