La Coppa del Mondo del 2026 è iniziata l’11 giugno, ma a New York e nel New Jersey il torneo si vede e si vive anche lontano dallo stadio. Il New York New Jersey Stadium, cioè il MetLife Stadium di East Rutherford, ospiterà otto partite, compresa la finale del 19 luglio. Il Mondiale è, ovviamente, uno degli eventi sportivi più guardati al mondo: la finale del 2022 in Qatar fu seguita da quasi un miliardo e mezzo di persone. Per una regione che dovrà accogliere squadre, tifosi, televisioni e fan zone, il Mondiale non riguarda solo i novanta minuti delle partite, ma anche il modo in cui la città stessa si prepara all’evento.
Dentro questa preparazione rientra The Art of the Game, un progetto artistico realizzato da ARTS 14C, organizzazione no profit con sede a Jersey City, insieme al comitato organizzatore New York New Jersey 2026. The Art of Game consiste nel prendere la forma del pallone da calcio e trasformarla in una serie di sculture alte circa due metri, installate tra New York e il New Jersey per tutta l’estate. Le opere sono 23, come la ventitreesima edizione del Mondiale, e sono distribuite in diversi spazi pubblici: piazze, parchi, luoghi di passaggio, snodi del trasporto e aree dove saranno organizzati eventi per seguire le partite.
La struttura delle sculture riprende il disegno classico del pallone, con 12 pentagoni e 20 esagoni. Sotto c’è un telaio in acciaio inossidabile, sopra 32 pannelli in materiale composito di alluminio, pensati per essere dipinti, stampati o lavorati con tecniche diverse. Tra i nomi coinvolti ci sono Katherine Bernhardt, Hank Willis Thomas, Futura 2000, Eddie Martinez, Fred Wilson, Tomokazu Matsuyama, Kevin Beasley, Bony Ramirez e Nyugen E. Smith.
Il progetto è legato anche ad Agnes Gund, una delle figure più importanti del mecenatismo artistico americano, morta nel settembre del 2025. Gund, ex presidente del consiglio di amministrazione del MoMA e fondatrice di Studio in a School, aveva sostenuto l’iniziativa e aiutato a collegare ARTS 14C con alcune delle principali istituzioni culturali della zona. Le sculture resteranno esposte fino al 7 settembre. Dopo la mostra, una parte potrà essere collocata stabilmente in spazi pubblici, mentre cinque opere saranno messe all’asta da Christie’s. Il ricavato servirà anche a sostenere ARTS 14C e Studio in a School, cioè due organizzazioni che lavorano sull’accesso all’arte fuori dai circuiti più chiusi dei musei.




