La democratica Kathy Hochul è stata rieletta governatrice dello Stato di New York, battendo il repubblicano Bruce Blakeman nelle elezioni di martedì 3 novembre. Secondo i risultati provvisori, Hochul ha ottenuto circa il 59 per cento dei voti, contro il 40 per cento dello sfidante. L’Associated Press aveva già assegnato la vittoria alla governatrice alle 21, subito dopo la chiusura dei seggi. Per Hochul, che ha 68 anni ed è la prima donna ad aver governato lo Stato, sarà il secondo mandato completo, dopo quello conquistato nel 2022 con un margine decisamente più ristretto.
La campagna elettorale era stata dominata soprattutto dal rapporto dei due candidati con il presidente Donald Trump. Blakeman, 71 anni, amministratore della contea di Nassau, a Long Island, è un suo alleato di lunga data e ne aveva ricevuto l’appoggio. Hochul ha sfruttato questa vicinanza per presentare il voto come un’occasione per opporsi alle politiche della Casa Bianca, particolarmente impopolari tra gli elettori democratici dello Stato.
Blakeman aveva cercato di concentrare la campagna su questioni più locali, come l’aumento del costo della vita, le bollette energetiche, le tasse e la sicurezza pubblica. Tra le sue proposte c’era l’eliminazione dell’imposta statale sul reddito per i contribuenti singoli con guadagni fino a 50mila dollari e per le coppie con redditi fino a 100mila dollari. Aveva anche promesso una maggiore collaborazione tra le forze dell’ordine locali e le autorità federali per l’immigrazione. Le sue proposte, però, non sono bastate a superare la popolarità di Hochul, favorita anche dalla netta prevalenza degli elettori democratici nello Stato.
La governatrice ha invece rivendicato alcuni provvedimenti approvati negli ultimi anni, tra cui l’estensione dei programmi di assistenza all’infanzia, l’introduzione dei pasti scolastici gratuiti e le misure per ridurre le tasse alle famiglie della classe media. Ha inoltre promesso di continuare a intervenire sul costo degli alloggi e dell’energia, due delle principali preoccupazioni degli elettori newyorkesi.
Nonostante gli attacchi a Trump, il rapporto tra Hochul e il presidente è stato meno conflittuale di quanto suggerisca la campagna elettorale. La governatrice ha collaborato con l’amministrazione federale per sbloccare alcuni progetti energetici, compresa la costruzione di gasdotti destinati ad aumentare le forniture di gas naturale nello Stato. Su altre questioni, invece, lo scontro è stato aperto.
Il caso più significativo è quello del congestion pricing, il pedaggio introdotto nel gennaio 2025 per i veicoli che entrano nella parte centrale e meridionale di Manhattan, attualmente pari a 9 dollari per la maggior parte delle automobili nelle ore di punta. Trump aveva cercato di bloccare il programma, sostenendo che danneggiasse l’economia cittadina, ma un giudice federale aveva dichiarato illegittima la revoca dell’autorizzazione disposta dalla sua amministrazione. Il sistema è quindi rimasto in funzione e continua a finanziare gli investimenti nel trasporto pubblico.
Nel discorso pronunciato martedì sera al New York Hilton Midtown, Hochul ha ricordato che Trump aveva chiesto agli elettori di comportarsi come se fosse lui stesso candidato. «Bene, signor Presidente, è stato accontentato», ha detto tra gli applausi. Ha poi assicurato di essere disponibile a collaborare con la Casa Bianca sulle questioni utili allo Stato, promettendo però di opporsi a qualsiasi decisione che metta a rischio i diritti dei newyorkesi.
Un ruolo importante nella vittoria lo ha avuto anche Zohran Mamdani, il sindaco democratico socialista di New York eletto nel 2025. Mamdani aveva sostenuto pubblicamente la candidatura di Hochul a febbraio e nelle ultime settimane aveva partecipato a diversi eventi elettorali insieme alla governatrice, contribuendo a mobilitare soprattutto gli elettori più giovani e progressisti della città.
La loro collaborazione è piuttosto insolita per le differenze politiche che li separano. Hochul appartiene all’ala moderata del Partito Democratico, mentre Mamdani ha costruito il proprio consenso su un programma di sinistra che prevede, tra le altre cose, maggiori tasse sui redditi elevati e sulle grandi imprese. La governatrice si è finora opposta a questi aumenti, ma ha trovato con il sindaco un’intesa sull’ampliamento dei servizi per l’infanzia e su alcune questioni di bilancio cittadino.
Il sostegno di Mamdani è stato particolarmente utile a Hochul, che negli anni precedenti aveva avuto rapporti difficili con una parte dell’elettorato progressista di New York. La collaborazione tra i due sarà però messa alla prova già nei primi mesi del 2027, quando riprenderanno i lavori del Parlamento statale e il sindaco tornerà a chiedere nuove risorse per finanziare i propri programmi.
La rielezione rappresenta anche un risultato importante per la carriera politica di Hochul. Originaria di Buffalo, aveva assunto la carica di governatrice nell’agosto del 2021, dopo le dimissioni di Andrew Cuomo in seguito alle accuse di molestie sessuali, che l’ex governatore ha sempre respinto. Nel 2022 aveva vinto la sua prima elezione per un mandato completo battendo il repubblicano Lee Zeldin di circa sei punti percentuali, un risultato che aveva suscitato preoccupazione tra i democratici in uno Stato tradizionalmente favorevole al partito.
Questa volta la vittoria è stata molto più netta. Hochul governerà fino alla fine del 2030 e sarà affiancata dalla nuova vicegovernatrice Adrienne Adams, ex presidente del Consiglio comunale di New York e prima donna afroamericana a ricoprire l’incarico. Con la rielezione della procuratrice generale Letitia James, per la prima volta nella storia dello Stato le cariche di governatrice, vicegovernatrice e procuratrice generale saranno occupate contemporaneamente da tre donne.
Blakeman ha riconosciuto la sconfitta nella serata di martedì, annunciando di aver telefonato a Hochul per congratularsi. Ha poi invitato i propri sostenitori a lavorare insieme ai democratici per migliorare lo Stato. Hochul, dal palco della festa elettorale, ha ringraziato gli elettori per averle rinnovato la fiducia, ricordando che una vittoria alle urne, da sola, non rende più economici gli affitti o la spesa al supermercato. Saranno queste alcune delle questioni sulle quali verrà giudicato il suo prossimo mandato.




