New York spenderà 35,7 milioni di dollari per ridurre gli allagamenti a Harlem

Il progetto utilizzerà tre specchi d'acqua di Central Park per raccogliere la pioggia durante i temporali e alleggerire la rete fognaria

New York utilizzerà tre specchi d’acqua di Central Park per ridurre gli allagamenti nelle strade di Harlem ed East Harlem durante le piogge intense. Il Comune ha avviato un progetto da 35,7 milioni di dollari che permetterà di regolare il livello dell’acqua nella parte settentrionale del parco, creando spazio per raccogliere la pioggia prima che raggiunga la rete fognaria dei quartieri circostanti. I lavori sono stati annunciati lunedì 26 ottobre dal sindaco Zohran Mamdani e dalla governatrice dello Stato di New York Kathy Hochul. Il completamento è previsto per l’autunno del 2028.

L’intervento, chiamato North End Recirculation Project, riguarda tre bacini artificiali nella zona nord di Central Park: l’Harlem Meer, il Loch e il Pool. Sono collegati tra loro da un sistema di corsi d’acqua progettato nell’Ottocento, ma oggi dipendono in larga parte dalla rete idrica cittadina per mantenere i livelli necessari. Il nuovo impianto consentirà di far circolare e filtrare l’acqua tra i tre bacini, riducendo sia il consumo di acqua potabile sia la quantità di pioggia che finisce nelle fognature. Secondo le stime pubblicate dal Comune, il sistema permetterà di trattenere ogni anno circa 132 milioni di galloni d’acqua, equivalenti a quasi 500 milioni di litri, che altrimenti raggiungerebbero la rete fognaria.

Il funzionamento cambierà a seconda delle condizioni meteorologiche. Nei periodi asciutti, l’acqua sarà prelevata dall’Harlem Meer e pompata verso un punto a sud del Pool. Da lì tornerà verso gli altri bacini sfruttando la pendenza naturale del terreno, attraversando il sistema di filtrazione. Quando invece le previsioni annunceranno un temporale particolarmente intenso, l’impianto abbasserà preventivamente il livello dell’Harlem Meer, creando una capacità aggiuntiva di raccolta. Durante la pioggia, il bacino potrà riempirsi nuovamente, trattenendo parte dell’acqua che altrimenti raggiungerebbe le condutture sotterranee. Terminata l’emergenza, il sistema riprenderà la normale circolazione.

Mappa dei tre bacini (www.centralparknyc.org)

Il problema che il progetto cerca di affrontare riguarda il funzionamento delle fognature di New York. In molte zone della città, soprattutto nei quartieri più antichi, la stessa rete sotterranea raccoglie sia le acque reflue degli edifici sia quelle piovane. È il cosiddetto combined sewer system, un sistema fognario misto. Durante i temporali più intensi, grandi quantità di pioggia entrano contemporaneamente nelle condutture, che possono raggiungere la propria capacità massima. Quando l’acqua non riesce a defluire abbastanza rapidamente, può accumularsi nelle strade e contribuire agli allagamenti di seminterrati e locali al piano terra.

La parte settentrionale di Central Park contribuisce a questo problema perché raccoglie la pioggia proveniente da un’area molto estesa. Il nuovo impianto gestirà le acque meteoriche di un bacino di circa 204 acri, equivalenti a 82,5 ettari. Secondo il progetto, la quantità d’acqua piovana che da quest’area raggiungerà le fognature cittadine diminuirà del 90%.

L’altro beneficio previsto riguarda il consumo di acqua potabile. Attualmente il sistema idrico cittadino costituisce la principale fonte di alimentazione per l’Harlem Meer, il Loch e il Pool. Il ricircolo permetterà di riutilizzare una parte consistente dell’acqua già presente, con un risparmio stimato di 175 milioni di galloni all’anno, circa 662 milioni di litri. Si tratta di una quantità superiore a quella che il progetto dovrebbe sottrarre annualmente alla rete fognaria.

