Simone Weithers è designer, business coach e brand strategist americana. Dopo un percorso nel design, ha costruito la sua carriera aiutando startup e aziende a lanciare nuovi prodotti e consolidare il proprio business. Simone lavora soprattutto con founder e realtà innovative, con un’attenzione particolare ai temi della diversità e della rappresentazione. Oggi è la mente creativa di Cazzimma e cura la direzione strategica del progetto, combinando competenze di branding, design e sviluppo aziendale.
Roberto Longo, nato e cresciuto a Torino ma con origini napoletane, ha mosso i primi passi nel mondo dell’ospitalità lavorando fino a 22 anni nell’attività di famiglia, l’Antico Caffè in Piazza Bodoni, a Torino. Successivamente si è trasferito in Inghilterra per perfezionare l’inglese e approfondire la conoscenza del vino, lavorando in diversi ristoranti e confrontandosi con professionisti che hanno influenzato il suo percorso. Oggi vive a New York e lavora come sommelier, portando avanti parallelamente progetti imprenditoriali come Cazzimma.
Sei nato in Piemonte, una terra profondamente legata alla cultura del vino. Quanto ha influito il territorio sul tuo percorso professionale?
Roberto: Moltissimo. Ho lavorato fino a 22 anni in Italia, nel locale di mio padre. Lì ho iniziato a confrontarmi con il mondo dell’ospitalità. Lavorare nell’attività di famiglia mi ha dato una base molto concreta: il contatto con le persone, il ritmo del servizio, la disciplina. A un certo punto, però, ho sentito l’esigenza di andare oltre. Mi sono trasferito in Inghilterra per migliorare l’inglese e approfondire la mia conoscenza del vino. Ho lavorato in diversi locali e incontrato mentor che hanno cambiato radicalmente il mio modo di pensare e di lavorare. Da allora ho continuato su questa strada.
Hai iniziato a lavorare molto presto con tuo padre. Che ricordo hai di quegli anni?
Roberto: Ho iniziato durante le estati, come succede in tante famiglie italiane: prima lavori, poi vai in vacanza. Avevo 15 o 16 anni quando ho cominciato a dare una mano. Dopo il liceo frequentavo il serale, così riuscivo a lavorare anche a pranzo. In pratica sono rimasto lì dai 16 ai 22 anni.
Qual è l’insegnamento più importante che ti porti ancora dietro da quell’esperienza?
Roberto: Probabilmente l’idea di mantenere sempre il sorriso, anche quando le cose si complicano o cambiano improvvisamente. Bisogna dare sempre il massimo, essere presenti e cercare di divertirsi con clienti e colleghi. Si lavora molto, quindi tanto vale farlo con leggerezza.

Parli del sorriso come strumento professionale o come atteggiamento generale?
Roberto: Nella vita in generale. Non riguarda solo il lavoro. Viviamo a New York, in una città veloce e competitiva, ma il sorriso aiuta nei rapporti, nel modo in cui affronti le giornate e anche nelle opportunità che ti si presentano. Le persone positive attirano energia positiva.
Essere italiano negli Stati Uniti rappresenta ancora un vantaggio nel settore wine & hospitality?
Roberto: Sicuramente, soprattutto quando si parla di vino. L’essere italiano viene ancora percepito come un valore aggiunto. Detto questo, ho sempre cercato di imparare soprattutto dalle altre culture. Molte cose della mia le conoscevo già, quindi mi interessava capire come lavorano gli altri: il loro approccio all’organizzazione, alla gestione, al rapporto con il cliente. Quando torno in Italia visito sempre produttori e realtà del settore, ma il mio obiettivo è sempre stato confrontarmi con ambienti internazionali. È anche questo che mi ha spinto a lasciare l’Italia. Oggi non è più solo una scelta professionale, ma uno stile di vita.
A un certo punto arrivi a New York, nel 2015. Perché proprio la Grande Mela? È stata una scelta, una conseguenza naturale del tuo percorso o un’occasione da non perdere?
Roberto: È stata un’opportunità cercata. Avevo già fatto un colloquio per un ristorante a New York, ma non era andato a buon fine per problemi di visto. A un certo punto stavo quasi per trasferirmi in Asia quando un manager con cui avevo lavorato in Italia mi ha chiamato proponendomi New York. Da lì è iniziato tutto. Era un’occasione che non potevo lasciarmi sfuggire.
Quindi anche tu inseguivi, in qualche modo, il sogno americano?
