L’Orologio dell’Apocalisse mai così vicino alla mezzanotte

Le lancette sono state spostate a 85 secondi dalla mezzanotte dal Bulletin of the Atomic Scientists, che segnala un aumento dei rischi globali legati alle tensioni geopolitiche, al cambiamento climatico e allo sviluppo di nuove tecnologie

L’Orologio dell’Apocalisse è stato nuovamente spostato in avanti e ora segna 85 secondi alla mezzanotte, il punto simbolico che rappresenta una catastrofe globale. L’annuncio è stato diffuso dal Bulletin of the Atomic Scientists, che aggiorna periodicamente l’indicatore per riflettere il livello di rischio esistenziale per l’umanità. Il nuovo valore riduce ulteriormente la distanza dalla mezzanotte rispetto all’anno precedente, quando le lancette erano ferme a 89 secondi: è il livello di allerta più alto mai registrato.

L’Orologio dell’Apocalisse non è uno strumento scientifico in senso stretto, ma più una metafora elaborata per comunicare in modo comprensibile la gravità delle minacce globali. È stato introdotto nel 1947 da un gruppo di scienziati coinvolti nel Progetto Manhattan, riuniti attorno al Bulletin, una rivista fondata nel 1945 anche con il contributo di Albert Einstein. In origine l’attenzione era rivolta quasi esclusivamente al rischio nucleare; nel tempo, però, il perimetro di analisi si è ampliato includendo fattori come il cambiamento climatico, le pandemie, le biotecnologie e, più recentemente, lo sviluppo e l’uso dell’intelligenza artificiale.

La decisione di portare l’orologio a 85 secondi dalla mezzanotte è stata motivata da un deterioramento complessivo del contesto geopolitico e della cooperazione internazionale. Secondo il Bulletin, le principali potenze mondiali – tra cui Russia, Cina e Stati Uniti – hanno accentuato negli ultimi anni atteggiamenti conflittuali e nazionalisti, riducendo lo spazio per accordi multilaterali su disarmo, clima e sicurezza globale. Questo scenario, spiegano gli esperti, aumenta la probabilità di escalation militari e rende più difficile affrontare problemi che richiedono risposte coordinate, come il riscaldamento globale o la regolamentazione delle tecnologie emergenti.

Nel comunicato che accompagna l’aggiornamento, il Science and Security Board del Bulletin parla esplicitamente di una «mancanza di leadership globale» e sottolinea come molti governi abbiano ignorato gli avvertimenti precedenti. Secondo il gruppo di esperti, ritardare interventi necessari non riduce i rischi ma li amplifica, soprattutto mentre la proliferazione nucleare resta una minaccia, gli eventi climatici estremi diventano più frequenti e l’uso improprio di strumenti tecnologici avanzati può avere conseguenze difficilmente controllabili.

L’Orologio dell’Apocalisse, precisano però i suoi promotori, non vuole essere solo un segnale d’allarme. È pensato anche come uno strumento di pressione sull’opinione pubblica e sui decisori politici, per ricordare che i margini di intervento esistono ancora. Nel corso della sua storia le lancette sono state spostate anche all’indietro, come avvenne negli anni Novanta dopo la fine della Guerra fredda.

L’aggiornamento per il 2026 è stato presentato in diretta streaming da una commissione composta da sette membri, tra cui la giornalista filippina Maria Ressa, Premio Nobel per la Pace nel 2021, e Alexandra Bell, presidente e amministratrice delegata del Bulletin of the Atomic Scientists. Durante la presentazione è stato ribadito che l’orologio non fornisce previsioni, ma sintetizza il giudizio collettivo di scienziati ed esperti sulla direzione intrapresa dal mondo e sull’urgenza di invertire la rotta.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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