Torna JAPAN Fes a New York, il grande festival dello street food giapponese

Parte a fine marzo la stagione del decimo anniversario, con oltre trenta appuntamenti già previsti in città e un calendario che si allargherà nei mesi successivi

Negli ultimi anni, la diffusione degli “all you can eat” ha contribuito a costruire un’idea semplificata – e spesso distorta – della cucina giapponese: menu standardizzati, rotoli pieni di salse, quantità più importanti della qualità. Un modello che ha funzionato commercialmente ma che ha progressivamente allontanato il pubblico dalla comprensione di quella cultura gastronomica, ridotta a pochi piatti replicabili e a basso costo.

È anche in reazione a questa banalizzazione che negli Stati Uniti si è consolidato un interesse diverso, più vicino alla dimensione originaria dello street food giapponese, fatta di piatti preparati al momento e varietà regionale. Ed ecco dunque spiegato il ritorno a New York del JAPAN Fes, evento dedicato allo street food giapponese che nel 2026 celebra il suo decimo anniversario nella città e inaugura una stagione particolarmente estesa per numeri e diffusione.

Il festival è stato fondato nel 2011 dall’imprenditore Dragon Yamamoto con l’obiettivo di promuovere il concetto giapponese di “wa”, termine giapponese che indica armonia e coesione sociale. Nel tempo, JAPAN Fes ha affiancato al cibo altri elementi culturali tipici come l’artigianato, la musica dal vivo e alcune performance artistiche. È un modello che lo ha reso uno dei principali eventi dedicati alla cultura giapponese fuori dal Giappone, con una crescita costante sia in termini di pubblico sia di partecipazione degli operatori.

La stagione 2026 è stata annunciata come la più vasta e importante dalla nascita del festival. Sono previsti oltre 80 eventi a livello globale, con la partecipazione di più di 2.000 venditori. New York resta uno dei poli principali: il calendario locale include già più di 30 appuntamenti distribuiti tra Manhattan, Brooklyn e Queens, con ulteriori date in via di definizione. L’apertura ufficiale si è svolta il 28 marzo scorso ad Astor Place, nell’East Village.

Una delle caratteristiche centrali del festival è l’accessibilità economica: i piatti proposti hanno in media un prezzo intorno ai 10 dollari e l’offerta gastronomica riflette la varietà dello street food giapponese contemporaneo, con yakisoba, takoyaki, ramen, sushi, mochi, bubble tea e prodotti a base di matcha. I venditori non provengono solo dall’area metropolitana di New York ma anche da altri stati americani e dall’estero.

Il calendario si estende per tutta la stagione calda, dalla primavera all’autunno, toccando quartieri come Midtown, Chelsea, Park Slope e Upper West Side. Gli eventi si svolgono generalmente tra le 10 e le 18 e restano senza acun biglietto d’ingresso. Di seguito tutti gli eventi finora confermati.

  • 28 marzo – East Village
  • 29 marzo – Midtown West
  • 4 aprile – Village
  • 5 aprile – Upper West Side
  • 11 aprile – East Village
  • 12 aprile – East Village
  • 18 aprile – Morningside Heights
  • 19 aprile – Chelsea
  • 25 aprile – Chelsea
  • 26 aprile – Astoria
  • 2 maggio – Upper East Side
  • 3 maggio – Upper West Side
  • 9 maggio – Chelsea
  • 24 maggio – il Village
  • 30 maggio – Upper East Side
  • 31 maggio – East Village
  • 6 giugno – East Village
  • 7 giugno – Upper West Side
  • 14 giugno – East Village
  • 21 giugno – Brooklyn
  • 27 giugno – Times Square
  • 28 giugno – Astoria
  • 11 luglio – Chelsea
  • 19 luglio – Times Square
  • 2 agosto – Upper West Side
  • 12 settembre – Chelsea
  • 13 settembre – Chelsea
  • 19 settembre – Upper East Side
  • 26 settembre – Morningside Heights
  • 27 settembre – Upper East Side
  • 3 ottobre – East Village
  • 10 ottobre – Astoria
  • 24 ottobre – East Village
  • 25 ottobre – Upper West Side
Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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