Roberto: Più che sogno, direi curiosità. Volevo capire davvero cosa significasse vivere in America, e soprattutto a New York.
Oggi tu e Simone siete impegnati in un nuovo progetto, Cazzimma. Voi siete soci ma anche compagni di vita: come vi siete conosciuti?
Simone: Sì, siamo partner anche nella vita. Fin dal primo incontro si è creata una solida intesa personale, accompagnata da un genuino interesse reciproco. Quello che ci ha uniti fin da subito è stata la solidità del nostro allineamento come persone, prima ancora che nell’ambito professionale.
Una delle cose che mi ha colpito di Roberto è stata la sua ambizione: aveva già il suo lavoro, ma allo stesso tempo coltivava tanti progetti e idee. Io lavoro aiutando le persone a realizzare i propri obiettivi, quindi vedere qualcuno così determinato mi ha colpita molto. Frequentandoci, ci siamo trovati in sintonia anche sul piano creativo e imprenditoriale.
Come nasce Cazzimma? Da cosa siete stati ispirati?
Roberto: Cazzimma nasce anche dalle nostre storie familiari. Entrambi abbiamo avuto padri con difficoltà legate all’alcol, e volevamo partire proprio da lì. Il mercato delle bevande analcoliche sta crescendo molto, ma spesso i prodotti vengono percepiti come di nicchia. Noi volevamo creare qualcosa di diverso: moderno, elegante, accessibile a tutti, senza etichette di genere o stile. Un prodotto di cui anche i nostri padri potessero essere orgogliosi.
Simone: Per noi era importante creare qualcosa che parlasse a tutti e che raccontasse una storia autentica. La nostra è una storia personale, ma allo stesso tempo universale.
C’è anche una componente emotiva molto forte dietro il brand.
Roberto: Sì. Non siamo riusciti a presentare il prodotto a mio padre in tempo. Ci sono voluti quasi due anni per perfezionare la ricetta. Ma questo non toglie valore al progetto: se può aiutare altre persone o offrire un’alternativa diversa, allora ha già senso.
Il nome “Cazzimma” è forte, diretto, difficile da ignorare. Come lo avete scelto?
Simone: Volevamo un nome con personalità, qualcosa che rappresentasse anche il carattere dei nostri padri. Il messaggio è chiaro: scegliere una bevanda analcolica non significa rinunciare a qualcosa, ma fare una scelta consapevole e positiva.
Roberto: C’è anche un riferimento molto italiano, e in parte napoletano: vivere le proprie scelte con carattere, senza compromessi.
Simone: New York ci ha insegnato molto anche in questo senso: qui la libertà di scelta è vissuta con naturalezza, senza bisogno di giustificazioni.
New York ha qualcosa da insegnare all’Italia, o viceversa, in questo ambito?
Simone: New York rappresenta diversità, creatività e libertà di espressione. Qui le persone non chiedono scusa per quello che sono. Questa mentalità si riflette anche nel brand: non dovresti dover giustificare ciò che bevi o non bevi. Dovresti semplicemente avere alternative belle, inclusive e di qualità.
C’è qualche progetto futuro di cui potete accennare qualcosa?
Simone: Stiamo lavorando a nuove ricette per Cazzimma: prodotti zero calorie, con ingredienti naturali e senza coloranti artificiali. L’obiettivo è continuare a migliorare il prodotto e renderlo non solo una scelta sana, ma un’esperienza di qualità.
Roberto: Forse riusciremo a lanciare il prodotto entro la prossima estate.

Quali sono i drink attualmente disponibili e dove possiamo trovarli?
Simone: Secco: prodotto con Pinot Grigio e Glera, ispirato al famosissimo vino Sparkling del Veneto, 0% di alcol.
Spritz: un’infusione botanica ispirata all’iconico Spritz Veneziano, 0% di alcol
Ciò che rende Cazzimma diverso è il processo. A differenza della maggior parte dei vini dealcolati, dove l’alcol viene rimosso riscaldando il vino, con conseguente perdita di aroma e sapore, con Cazzimma rimuoviamo lo zucchero direttamente dal mosto, prima della fermentazione. In questo modo preserviamo il territorio, i profumi e il profilo aromatico completo dell’uva. La qualità rimane intatta.
Roberto: Abbiamo appena creato il nostro sito dove spediamo gratuitamente in tutta l’America www.drinkcazzimma.com per ristoratori, possono contattarci direttamente a [email protected], codice ilnewyorkese per 15% OFF.




