Dal 2026 i fee-free days nei parchi nazionali americani non valgono più per i turisti

Che adesso dovranno pagare comunque il biglietto o acquistare il pass annuale al costo di 250 dollari

Gli Stati Uniti non sono solo grandi città e skyline riconoscibili. Una parte centrale dell’immagine del Paese – e del suo sistema di welfare ambientale – è costruita sulla rete dei parchi nazionali: oltre 400 aree protette che ogni anno attirano centinaia di milioni di visitatori. Per decenni l’accesso a questi spazi è stato incentivato anche attraverso giornate di ingresso gratuito, pensate per allargare la fruizione pubblica e rafforzare il legame tra cittadini e patrimonio naturale. Nel 2026 questo meccanismo cambierà in modo significativo.

Il National Park Service ha infatti pubblicato il nuovo calendario dei fee-free days, introducendo però una novità rilevante: l’accesso gratuito sarà riservato esclusivamente ai cittadini statunitensi e ai residenti permanenti. Una scelta che restringe la platea rispetto agli anni precedenti e che incide, ovviamente, sui turisti internazionali.

Le giornate di ingresso gratuito previste per il 2026 sono in tutto otto. Si parte il 16 febbraio, in occasione del President’s Day, e si prosegue il 25 maggio (Memorial Day), il 14 giugno (Flag Day), dal 3 al 5 luglio per il weekend dell’Independence Day, il 25 agosto per il 110° anniversario del National Park Service, il 17 settembre (Constitution Day), il 27 ottobre per il compleanno di Theodore Roosevelt e l’11 novembre, il Veterans Day. In tutte queste date viene azzerato il costo del biglietto d’ingresso standard, ma restano esclusi servizi aggiuntivi come parcheggi, campeggi, tour guidati o sistemi di prenotazione a fasce orarie.

Rispetto al passato, alcune ricorrenze che erano state incluse nel calendario gratuito – come il Martin Luther King Jr. Day o il Juneteenth – non compaiono più. La limitazione ai soli residenti e cittadini statunitensi è entrata in vigore dal 1° gennaio 2026 e si accompagna anche ad una revisione delle tariffe dei pass annuali. Il pass “America the Beautiful”, che consente l’accesso a tutti i parchi nazionali per un anno, costerà 80 dollari per i residenti negli Stati Uniti, mentre per i non residenti il prezzo salirà a 250 dollari, con un supplemento di 100 dollari a persona per gli 11 parchi più visitati del Paese. Inoltre, il pass “America the Beautiful” sarà completamente digitale e gestibile tramite la piattaforma federale Recreation.gov, che ne consente l’acquisto, l’archiviazione e la validazione immediata tramite smartphone.

Per chi vive a New York, le giornate gratuite rappresentano comunque un’opportunità per visitare parchi nazionali relativamente vicini. Shenandoah National Park, in Virginia, si trova a circa cinque ore di auto ed è noto soprattutto per la Skyline Drive, una strada panoramica lunga oltre 160 chilometri lungo la Blue Ridge. Cuyahoga Valley National Park, tra Cleveland e Akron, ruota attorno al fiume Cuyahoga e al tracciato storico dell’Ohio & Erie Canal. Più distante, ma spesso citato tra i parchi più visitati del Nord-Est, Acadia National Park nel Maine attira ogni anno oltre 3,9 milioni di visitatori, anche grazie alla vista mozzafiato sulle Cadillac Mountain e alla rete di carriage roads storiche.

Il National Park Service ricorda che, durante le giornate gratuite, l’affluenza tende ad aumentare sensibilmente, soprattutto nei parchi più popolari. Per questo viene consigliato di arrivare nelle prime ore del mattino e di verificare in anticipo eventuali restrizioni su parcheggi o accessi contingentati. Tutte le informazioni aggiornate su calendario, pass annuali e modalità di accesso restano disponibili su Recreation.gov.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Francesco Caroli, nato a Taranto, ha iniziato a scrivere di musica e cultura per blog e testate online nel 2017. È autore per le riviste cartacee musicali L'Olifante e SMMAG! e caporedattore per IlNewyorkese. Nel 2023 ha pubblicato il saggio "Il mutamento delle subculture, dai teddy boy alla scena trap" per la casa editrice milanese Meltemi.

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