Per raccontare come Sylvester Stallone riuscì a realizzare Rocky, Peter Farrelly aveva bisogno di luoghi che somigliassero alla Philadelphia degli anni Settanta. Girare nella città del film originale, però, non rientrava nei conti della produzione. Il regista aveva quindi considerato Atlanta e Sydney, dove gli incentivi avrebbero permesso di risparmiare, prima di trovare una soluzione più vicina: il New Jersey. Per I Play Rocky è stata costruita un’arena da pugilato in uno studio di Jersey City, mentre un magazzino di Kenilworth ha ospitato le ricostruzioni della palestra e dell’appartamento di Rocky. Una spiaggia di Asbury Park è diventata persino una spiaggia di Los Angeles. Secondo quanto raccontato da Variety, il film ha speso nello Stato 27 milioni di dollari, ottenendone 10 in incentivi.
Il caso spiega perché il New Jersey stia diventando una destinazione sempre più frequentata dalle produzioni cinematografiche. Nel 2024 la spesa del settore nello Stato ha raggiunto gli 833 milioni di dollari: soltanto Happy Gilmore 2, con Adam Sandler, ne ha spesi 152 in 64 giorni di riprese. Nello stesso anno sono stati girati qui anche A Complete Unknown, il film su Bob Dylan con Timothée Chalamet, e Deliver Me from Nowhere, dedicato a Bruce Springsteen. Per il 2025 Variety riporta una spesa stimata superiore al miliardo di dollari e 73 progetti che hanno utilizzato il programma di incentivi, contro i 46 dell’anno precedente. Questi ultimi numeri riguardano le produzioni beneficiarie delle agevolazioni: il totale dei lavori realizzati nello Stato, comprendendo anche quelli più piccoli, è molto più ampio.
La crescita è legata soprattutto alle ottime intuizioni politiche degli ultimi anni. Nel 2018 l’allora governatore democratico Phil Murphy ripristinò il credito d’imposta per cinema e contenuti digitali, sospeso nel 2010 dal predecessore repubblicano Chris Christie. Il programma è stato poi ampliato ed esteso fino al 2049. Il meccanismo permette alle produzioni di recuperare una parte delle spese ammesse attraverso un credito fiscale, che può essere ceduto ad altri soggetti. Le regole del New Jersey prevedono aliquote ordinarie del 30 o del 35 per cento, a seconda della voce di spesa e del luogo in cui viene sostenuta, con condizioni più favorevoli per alcune categorie di produzioni. Per chi prepara il bilancio di un film, la differenza può valere milioni di dollari e determinare dove si girerà.

Il New Jersey offre anche vantaggi che un incentivo, da solo, non può creare. È vicino a New York, dove lavorano attori, registi e tecnici, e molti professionisti dell’area abitano già nello Stato. Le produzioni possono quindi attingere a personale esperto senza trasferire un’intera troupe da lontano. In un territorio relativamente piccolo trovano inoltre quartieri industriali, centri urbani, campagne e località balneari. A Variety, i professionisti incaricati di cercare le ambientazioni hanno descritto anche un’assistenza molto concreta della commissione cinematografica statale: individuare luoghi adatti, risolvere problemi con i permessi e segnalare i comuni già affaticati dalla presenza di altri set. Per Disclosure Day di Steven Spielberg, per esempio, la commissione ha aiutato a trovare circa 24 chilometri di binari per una sequenza d’inseguimento.
La durata delle agevolazioni serve soprattutto a convincere le imprese a costruire strutture permanenti. Netflix prevede un investimento di un miliardo di dollari nell’ex base militare di Fort Monmouth, dove il progetto comprende 12 teatri di posa e altri spazi per la produzione. A Bayonne, il complesso 1888 Studios, sviluppato da Togus Urban Renewal, ne prevede 23: Paramount ha firmato un contratto di affitto di almeno dieci anni per una parte degli spazi. Lionsgate sarà invece il principale inquilino di un nuovo studio a Newark. La prospettiva di usufruire degli incentivi per oltre vent’anni permette alle società di programmare investimenti che richiedono molto più tempo delle riprese di un singolo film.
Resta da capire quanto questa crescita convenga alle finanze pubbliche. Le produzioni pagano alberghi, ristorazione, trasporti, materiali e fornitori, oltre alle persone impiegate sul set. La spesa generata, però, non coincide con il denaro che torna allo Stato sotto forma di imposte, e il numero degli ingaggi non misura automaticamente quanti posti di lavoro stabili siano stati creati. Per valutare il programma bisogna considerare anche quante produzioni sarebbero arrivate comunque e quanto costano le agevolazioni necessarie ad attirare le altre. Il New Jersey punta sui nuovi studi per dare continuità al lavoro tra un film e il successivo, ma c’è da capire ancora quanti di quegli spazi resteranno occupati e quante imprese locali riusciranno a lavorarci con regolarità.




