Paul Schrader torna all’America dei peccati nascosti

Presentato fuori concorso a Venezia 83, The Basics of Philosophy affida a Jack Huston il ruolo di un professore costretto ad affrontare un episodio del proprio passato

Paul Schrader torna alla Mostra del cinema di Venezia con The Basics of Philosophy, presentato fuori concorso nella sezione Venice Open. Il protagonista è John Jorissen, professore di filosofia in un piccolo college del Midwest interpretato da Jack Huston. Insegna, scrive un libro su Baruch Spinoza e ha una relazione non ben definita con Becca, una collega interpretata da Sofia Boutella che vive con un figlio adolescente. Dietro questa esistenza ordinata, però, nasconde una colpa. 

Dopo la morte del padre, nella sua vita riappare Miguel, interpretato da Daniel Zovatto, una persona legata a un abuso sessuale commesso nel passato. Il ritorno dell’uomo costringe Jorissen a confrontarsi con ciò che ha cercato di rimuovere e apre una crisi che coinvolge la sua identità, la relazione con Becca e l’immagine rispettabile costruita negli anni.

Schrader definisce il film la continuazione di una storia che scrive «dai tempi di Taxi Driver»: quella di «un uomo isolato e meditativo che indossa la maschera della propria professione». Questa volta, spiega il regista, quell’uomo è «un professore di filosofia alle prese con la propria identità e con le proprie menzogne». Ha commesso «un atto aberrante» e deve affrontarne le conseguenze.

Al centro non c’è soltanto la possibilità della redenzione, tema ricorrente nel cinema di Schrader, ma il modo in cui una persona responsabile di un abuso prova a convivere con ciò che ha fatto. Il regista parla di un’indagine sul «comportamento trasgressivo e sull’architettura della coscienza».

In un’intervista concessa a Deadline prima della presentazione veneziana, Schrader riassume il motore del film con una battuta: «La colpa è il dono che continua a dare». È un tema legato anche alla sua educazione religiosa e attraversa gran parte della sua filmografia, da American Gigolo e Light Sleeper fino ai più recenti First Reformed, The Card Counter e Master Gardener.

Jorissen appartiene infatti alla serie di personaggi che Schrader definisce “man in a room”: uomini solitari, ripiegati su sé stessi e protetti dalla propria professione, che cercano di rimandare il confronto con il passato. Nel nuovo film quella protezione è la filosofia. Jorissen può analizzare la morale, insegnarla e scriverne, ma non per questo riesce a sottrarsi alla responsabilità delle proprie azioni.

Jack Huston non nasconde le difficoltà di affrontare un argomento del genere. Secondo l’attore, l’abuso sessuale è diventato «quasi un tema tabù». Proprio per questo considera importante che il cinema continui a porre domande complesse, anche quando non può offrire risposte semplici o rassicuranti.

Accanto a Huston, Boutella e Zovatto, il cast comprende Bill Pullman, Dana Delany, Shiloh Fernandez, Karl Glusman ed Elizabeth Petruso. Glusman interpreta Spinoza, il filosofo al quale Jorissen dedica il proprio lavoro. Martin Scorsese, legato a Schrader da una collaborazione iniziata con Taxi Driver e proseguita con Raging Bull e The Last Temptation of Christ, partecipa al film come produttore esecutivo.

A ottant’anni Schrader continua così a interrogare uno dei nuclei centrali del cinema americano: la distanza tra l’identità che un uomo mostra al mondo e quella che cerca di nascondere. In The Basics of Philosophy la conoscenza non coincide con la virtù e la filosofia non cancella il passato. Può soltanto fornire le parole con cui, finalmente, affrontarlo.

Immagine di Monica Straniero

Monica Straniero

Monica Straniero è una giornalista e collabora con testate italiane e internazionali. Si occupa di cultura pop, storie urbane e immaginari contemporanei.

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