Il Mondiale del 2026 non si giocherà dentro New York, ma appena fuori: le partite dell’area newyorkese saranno al MetLife Stadium, a East Rutherford, nel New Jersey. Per la città, però, il torneo sarà comunque un grande evento e l’arrivo di tifosi, turisti e iniziative collegate alla Coppa del Mondo riguarderà i cinque distretti, non solo chi riuscirà a comprare un biglietto per lo stadio. Anche per questo il sindaco Zohran Mamdani, insieme a NYC Tourism + Conventions e Team Wonder, ha annunciato un programma per spostare una parte dell’attenzione dai grandi eventi ufficiali ai quartieri, alle biblioteche, alle piccole attività e ai luoghi culturali della città.
L’iniziativa si chiama NYC Neighborhood Passport. Dall’11 giugno, giorno di inizio del torneo, sarà possibile ritirare un libretto cartaceo nelle biblioteche pubbliche dei cinque distretti e in alcuni eventi selezionati. Il funzionamento è simile a quello più “ludico” dei passaporti ordinari: chi partecipa potrà raccogliere timbri disegnati da artisti in centinaia di luoghi e appuntamenti sparsi per la città, un po’ come quando si visitano nuovi luoghi nel mondo. Non è ovviamente un passaporto ufficiale, ma più una guida fisica per attraversare New York durante il mese dei Mondiali, usando il calcio come pretesto per scoprire posti che spesso restano fuori dai circuiti turistici.
Il programma punta soprattutto sui quartieri legati alle comunità immigrate e alle culture delle nazionali che parteciperanno al torneo. Nei materiali diffusi dalla città vengono citate Corona, Flatbush, Astoria e Sunset Park, ma anche aree famose per la presenza di comunità specifiche, come Little Senegal, Little India e Little Caribbean. L’idea è che i Mondiali non siano raccontati solo attraverso gli stadi, gli sponsor e le fan zone, ma anche attraverso ristoranti, centri culturali, feste di quartiere, proiezioni, spettacoli di danza e iniziative locali. È una scelta molto newyorkesi, visto anche che diverse nazionali avranno tifosi già presenti in città, spesso da generazioni.
Tra i luoghi coinvolti ci saranno anche alcune istituzioni molto note, come l’American Museum of Natural History, la Brooklyn Public Library, il Queens Museum, il New York Botanical Garden ed El Museo del Barrio. Accanto al passaporto ci sarà anche Already Home, una campagna nazionale di storytelling che raccoglierà racconti audio e video sul rapporto tra le persone e il Mondiale. Non è rivolta soltanto ai tifosi: serve anche a documentare come un evento sportivo venga vissuto da chi abita in città molto diverse tra loro, da New York a Chicago, Philadelphia, Boston, Seattle, Albuquerque ed El Paso.
Dal 27 maggio, NYC Tourism metterà online anche un calendario degli eventi e una mappa digitale interattiva, pensati per orientare residenti e visitatori tra appuntamenti gratuiti o a basso costo. È probabilmente la parte più utile del progetto, perché il rischio di iniziative di questo tipo è sempre quello di diventare una somma di eventi difficili da trovare. Qui invece chi non andrà allo stadio potrà comunque seguire il torneo in spazi pubblici, scoprire attività locali e muoversi tra quartieri che durante i Mondiali saranno una parte della storia.




