Per capire cosa è successo negli ultimi giorni a New York servono due numeri: 960mila e 17mila. Il primo indica gli immobili comparsi in un nuovo registro pubblico collegato alla tassa sulle seconde case di lusso; il secondo corrisponde alle lettere inviate dal Comune ai proprietari che potrebbero doverla pagare.
La distanza tra i due numeri ha trasformato l’avvio della tassa in un caso politico. Migliaia di persone hanno cercato il proprio nome negli elenchi, trovandovi abitazioni che valgono molto meno delle soglie previste o che sono occupate stabilmente dai proprietari. Alcune hanno interpretato l’inserimento come la conferma di un nuovo debito con il Comune, sebbene il registro comprendesse una quantità molto più ampia di immobili.
La procedura era cominciata giovedì 23 luglio, quando il sindaco Zohran Mamdani aveva annunciato sui social l’invio delle prime lettere con la frase «You’ve got mail». Il giorno successivo il Department of Finance aveva pubblicato un registro supplementare dei valori immobiliari, con nomi degli intestatari, indirizzi e valutazioni fiscali. Il documento rimarrà consultabile fino alla fine dell’anno e comprende quasi tutte le case da una a tre famiglie, molti condomìni e gli edifici organizzati come cooperative.
If you have a second home in New York City worth more than $5M, check your mailbox when you’re back in the five boroughs — because you've got mail.
— Mayor Zohran Kwame Mamdani (@NYCMayor) July 23, 2026
Today, we sent notification letters to property owners, letting them know that our new pied-à-terre tax is coming soon.
The best…
Comparire nel registro non significa essere soggetti alla tassa. Lo stesso Department of Finance ha specificato che l’elenco «include, senza limitarsi a essi», gli immobili che potrebbero rientrare nella sovrattassa. Secondo un’analisi del New York Times, soltanto circa 24mila proprietà superano le soglie economiche previste. Il Comune ha poi ristretto il primo controllo a 17mila casi, inviando altrettante lettere.
La tassa, chiamata comunemente pied-à-terre tax, è entrata in vigore il primo luglio ed era stata approvata alla fine di maggio all’interno del bilancio dello Stato di New York. L’idea circolava ad Albany dal 2014 ed era tornata al centro del dibattito nel 2019, senza ottenere l’appoggio necessario. La governatrice Kathy Hochul l’ha riproposta questa primavera per contribuire a coprire il deficit del Comune, con il sostegno di Mamdani.
La sovrattassa riguarda gli immobili costosi che non sono la residenza principale del proprietario, di un suo familiare stretto oppure di un inquilino. Per i primi due anni si applica alle case da una a tre famiglie valutate dal Comune almeno 5 milioni di dollari, con aliquote comprese tra lo 0,8 e l’1,3 per cento. Per appartamenti in condominio e cooperative la soglia fiscale iniziale è di un milione di dollari e le aliquote vanno dal 4 al 6,5 per cento. Una volta superata la soglia, la percentuale viene calcolata sull’intero valore attribuito all’immobile e non soltanto sulla parte eccedente. Le prime somme dovute compariranno sulle bollette immobiliari con scadenza il primo gennaio 2027. Le regole e le fasce complete sono state pubblicate dal Department of Finance.
Le differenze tra case, condomìni e cooperative dipendono dal sistema con cui New York calcola il valore degli immobili. Per una norma statale, i condomìni e le cooperative devono essere valutati come se fossero edifici in affitto, usando come riferimento le rendite di fabbricati comparabili. Il valore ottenuto può essere molto più basso del prezzo a cui un appartamento verrebbe venduto.
Un rapporto della commissione per la riforma della tassazione immobiliare citava il caso del superattico comprato nel 2019 dal finanziere Ken Griffin per 238 milioni di dollari: per il fisco cittadino ne valeva poco più di 9 milioni. Il limite provvisorio di un milione per condomìni e cooperative serve quindi a individuare appartamenti che, secondo i legislatori, potrebbero valerne almeno cinque sul mercato. La corrispondenza è però molto approssimativa e varia da edificio a edificio.
Dal luglio del 2028 il Department of Finance dovrebbe passare a un metodo basato sulle vendite di immobili comparabili. La soglia diventerebbe di 5 milioni di dollari per tutte le categorie e le aliquote verrebbero uniformate a quelle applicate alle case da una a tre famiglie. Fino ad allora la tassa dipenderà da valutazioni fiscali che descrivono solo indirettamente il valore commerciale degli appartamenti.
Anche l’individuazione della residenza principale ha prodotto diversi errori. Il Comune può ricavare questa informazione dalle dichiarazioni dei redditi e da alcune agevolazioni fiscali, ma il collegamento diventa meno evidente quando una casa è intestata a un trust, a una società o a una LLC. Il commissario alle Finanze Richard Lee ha detto che proprio queste forme di proprietà, insieme a registri non aggiornati, spiegano molte delle lettere inviate a residenti stabili.
Tra le persone comparse nell’elenco c’è Gale Brewer, consigliera comunale dell’Upper West Side, che vive nella stessa brownstone dal 1994 e dice di non possedere altre case. Brewer aveva sostenuto l’introduzione della tassa, ma ha criticato il modo in cui il Comune l’ha presentata e ha chiesto una selezione iniziale più accurata.
Solo chi ha ricevuto una lettera deve presentare la documentazione. La scadenza è il 21 agosto per case e condomìni e il 24 agosto per le cooperative. Per dimostrare la residenza principale si può usare la dichiarazione dei redditi più recente oppure una combinazione di documenti, fra cui patente, tessera elettorale e prove dell’effettiva occupazione della casa. Nel caso di trust e società servono anche gli atti che consentono di individuare i beneficiari o i proprietari di maggioranza. Le regole definitive concedono trenta giorni dalla comunicazione del Comune per contestare la prima valutazione.
L’amministrazione ha assegnato tredici nuovi dipendenti al Department of Finance e undici all’ufficio che gestisce i ricorsi fiscali. Ha inoltre formato alcuni operatori del 311 e creato un portale per presentare i documenti. Mamdani ha detto che il lavoro di verifica servirà a fare in modo che dal prossimo anno paghino soltanto i proprietari di seconde case che superano le soglie previste.
Hochul ha difeso la pubblicazione del registro, ricordando che nomi, indirizzi e debiti immobiliari sono informazioni pubbliche da tempo. Il suo ufficio ha però attribuito al Comune la responsabilità per il modo in cui la procedura è stata comunicata e applicata. La distinzione è diventata rilevante perché Mamdani aveva presentato l’invio delle lettere come una tappa della propria campagna per «tassare i ricchi», dando maggiore visibilità a un registro che normalmente viene pubblicato senza particolari annunci.
La città prevede di incassare circa 500 milioni di dollari all’anno. Prima dell’approvazione della legge, l’ufficio del comptroller Mark Levine aveva calcolato che una tassa di questo tipo avrebbe potuto raggiungere quella cifra coinvolgendo poco più di 11mila proprietà. Lo stesso studio riduceva però la stima a una cifra compresa tra 340 e 380 milioni considerando gli appartamenti affittati, i cambiamenti di residenza e le possibili vendite decise per evitare la sovrattassa.




