Lo Sprizzer risolverà i tuoi problemi con lo Spritz

Lo Spritz è uno di quei drink che sembrano semplici finché non devono essere preparati in fretta, più volte e per molte persone insieme. La ricetta è nota, ma nei bar, negli eventi e nei servizi di catering la differenza tra un bicchiere e l’altro può ancora dipendere dal tempo a disposizione, dalla pressione del servizio e dalla mano di chi sta dietro al banco.

Sprizzer nasce da questo piccolo problema: come servire lo stesso Spritz molte volte, con lo stesso equilibrio, senza trasformare un servizio affollato in un collo di bottiglia. Creata a Treviso, in Veneto, la macchina è partita da un’idea pensata per il mondo professionale, ma ha presto trovato anche un altro pubblico: quello di chi voleva portare il rito dell’aperitivo italiano dentro feste private e momenti di convivialità.

In questa intervista, Matteo Calandariello, co-fondatore di Sprizzer, racconta come il prodotto si sia mosso tra questi due mondi – l’ospitalità e l’uso domestico – e perché costanza, velocità e controllo possano contare anche per un cocktail che, sulla carta, sembra facile da preparare.

Sprizzer è stato pensato inizialmente come prodotto per la casa, magari per le feste, oppure avevate in mente fin dall’inizio un utilizzo professionale?

Tutto è iniziato a Treviso, in Veneto, la terra del Prosecco e dell’Aperol Spritz. Un gruppo di amici si è accorto che anche lo stesso bartender, durante un servizio intenso, preparava spesso Spritz sensibilmente diversi tra loro. Da quell’osservazione è nata l’idea di creare una macchina capace di replicare ogni volta lo Spritz perfetto.

In origine, Sprizzer era stato concepito per un uso professionale. L’idea iniziale era aiutare gli operatori a servire uno Spritz perfettamente costante, riducendo allo stesso tempo la pressione sul team beverage. Quando però le persone hanno visto il prototipo, è successo qualcosa di inatteso. Famiglie e gruppi di amici hanno iniziato subito a volerne uno a casa, per barbecue, feste in piscina e ritrovi, così da poter passare il tempo con gli ospiti invece di stare tutta la sera dietro a un bancone a preparare drink.

Il successo virale della versione domestica ha poi spinto anche l’adozione professionale. Oggi Sprizzer viene utilizzato con successo in entrambi i mercati ed è diventato molto popolare sia tra gli operatori dell’ospitalità sia tra i clienti privati.

Quale problema concreto risolve Sprizzer per un operatore professionale?

Per un bartender professionista, l’Aperol Spritz non è un cocktail particolarmente complesso. La difficoltà è che spesso è il drink più richiesto e può dover essere preparato centinaia di volte durante un singolo servizio. Questo sottrae tempo e attenzione a cocktail che richiedono ingredienti pestati, shakeraggio, profili aromatici più complessi o una preparazione più manuale.

Con Sprizzer, qualsiasi membro del team può preparare Spritz perfetti in modo costante, mentre i bartender più esperti possono concentrarsi sui drink più complessi e sull’interazione con i clienti. Il vantaggio diventa ancora più evidente durante eventi, servizi di catering, banchetti, fiere e appuntamenti aziendali, dove molti ospiti arrivano al bar nello stesso momento. Sprizzer aiuta a servire molte persone rapidamente, con continuità e senza lunghe file d’attesa.

Avete misurato quanto tempo si risparmia rispetto alla preparazione manuale di più Spritz?

Più che misurare il tempo, ci siamo concentrati sul controllo degli ingredienti. Secondo i calcoli sviluppati dall’Accademia del Bar, anche piccole imprecisioni nel versaggio possono generare fino a 54.000 dollari di costi aggiuntivi annuali per gli ingredienti in un locale ad alto volume. La costanza conta.

Per quanto riguarda il risparmio di tempo, i nostri clienti nel settore degli eventi e del catering ci raccontano qualcosa di ancora più importante: gli ospiti non restano più in fila ad aspettare un drink. Si godono invece l’evento con uno Spritz già in mano.

E poi c’è l’effetto wow. Sprizzer attira naturalmente l’attenzione, genera conversazioni, foto e contenuti sui social media, creando spesso una visibilità organica preziosa anche per il locale stesso.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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