Buona festa Repubblica Italiana

Ci siamo, è il giorno. La Repubblica italiana compie 80 anni. Un compleanno importante che cade in un momento importante della storia del mondo. Lo ha capito per primo il Presidente Mattarella, che oltre alle liturgie solite del 2 giugno, dai ricevimenti al rito dell’Altare della Patria alla storica parata delle forze militari ai Fori Imperiali, celebrerà una grande festa di piazza.

Proprio nella piazza del Quirinale, dove a titolo gratuito saliranno sul palco uomini e donne dello spettacolo e dello sport italiani. Sarà una festa di piazza appunto, ma nella piazza più simbolica d’Italia, aperta a tutti i cittadini. Loro sono i destinatari della festa e insieme i protagonisti.

Sì perché il filo rosso di questo ottantesimo è proprio la democrazia. Il suo valore e i suoi valori, l’averla conquistata, fatta maturare, difesa, il suo esserci oggi in un mondo, lo ripetiamo, dove la volontà di potere della guerra sembra tornata a essere l’unico linguaggio.

Allora cari italiani date un valore vero a ciò che avete, questo il senso del messaggio di Mattarella. E voi italiane, e lo farà la pluripremiata Cortellesi sul palco, ricordate anche con quella data di 80 anni fa la conquista del voto.

È un tema alto quello di questo compleanno che va al di là del dibattito politico attuale, della campagna elettorale di fatto già cominciata, delle discussioni sull’economia, l’Europa, la nuova legge elettorale, la destra e la sinistra. Non ci sarebbe nessuna passione e nessun dibattito, senza il contesto che lo permette.

L’Occidente attraversa una fase complessa con turbolenze e nuovi equilibri. Ma nella tempesta la bussola deve essere salda e il Presidente Mattarella rimane la bussola degli italiani. Materialmente ma anche simbolicamente il Quirinale apre la sua storia e la sua bellezza a tutti.

Esce fuori, si rende visibile non attraverso riti e cene riservate anche se istituzionali, ma si apre appunto a tutti. Ognuno monade e azionista consapevole del bene più importante: l’essere parte di una democrazia.

Buona festa allora cara Repubblica Italiana.

Immagine di Claudio Brachino

Claudio Brachino

Giornalista, saggista ed editorialista italiano. Laureato in Lettere, passione per il teatro, ha scritto con De Filippo e Michalkov. Poi 32 anni in Fininvest e Mediaset, dove è stato vicedirettore ed anchor di Studio aperto, due volte direttore di Videonews, la fabbrica dei format, direttore di Sport Mediaset e di Radio Montecarlo news. Inoltre, ha diretto per due anni il Settimanale, magazine cartaceo e web sulle Pmi, ha scritto per Il Tempo e Il Giornale, ora è editorialista del Multimediale di Italpress, opinionista tv per Rai e La7 e direttore editoriale di Good Morning Italy. Da poco ha firmato una collaborazione per lo sport del circuito Netweek.

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