Spider-Man: Brand New Day comincia da una cancellazione. Peter Parker esiste, Spider-Man esiste, ma nessuno sa che siano la stessa persona. Alla fine di No Way Home, Doctor Strange ha cancellato Peter dalla memoria del mondo; MJ e Ned non lo riconoscono, zia May è morta e la vita costruita nei tre film precedenti è stata rimossa con la precisione di un aggiornamento del sistema operativo. Il pubblico conserva tutti i dati, i personaggi no. Sony e Marvel possono così ricominciare senza cambiare attore, senza smentire ciò che è accaduto e soprattutto senza pronunciare la parola più temuta dalle grandi saghe contemporanee: reboot.
Destin Daniel Cretton prende questa operazione industriale e la trasforma in un fenomeno fisico. Il nuovo giorno non arriva dal cielo, non viene annunciato da un portale e non richiede l’apparizione di un’altra variante multiversale. Comincia dentro il corpo di Peter.
Le ragnatele, fino a questo momento prodotte attraverso dispositivi meccanici, iniziano a uscire direttamente dai polsi. Arrivano mal di testa accecanti, alterazioni del DNA, telepatia e possessione. Lo Spider-Man di Tom Holland, liberato dalla propria biografia, comincia paradossalmente ad assorbire quella degli altri. Le ragnatele organiche appartenevano alla versione interpretata da Tobey Maguire nei film di Sam Raimi; qui non tornano come citazione, battuta per appassionati o cameo da accogliere con un applauso. Passano sotto la pelle.
No Way Home trattava il passato come una seduta spiritica organizzata da una multinazionale. Richiamava Goblin, Doctor Octopus, Electro e Sandman, poi spalancava le porte a Maguire e Andrew Garfield. Era il museo del franchise trasformato in luna park: le reliquie uscivano dalle teche, salutavano il pubblico e si rimettevano a combattere.
Brand New Day cambia tecnica. Il multiverso non è più fuori dal personaggio ma dentro di lui. Il corpo di Holland è un palinsesto sul quale vengono riscritte le precedenti incarnazioni dell’Uomo Ragno.
Peter non è più l’adolescente reclutato da Tony Stark e spedito a combattere in giro per l’universo. È un lavoratore metropolitano della giustizia: pattuglia i quartieri, risponde alle chiamate, affronta il crimine urbano. New York è il suo unico impiego.
Tom Holland interpreta Peter Parker da dieci anni e il tempo, finalmente, smette di essere un ostacolo da nascondere. Il volto si è fatto meno levigato, il corpo meno simile a quello di un ginnasta capitato per caso in un film liceale.

Naturalmente, per la Marvel una mutazione biologica non basta. Arrivano il Department of Damage Control e il suo responsabile Bill Metzger, interpretato da Tramell Tillman. Spider-Man viene coinvolto nell’indagine su una minaccia invisibile che incombe sulla città. Il film passa dal thriller urbano al body horror, dal dramma sentimentale alla cospirazione governativa.
Il regista di Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli sa amministrare il traffico. Jon Bernthal porta il Punitore e il suo consueto bagaglio di violenza depressa; Mark Ruffalo rimette in circolazione i muscoli di Hulk; Sadie Sink entra nel pantheon con un personaggio che il film protegge dietro il più rigido cordone sanitario antispoiler.
Cretton parte da un corpo che cambia e finisce per costruirgli intorno un condominio narrativo. Ogni sottotrama vuole il proprio climax, ogni personaggio il proprio ingresso trionfale, ogni trasformazione la propria spiegazione. Il terzo atto si allunga fino a portare il film a 145 minuti, accumulando scontri e rivelazioni come se la quantità fosse ancora l’unica unità di misura ammessa nel cinema supereroistico.
A tratti Brand New Day sembra voler diventare il primo body horror della Marvel. Il corpo di Peter produce materia, altera le proprie regole, smette di rispondere al proprietario. Ma Cretton non è David Cronenberg e la Marvel non ha alcuna intenzione di trasformare il suo eroe più redditizio in un organismo davvero incontrollabile.
Il pregio di Spider-Man: Brand New Day è aver capito che il vero reboot non cancella il passato, ma lo fa riemergere dentro il personaggio. Il difetto è che Cretton, appena intravede questa possibilità, arretra: il corpo di Peter smette di occupare il centro del film e torna a fare da corridoio al Punitore, a Hulk, al Damage Control e agli obblighi del prossimo capitolo.




