Il Roland Garros 2026 incorona Alexander Zverev, ma applaude anche Flavio Cobolli. Sul Philippe Chatrier di Parigi il tedesco conquista il primo titolo Slam della sua carriera superando l’azzurro in cinque set, al termine di una finale intensa, combattuta e ricca di emozioni. Il punteggio finale, 6-1 4-6 6-4 6-7 6-1, racconta solo in parte una sfida che per quasi quattro ore ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso.
Per Cobolli resta l’amarezza di aver visto sfumare il trofeo più importante della sua carriera a pochi passi dal traguardo, ma anche la consapevolezza di aver raggiunto una nuova dimensione. Alla sua prima finale Slam, il romano ha dimostrato di poter competere alla pari con uno dei migliori giocatori del circuito e da lunedì entrerà ufficialmente nella Top 10 mondiale.
L’avvio, però, è stato complicato. L’emozione della prima finale Major si è fatta sentire e Zverev ne ha approfittato immediatamente. Solido al servizio, aggressivo negli scambi e praticamente perfetto nelle scelte tattiche, il tedesco ha preso il controllo del match fin dai primi game, lasciando appena un gioco all’azzurro nel set inaugurale.
Con il passare dei minuti, però, Cobolli ha iniziato a sciogliersi. Nel secondo parziale è arrivata la reazione che il pubblico francese aspettava. L’italiano ha trovato maggiore continuità da fondo campo, ha aumentato l’intensità negli scambi e, soprattutto, ha iniziato a prendere fiducia. Il break ottenuto nella fase centrale del set gli ha aperto la strada verso il 6-4 che ha riportato la finale in equilibrio.
Nel terzo set l’equilibrio è rimasto assoluto fino alle battute finali, quando alcuni errori di troppo di Cobolli hanno permesso a Zverev di piazzare l’allungo decisivo. Il tedesco si è così portato avanti due set a uno, avvicinandosi al traguardo che inseguiva da anni.
Molti avrebbero accusato il colpo. Non Flavio. Nel quarto set l’azzurro ha mostrato tutto il carattere che lo ha portato fino all’ultimo atto del torneo. Dopo aver conquistato subito un break di vantaggio, averlo perso e aver dovuto rincorrere nuovamente, Cobolli ha trovato le energie per trascinare il parziale al tie-break. È stato il momento più spettacolare della sua finale. Sospinto dal pubblico dello Chatrier, il romano ha giocato punti di altissimo livello, annullando la pressione e costringendo Zverev al quinto set con una serie di colpi che hanno infiammato lo stadio.
A quel punto sembrava possibile qualsiasi epilogo, ma le quasi quattro ore di battaglia hanno presentato il conto. Nel set decisivo Zverev ha ritrovato lucidità e continuità, mentre Cobolli ha iniziato a pagare lo sforzo fisico e mentale accumulato durante il match. Il tedesco ha strappato subito il servizio all’azzurro, ha preso fiducia e non si è più voltato indietro.
Flavio ha provato a restare agganciato alla partita, ha avuto alcune occasioni per rientrare, ma non è riuscito a sfruttarle. Zverev, invece, ha gestito con freddezza i momenti decisivi, allungando progressivamente fino al definitivo 6-1 che ha chiuso la finale.
Al termine dell’incontro il tedesco è crollato sulla terra rossa di Parigi, travolto dall’emozione. Dopo anni trascorsi a inseguire uno Slam e dopo le delusioni delle finali perse, è finalmente arrivato il trionfo che completa il suo percorso. Per lui si tratta non solo del primo Roland Garros, ma del primo titolo Major della carriera.
Per Cobolli la delusione è inevitabile, ma non può cancellare quanto costruito in queste due settimane. La prima finale Slam, l’ingresso tra i primi dieci giocatori del mondo e la conferma di essere ormai uno dei protagonisti del tennis internazionale rappresentano risultati straordinari.
L’Italia non festeggia un nuovo campione del Roland Garros, ma torna da Parigi con la certezza di avere, al momento, più giocatori di qualsiasi altra federazione tennistica competitivi ai massimi livelli.