Il progetto dovrebbe migliorare anche la qualità dell’acqua all’interno del parco. La circolazione continua e la filtrazione serviranno a limitare il ristagno, una delle condizioni che favoriscono la proliferazione delle alghe, comprese quelle potenzialmente nocive che si sviluppano soprattutto durante i mesi più caldi. L’intervento avrà quindi effetti non soltanto sulla gestione dei temporali, ma anche sulla manutenzione degli specchi d’acqua e sulle condizioni ambientali della zona settentrionale di Central Park.

Il finanziamento coinvolge amministrazione comunale, Stato di New York e donatori privati.

Schema del sistema idrico attuale e futuro (www.centralparknyc.org)

La scelta di intervenire su Central Park è legata anche all’aumento degli episodi di pioggia intensa. Durante la presentazione, Mamdani ha riferito che nel corso del 2026 New York ha trascorso circa un giorno su tre in condizioni di attivazione dei protocolli per il rischio di alluvioni improvvise. Il sindaco ha collegato questa situazione alla necessità di realizzare infrastrutture capaci di gestire precipitazioni sempre più difficili da assorbire con i sistemi tradizionali. Il dato citato riguarda le attivazioni dei protocolli di emergenza e non indica che la città sia stata effettivamente allagata per un terzo dell’anno.

Il progetto nasce anche da un confronto con i residenti di East Harlem. Attraverso il programma comunale Climate Strong Communities, l’amministrazione ha collaborato con l’organizzazione ambientalista WE ACT for Environmental Justice e con il Community Board 11 per individuare le priorità del quartiere nella gestione delle piogge intense. Secondo Louise Yeung, responsabile delle politiche climatiche del Comune, questo lavoro ha contribuito a ottenere i 10 milioni di dollari di finanziamento statale. Il progetto ha ricevuto inoltre il sostegno dei cinque Community Board che circondano Central Park. La Public Design Commission aveva approvato il progetto definitivo nel dicembre 2024.

La rete di specchi d’acqua interessata dai lavori risale alla progettazione originale di Central Park. Il Pool, il Loch e l’Harlem Meer furono realizzati tra il 1862 e il 1865 secondo il disegno dei paesaggisti Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux, che immaginarono un sistema di corsi d’acqua collegati attraverso il terreno naturale del parco. Il nuovo impianto ne riprenderà in parte il funzionamento, aggiungendo pompe, filtri e sistemi di controllo per adattarlo alle esigenze di una città molto diversa da quella ottocentesca.

L’intervento si inserisce in una serie di trasformazioni già avviate nella zona nord di Central Park. Nel 2025 è stato inaugurato il Davis Center, il nuovo centro ricreativo costruito nell’area dell’ex Lasker Rink and Pool, che ha permesso anche di ripristinare un tratto del corso d’acqua storico diretto verso l’Harlem Meer. Sono inoltre in corso lavori di sistemazione delle sponde del lago, per migliorare l’accessibilità e contrastare l’erosione. La Central Park Conservancy considera il nuovo sistema di ricircolo il proprio progetto infrastrutturale più ambizioso, perché collega la conservazione del paesaggio alla gestione delle risorse idriche dell’intera area.

Per i residenti di Harlem ed East Harlem, i benefici attesi riguardano soprattutto la riduzione della pressione sulla rete fognaria durante i temporali. Non sarà una soluzione a tutti gli allagamenti, che dipendono da diversi fattori e richiedono interventi anche sulle strade e sulle condutture dei singoli quartieri. Il progetto mostra però come uno spazio verde possa svolgere una funzione che va oltre quella ricreativa. Se i lavori rispetteranno il calendario annunciato, il sistema entrerà in funzione nell’autunno del 2028.

Immagine di Guglielmo Timpano

Guglielmo Timpano

Laureato in Scienze Politiche. Giornalista freelance. Conduttore radiofonico. Presentatore televisivo. Appassionato di sport, storia e animali: per combinare tutti questi interessi, il sogno sarebbe seguire un torneo di calcio tra dinosauri.

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