L’idea di multare chi blocca le porte della metro a New York

È circolata molto nei giorni scorsi sotto forma di una nuova norma introdotta dall'MTA, ma era un pesce d'aprile: in molti, comunque, ne erano entusiasti

Alle 8:30 del mattino, su una banchina della metropolitana di New York, il treno si ferma e le porte si aprono. Chi è dentro prova a scendere, ma si trova davanti un fronte compatto di persone già pronte a salire. Per qualche secondo non si muove nessuno: chi deve uscire resta bloccato, chi vuole entrare prova a farsi spazio. Poi iniziano le spinte, gli incastri, traiettorie improvvisate. È una dinamica che si ripete decine di volte ogni giorno, soprattutto nelle stazioni più affollate.

Nonostante questo, esiste una regola implicita – lasciare scendere prima di salire – che è anche ripetuta dagli annunci automatici della Metropolitan Transportation Authority (MTA) e dalle campagne di sensibilizzazione, ma viene sistematicamente disattesa, soprattutto nei nodi più congestionati della rete.

A tal proposito, negli ultimi giorni si è iniziato a parlare di una proposta regolatoria della MTA che introdurrebbe una sanzione per chi ostacola l’uscita dei passeggeri. Il provvedimento serbirebbe a migliorare il “passenger flow”, con multe da 25 dollari per chi tenta di salire a bordo prima che il flusso in uscita sia completato. L’obiettivo è di ridurre il cosiddetto “dwell time”, cioè il tempo di fermata in stazione, che è anche un indicatore importante per misurare l’efficienza del servizio: anche pochi secondi risparmiati per fermata, su linee ad alta frequenza, possono incidere sulla regolarità complessiva.

Il rispetto della norma sarebbe stato affidato a una task force dedicata – la “Passenger Flow Compliance Task Force” – composta da agenti in borghese dislocati in stazioni strategiche – Grand Central Terminal, Times Square, Atlantic Avenue–Barclays Center station. In questi snodi, tra i più trafficati della rete, il comportamento dei passeggeri incide direttamente sulla capacità della linea di mantenere orari regolari, soprattutto nelle fasce di punta del mattino e della sera.

Diversi studi sul trasporto urbano mostrano che l’organizzazione dei flussi in salita e discesa è uno dei fattori più rilevanti per la velocità commerciale dei sistemi metropolitani. Alcune città, come Tokyo o Londra, hanno introdotto segnaletica a terra e personale di stazione per indirizzare i passeggeri e ridurre gli ingorghi alle porte. A New York la rete supera le 470 stazioni e trasporta milioni di utenti ogni giorno, e anche i comportamenti individuali apparentemente minimi possono generare effetti a catena sul servizio.

Purtroppo, comunque, la proposta non esiste. La notizia è circolata il 1° aprile ed era semplicemente un pesce d’aprile: non è stata annunciata alcuna nuova regolamentazione, né è prevista l’introduzione di multe per il comportamento in fase di salita. Il problema che la falsa notizia intercetta, tuttavia, è reale e molti utenti sui social avevano accolto positivamente la norma. E chissà che non diventi un segnale per il futuro.

Immagine di Francesco Caroli

Francesco Caroli

Classe ’97, laurea in Scienze Politiche, scrive di musica dal 2017 per riviste online e cartacee. Appassionato e grande fruitore di rap, nel 2023 ha pubblicato il saggio “Il mutamento delle subculture, dai Teddy boy alla scena trap” per la casa editrice milanese Meltemi.

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